Elon Musk come finanzierà l'acquisizione di Twitter? - Borsa e Finanza

Elon Musk come finanzierà l’acquisizione di Twitter?

Elon Musk: ecco come potrebbe finanziare l'acquisizione di Twitter

Il mercato è in fibrillazione in questi giorni per vedere l’epilogo della vicenda Twitter, con Elon Musk che ha lanciato la sua offerta di acquisizione di tutto il pacchetto azionario a 54,20 dollari per azione. Il numero uno di Tesla vuole impadronirsi del social network per cambiare la gestione, che reputa troppo restrittiva nel rispetto della libertà di parola, di cui ormai è uno strenuo paladino. Un aspetto però che sta incuriosendo gli osservatori e che potrebbe determinare se tutta la faccenda avrà un seguito è come l’investitore miliardario finanzierà l’operazione. Al riguardo vi sono 2 ipotesi, vediamole nel dettaglio.

 

Pagamento personale

Elon Musk potrebbe ricorrere al proprio patrimonio. In base alle stime di Forbes, la sua ricchezza personale ammonta a oltre 260 miliardi di dollari, comprese ovviamente le partecipazioni in Tesla e SpaceX. Una strada potrebbe essere quella di vendere una parte delle azioni che detiene nel produttore di auto elettriche e nella compagnia spaziale per racimolare il denaro liquido da mettere dentro l’operazione Twitter.

Questo però presenta 2 inconvenienti: uno derivante dal calo delle quotazioni delle azioni che mette in vendita e un altro riguardante l’aspetto fiscale generato dalle plusvalenze. L’alternativa quindi potrebbe essere quella di dare in pegno le azioni a garanzia di un finanziamento multimiliardario. Tesla però limita a un massimo del 25% delle partecipazioni l’entità dei prestiti che è possibile contrarre per gli alti dirigenti impegnando le loro azioni.

Lo scopo di questo vincolo è quello di evitare una svendita azionaria per via di una richiesta di margine. Adesso vi è una questione da chiarire. Musk lo scorso giugno aveva impegnato quasi la metà delle azioni Tesla che possiede per contrarre alcuni prestiti. Se questi non sono stati saldati, egli potrebbe prendere a prestito al massimo 21 miliardi di dollari, non abbastanza per finanziare l’operazione Twitter.

 

Finanziarsi presso amici miliardari

Le banche hanno una ridotta propensione al rischio a sostenere un’acquisizione di questa portata, anche perché devono fare i conti con i limiti imposti da parte delle Autorità di regolamentazione. In particolare, poi, Twitter è un’azienda che sta perdendo soldi in base al reddito netto, con un rating del credito spazzatura. Tuttavia produce molta liquidità e questo potrebbe aprire le porte a soggetti privati che già hanno espresso interesse a fiancheggiare Musk, percependo che il 50enne sudafricano sia in grado di rendere l’azienda molto redditizia e quindi di fare un buon affare mettendo soldi nell’operazione.

Gli esperti prevedono che gli istituti di credito sarebbero disposti a mettere poco più di 10 miliardi di dollari, considerati i conti dell’azienda. Altri 5 miliardi invece potrebbero arrivare da investitori privati. In totale 15 miliardi di capitale esterno, sommato agli oltre 20 miliardi di capitale proprio sicuro, costituirebbero una base a sostegno dell’acquisizione. Ovviamente questo in base a calcoli prudenziali, muovendosi su un terreno certo. Vi possono essere altre risorse a cui attingere da parte di Musk per completare il capitale necessario per impadronirsi del social guidato da Parag Argawal.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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