Emilio Vedova, le 5 opere record vendute all’asta

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Nel settore degli investimenti alternativi, un nome che potrebbe valere molto di più in futuro è quello di Emilio Vedova, pittore veneziano con opere da record all’asta salite con una flebile moderazione nell’arco degli ultimi quindici anni. Tra astrattismo, innovazione e sperimentazione, l’artista veneto ha prezzi ancora bassi sul mercato italiano, con top lot che reggono ormai da parecchio tempo.

Classe 1919, pittore autodidatta dalla personalità dirompente, Vedova ha raggiunto il suo record sul mercato nel 2017 con Tensione n. 4 e da allora il top price è rimasto immutato. Collezionisti e investitori apprezzano e ricercano soprattutto i lavori della fine degli anni Cinquanta, ma nelle vendite all’incanto sono disponibili a cifre contenute numerosi lavori degli anni Sessanta che attendono soltanto di essere riscoperti e valorizzati.

 

Emilio Vedova: le 5 opere record in asta

Nato in una famiglia di operai, cresciuto con il modello di Tintoretto, Vedova ha messo costantemente il suo espressionismo astratto in dialogo con la storia, diventando testimone di eventi, conflitti e contraddizioni che hanno segnato il Novecento. Il punto privilegiato della sua osservazione sulla realtà era Venezia, città che non ha mai lasciato ed è stata continua fonte di ispirazione per i suoi lavori.

Profondamente influenzato dai grandi maestri veneziani del Cinquecento ma con richiami all’action painting di Jackson Pollock, Vedova è stato uno degli artisti d’avanguardia più influenti del Novecento nonché uno degli esponenti più rappresentativi dell’informale europeo. La sua stella continua a brillare sul mercato, nonostante i ritmi lenti di crescita: ecco quali sono le cinque opere record del pittore veneto nelle vendite all’asta, commissioni incluse.

 

Trittico della libertà

Un olio su tela di grandi dimensioni (135 x 186,5 cm) risalente al 1950, che denuncia tutta la violenza e il dolore della guerra. Un tema sensibile per l’artista, militante del movimento culturale antifascista Corrente, partigiano nella Resistenza tra il 1944 e il 1945 e tra i firmatari del manifesto Oltre Guernica. Il quadro, in passato parte delle collezioni Panza di Biumo e della Galleria Tornabuoni di Firenze, passa nella Modern and Contemporary Art di Sotheby’s a Milano del novembre 2006, anno della scomparsa del pittore: da una base di partenza tra i 200.000 e i 300.000 euro, raggiunge 618.900 euro.

Il quadro Trittico della libertà di Emilio Vedova
Trittico della libertà (foto: Sotheby’s)

 

Documento 2 – Aggressività

È del 1958 questo imponente olio su tela (144,2 x 195,8 cm) parte della serie Documenti, un’esplorazione dei concetti di aggressività e tensione, del cortocircuito tra bene e male. Caratterizzato dal gigantismo e dall’uso del colore e del bianco e nero, il quadro debutta nella Post War and Contemporary Art di Christie’s a Milano del novembre 2007, una vendita di 264 lotti da 13,9 milioni di euro complessivi. Partita da una stima tra 250.000 e 350.000 euro, l’opera di Vedova fa fermare il martello a 622.700 euro.

Il quadro Documento 2 - Aggressività di Emilio Vedova
Documento 2 – Aggressività (foto: Christie’s)

 

Ciclo ’61 n. 11

Questo dittico del 1961 (olio su due tele incernierate), caratterizzato dai colori intensi, le larghe pennellate e la particolare forma a L, ha segnato un punto di svolta nella pratica di Vedova: è il periodo in cui gli studiosi internazionali lo riconoscono come uno dei grandi maestri della pittura gestuale e la Biennale di Venezia gli assegna il Gran Premio per la Pittura. Proveniente dalla Galleria Salvatore Ala di Milano, la doppia tela arriva nella Post War and Contemporary Art di Christie’s a Milano del novembre 2008: prezzo di vendita 730.800 euro.

Il quadro Ciclo '61 n. 11 di Emilio Vedova
Ciclo ’61 n. 11 (foto: Christie’s)

 

Ciclo 61/62 n. 2

Una olio e collage su tela realizzato tra il 1961 e il 1962 che anticipa la serie del Plurimi, una delle invenzioni più radicali dell’artista: un ciclo di quadri staccati dalla parete, disarticolati con l’inserimento di cerniere e installati nello spazio tridimensionale. “Non si tratta di semplici quadri, ma di opere pittoriche tridimensionali e mobili, pensate per rompere definitivamente la bidimensionalità della pittura tradizionale”, spiega la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova sul suo sito ufficiale. Nella Post War and Contemporary Art di Christie’s a Milano del maggio 2008, Ciclo 61/62 n. 2 parte da una stima tra 320.000 e 420.000 euro e fa alzare le palette fino a 776.750 euro.

Il quadro Ciclo 61/62 n. 2 di Emilio Vedova
Ciclo 61/62 n. 2 (foto: Christie’s)

 

Tensione n. 4

Emozioni ed energia allo stato puro, i dipinti di Vedova hanno affrontato un profondo cambiamento subito dopo la metà degli anni Cinquanta, quando l’artista ha recuperato la pittura immediata delle prime esperienze giovanili per esprimere tutta la spontaneità dei suoi sentimenti sulla tela. Racchiude alla perfezione quella forza questo monumentale olio su tela del 1959 (145,5 x 196 cm) che nel maggio 2017 sbarca da Dorotheum a Vienna nell’asta di Arte contemporanea: da una stima massima di 200.000 euro, è aggiudicato a 792.500 euro. Ad oggi ancora il suo record assoluto.

Il quadro Tensione n. 4 di Emilio Vedova
Tensione n. 4 (foto: Dorotheum)

 

Oltre alla top 5, meritano una segnalazione altre cinque vendite notevoli di opere di Emilio Vedova. Dal ciclo della natura n. 6 del 1953, battuto per 623.250 sterline da Christie’s a Londra nell’asta Thinking Italian Evening Auction dell’ottobre 2019. Spagna n. 4 del 1959, venduto per 571.500 euro nella Modern and Contemporary Art di Sotheby’s a Milano del novembre 2025. Ciclo 61 n. 8 del 1961, battuto per 444.300 euro da Dorotheum a Vienna nel novembre 2011. Per una protesta n. 6 – Dal ciclo della protesta del 1953, venduto per 430.000 euro da Dorotheum a Vienna nel maggio 2018. Per la Spagna n. 14 del 1962, passato di mano per 419.100 euro nella Modern and Contemporary Art di Sotheby’s a Milano del maggio 2025.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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