Opa Eles, Mare Group: dubbi sull’assemblea del 7 gennaio, ne chiede una nuova

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Il 7 gennaio 2026 l’assemblea degli azionisti di Eles si è chiusa senza l’approvazione di alcuno dei punti all’ordine del giorno. Da una prima lettura superficiale, qualcuno ha parlato di “bocciatura” delle proposte del consiglio di amministrazione. Ma attenzione: il dato vero non è la bocciatura, ma l’assenza di una maggioranza deliberante. Ed è proprio questo il cuore della posizione di Mare Group, espresso in un comunicato ufficiale pubblicato subito dopo l’assemblea. Per il gruppo italiano, quello che è accaduto non è un episodio, ma un segnale chiaro della crisi di legittimazione della governance in carica.

 

In questo articolo:

 

  • Assemblea Eles, oltre la “bocciatura”: il venire meno della maggioranza
  • I requisiti statutari mancanti: i dubbi di Mare Group
  • Eles e la necessità di una nuova assemblea
  • Due opa e il Golden Power

 

 

Assemblea Eles, oltre la “bocciatura”: il venir meno della maggioranza

Nell’assemblea era rappresentato circa il 78% del capitale sociale, una partecipazione di tutto rispetto. Eppure nessuna proposta ha superato il quorum necessario. La mancata conferma dell’amministratore indipendente cooptato nel settembre 2025 (che avrebbe dovuto ristabilire almeno un equilibrio minimo) e il respingimento degli altri punti all’ordine del giorno sono stati interpretati da Mare Group come un segnale inequivocabile di sfiducia assembleare. Non si tratta di un voto di protesta, ma di un chiaro e inequivocabile messaggio: la governance attuale non gode più della fiducia del capitale.

Il quadro quindi è paradossale. L’attuale cda può ancora, tecnicamente, ostacolare iniziative altrui, ma non è più nelle condizioni di prendere decisioni autonome, né di imprimere una direzione strategica. È una governance di interdizione: ferma, incapace di crescere, bloccata dalla stessa assemblea che dovrebbe sostenerla. In una società come Eles, operante in settori tecnologici sensibili e in piena contesa per il controllo, una paralisi del genere ha un peso che va ben oltre il mero dato formale.

 

I requisiti statutari mancanti: i dubbi di Mare Group

La situazione ha anche un risvolto formale. Con la mancata conferma dell’indipendente, il cda non rispetta più i requisiti statutari previsti per composizione e numero minimo di amministratori. Mare Group ha sottolineato questo aspetto nel comunicato, spiegando che la decadenza dell’indipendente Michael Bosco rende urgente il ripristino della piena legittimità dell’organo. Tant’è che la società ha sollevato dei dubbi sulla regolarità stessa dell’assemblea. D’altronde, non si tratta di dettagli tecnici: è la differenza tra una società funzionante e una società bloccata, tra decisioni ponderate e una paralisi latente.

Il comunicato di Mare Group ribadisce anche un punto politico di non poco conto. I diritti di voto collegati a Mare Group e a Massimiliano Bellucci rappresentano almeno il 46% dei voti presenti in assemblea. Non solo una quota significativa, ma un evidente veto di fatto, capace di condizionare ogni decisione. È un messaggio che travalica la contesa societaria: nessuna governance può reggere senza consenso reale. E nessuna decisione può essere considerata legittima senza il sostegno concreto di chi rappresenta il cuore del capitale.

 

Eles e la necessità di una nuova assemblea

Di fronte a questa situazione, Mare Group chiede con forza la convocazione di una nuova assemblea. Lo scopo è ripristinare la composizione statutaria del cda, nominare almeno un amministratore indipendente e ristabilire condizioni di piena operatività. In sintesi, un passo obbligato per uscire dall’impasse e ridare stabilità alla società, restituendo al mercato un quadro trasparente e affidabile.

La vicenda assume poi una dimensione più ampia. Eles non è una società qualunque: opera in settori strategici come il testing dei semiconduttori, con possibili applicazioni anche nel campo della difesa. In questo contesto, le decisioni di governance non riguardano solo equilibri societari, ma hanno ricadute industriali e strategiche che coinvolgono anche la sfera pubblica.

 

Due opa e il Golden Power

La contesa per il controllo vede opporsi Mare Group e Xenon attraverso offerte pubbliche concorrenti. Entrambe le operazioni sono assoggettate alla disciplina del Golden Power, che riserva allo Stato poteri speciali in caso di operazioni su asset strategici. Mare Group ha già ottenuto le autorizzazioni necessarie; Xenon, invece, non ha ancora comunicato provvedimenti equivalenti, pur essendo vincolata da questa condizione sospensiva. Una disparità che incide direttamente sulla legittimità e sulla trasparenza delle decisioni assembleari.

A complicare ulteriormente il quadro, il capitale di Eles include azionisti rilevanti, anche esteri, con partecipazioni superiori al 3%. Questi soggetti potrebbero rientrare nel perimetro del Golden Power, aumentando la complessità delle valutazioni e dei provvedimenti necessari da parte delle autorità. La governance, quindi, si muove in un terreno dove mercato, diritto e interesse nazionale si intrecciano strettamente.

In questa direzione, il caso Tinexta ha dimostrato come l’esercizio dei poteri speciali possa arrivare fino all’imposizione di cessioni di attività critiche. Questo precedente rende evidente la necessità di valutare con grande attenzione operazioni su società tecnologiche strategiche come Eles, confermando la rilevanza del Golden Power e dei controlli governativi.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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