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EDF: lanciato profit warning da 29 miliardi di euro

EDF: lanciato profit warning da 29 miliardi di euro

Électricité de France (EDF) ha lanciato un profit warning per svariati miliardi di euro. La compagnia energetica transalpina ha comunicato che, a seguito della stima nella parte più bassa della fascia 280-300 TWh della produzione nucleare in Francia per l’intero anno e dei prezzi forward del 13 settembre 2022, l’impatto sul margine operativo lordo, rispetto all’anno scorso, sarà di 29 miliardi di dollari. EDF aveva precedentemente stimato l’effetto negativo sui suoi utili prima di interessi, imposte e ammortamenti a 24 miliardi di euro per il 2022.

Il gruppo ha segnalato che il peggioramento della situazione è dovuto alle interruzioni nella produzione dei reattori nucleari. In questo momento vi è oltre il 50% delle 56 centrali in dotazione di EDF fuori uso per problemi di corrosione e ragioni di manutenzione. Tutto ciò ha determinato un calo della produzione ai minimi degli ultimi 30 anni. E non è una cosa da poco, visto che l’azienda controllata per l’84% dallo Stato francese è stata costretta ad acquistare energia sui mercati all’ingrosso, pagando tariffe salate per via dell’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche conseguente allo scoppio della guerra Russia-Ucraina.

La reazione delle azioni EDF alla Borsa di Parigi è stata pressoché inesistente, poiché ormai dal 12 luglio le quotazioni del colosso energetico sono sostanzialmente piatte. Da quando, cioè, il Governo ha annunciato un piano per la nazionalizzazione dell’azienda, che prevede l’OPA e il delisting dai mercati.

 

EDF: i piani per il futuro

Il Governo francese ieri ha annunciato un limite all’aumento delle tariffe dell’energia elettrica al 15% per le famiglie che potrebbe essere esteso fino a tutto il 2023. Non è ancora chiaro se e in che misura EDF sarà chiamata a sostenere il maggior costo. Ad ogni modo, gli obiettivi futuri dell’azienda saranno sottoposti a revisione.

Per il momento la produzione di energia nucleare per l’anno prossimo è confermata a 300-330 TWh, con risalita da 315 a 345 TWh per il 2024. Il gruppo ha dichiarato che il riavvio dei reattori per l’inverno è sulla buona strada per essere attuato, con la capacità produttiva che dovrebbe allinearsi a quella dello scorso anno. Tuttavia ha anche avvertito che, nei momenti di massima tensione sul sistema energetico nei prossimi mesi, potrebbero esserci delle interruzioni di corrente, a meno che le famiglie non riescano a razionare il loro consumo di energia.

L’Eliseo, intanto, si sta muovendo per lanciare nelle prossime settimane un’offerta pubblica di acquisto su EDF relativa alla quota mancante del 16%, che costerà alle casse dello Stato quasi 10 miliardi di euro. Una volta preso il controllo totale dell’azienda, il Governo ha in mente di costruire nuovi reattori nucleari, oltre quelli già in funzione e offline. Tutto questo ovviamente nell’ambito di un miglioramento della situazione economica e finanziaria del gruppo che si affaccia alle nuove sfide energetiche.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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