Eli Lilly entra in corsa per i farmaci psichedelici, cosa sono e a cosa servono

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Eli Lilly, il gigante di Indianapolis da centinaia di miliardi di capitalizzazione, ha messo sul piatto quasi 4 miliardi di dollari per acquisire AtaiBeckley, azienda biofarmaceutica in fase clinica all’avanguardia nello sviluppo di terapie innovative e a rapida azione per la salute mentale. Come spiegato nel comunicato ufficiale, l’operazione prevede un pagamento iniziale in contanti di 6,75 dollari per azione, pari a un valore azionario complessivo di circa 2,8 miliardi di dollari (oltre che a un premio del 40% sulla media a 30 giorni che ha fatto schizzare il titolo Atai oltre il 30% nel pre-market), a cui si aggiunge un ulteriore miliardo di dollari potenziale legato a diritti di valore contingente (CVR), portando il valore complessivo dell’operazione fino a 3,8 miliardi di dollari.

 

In questo articolo:

 

  • Eli Lilly e AtaiBeckley, l’ombra del Fentanyl e il “via libera” di Trump
  • Oltre la serotonina: che cosa sono e come agiscono i nuovi farmaci
  • Eli Lilly e AtaiBeckley: “Curare la radice, non i sintomi”
  • Dai farmaci dimagranti alla salute mentale

 

Eli Lilly e AtaiBeckley, l’ombra del Fentanyl e il “via libera” di Trump

La salute mentale negli Stati Uniti non è solo un’emergenza medica, è una crisi di sicurezza nazionale. La piaga del Fentanyl e degli oppioidi sintetici continua a devastare intere comunità, lasciandosi dietro una scia di dipendenza e morti che i trattamenti tradizionali non riescono ad arginare. Spesso, all’origine di queste dipendenze c’è una depressione profonda, invisibile, non curata. Ed è qui che la geopolitica si incrocia con la finanza. Ad aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo senza precedenti: ha imposto alle autorità sanitarie federali (in testa la FDA) di accelerare drasticamente le valutazioni cliniche dei trattamenti a base di sostanze psichedeliche, aumentando parallelamente i fondi governativi per la ricerca.

La logica di Washington è pragmatica, quasi brutale: per combattere l’epidemia delle droghe sintetiche illegali che arrivano dall’estero, lo Stato deve legalizzare, controllare e brevettare le molecole della mente attraverso i canali ufficiali di Big Pharma. Anche perché l’ordine di Trump ha rimosso d’un colpo i blocchi burocratici storici, trasformando un settore un tempo considerato “alternativo” o “controculturale” nella nuova grande frontiera del capitalismo terapeutico.

 

Oltre la serotonina: che cosa sono e come agiscono i nuovi farmaci

Per decenni la psichiatria ha trattato la depressione come un problema di idraulica chimica: “manca la serotonina, aggiungiamo serotonina” tramite i classici antidepressivi (SSRI) come il Prozac. Il problema? Spesso non funzionano. Milioni di persone soffrono di TRD (Treatment-Resistant Depression): assumono pillole per anni, ma il buio non se ne va. La nuova scuola della psichiatria interventistica ribalta il paradigma. Non si tratta di riequilibrare i neurotrasmettitori, ma di ricostruire fisicamente il cervello.

La depressione grave agisce come un solvente sulle connessioni neurali: spegne le sinapsi, atrofizza le aree deputate alla regolazione dell’umore. I farmaci psichedelici di nuova generazione – definiti neuroplastogeni a rapida azione – funzionano come una tempesta di fertilizzante biologico. Agiscono sui recettori serotoninergici 5-HT2AR per riattivare la plasticità sinaptica, spingendo il cervello a creare letteralmente nuove autostrade di comunicazione neuronale in poche ore.

Il gioiello della corona che Eli Lilly ha strappato ad AtaiBeckley si chiama BPL-003 (mebufotenin benzoato). Si tratta di una versione sintetica della 5-MeO-DMT (una molecola psichedelica potentissima, storicamente nota per essere presente nelle secrezioni di alcune specie di rospi del deserto di Sonora), formulata per essere assunta tramite un semplice spray nasale. I dati di Fase 2b mostrano che il paziente effettua una seduta in clinica monitorata di circa due ore in totale, durante la quale gli effetti allucinogeni svaniscono rapidamente, ma il reset cerebrale e la riduzione dei sintomi depressivi persistono poi per mesi. BPL-003 ha già ottenuto la prestigiosa Breakthrough Therapy Designation della FDA e ha avviato le attività di Fase 3, mentre a ruota segue il VLS-01, una formulazione in pellicola boccale (un film che si scioglie sotto la lingua) di DMT, attualmente in Fase 2b.

 

Eli Lilly e AtaiBeckley: “Curare la radice, non i sintomi”

Dietro l’operazione ci sono visioni che si scontrano e si fondono. Da un lato la pragmatica scientifica di Lilly, dall’altro l’ardore pionieristico dei fondatori di Atai. Carole Ho, Executive Vice President di Lilly Neuroscience, ha spiegato che la depressione resistente persiste anche dopo il fallimento di molteplici terapie, lasciando milioni di persone alla ricerca di un sollievo che provano disperatamente a trovare in cure che funzionino. Per Srinivas Rao, co-fondatore e ceo di AtaiBeckley, l’accordo rappresenta il coronamento di un percorso scientifico che punta a dimostrare che la malattia psichiatrica è trattabile alla sua radice biologica e non semplicemente nei suoi sintomi superficiali, e in questa prospettiva la scala globale di Lilly accelererà il lavoro per i pazienti non rispondenti alle cure esistenti.

Infine, emerge la figura eclettica di Christian Angermayer, investitore tedesco di spicco, fondatore e principale azionista di Atai tramite la sua Apeiron Investment Group. Angermayer, che da anni promuove pubblicamente il potenziale terapeutico degli psichedelici, ha blindato l’accordo firmando insieme agli altri insider un patto di voto favorevole pari al 15% delle quote complessive, convinto che l’unione con Lilly garantisca a questa mappa clinica il supporto di risorse industriali impensabili da replicare in solitaria, tracciando la strada migliore sia per i pazienti che per gli azionisti.

 

Dai farmaci dimagranti alla salute mentale

C’è un ultimo dettaglio finanziario che spiega il tempismo perfetto di questa acquisizione. Negli ultimi due anni, Eli Lilly ha accumulato ingente liquidità grazie al successo dei suoi farmaci contro l’obesità e il diabete (surclassando difatti anche la rivale Novo Nordisk). Ma i brevetti scadono, la concorrenza avanza e i trend di mercato cambiano. Come evidenziato da diversi analisti a Reuters , questa operazione permette a Lilly di diversificare i propri asset oltre il suo redditizio franchise cardiometabolico di punta, posizionandosi come leader indiscusso nel settore delle neuroscienze d’avanguardia.

Non si tratta di un caso isolato, poiché la corsa alla salute mentalè già ampiamente iniziata. L’anno scorso un altro colosso, AbbVie, ha investito fino a 1,2 miliardi di dollari per accaparrarsi i composti psichedelici di Gilgamesh Pharmaceuticals, mentre solo poche settimane fa la stessa Eli Lilly ha chiuso l’acquisizione di Centessa Pharmaceuticals per un valore che può arrivare a 7,8 miliardi di dollari per mettere le mani su farmaci sperimentali contro i disturbi del sonno. 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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