Enel: 100 milioni di impatto da extraprofitti, cosa fare con le azioni?

Enel: 100 milioni di impatto da extraprofitti, cosa fare con le azioni?

Enel: 100 milioni di impatto da extraprofitti, cosa fare con le azioni?

Raddoppio dei ricavi per Enel nel primo trimestre a 35 miliardi di euro (+89,1%), spinto dai prezzi dell’energia. La variazione positiva viene attribuita a tutti i settori di business, per le maggiori quantità di energia elettrica prodotte e vendute a prezzi medi crescenti. L’exploit a due cifre dei ricavi, però, resta isolato. Gli altri indicatori sono sì cresciuti, ma in maniera più contenuta e in linea con le attese. L’Ebitda, per esempio, è salito del 6,8% a 4,486 miliardi, sia per le maggiori quantità prodotte da fonte convenzionale, che per gli effetti positivi della nuova capacità installata rinnovabile. Effetto positivo anche dai risultati della gestione del rischio prezzo su commodity, che hanno più che compensato gli effetti negativi della generazione da fonte idroelettrica e i maggiori costi di approvvigionamento sui mercati finali.

Ed è quest’ultimo passaggio che spiega perché Enel non tema più di tanto l’aumento del prelievo sui cosiddetti extraprofitti, salito dal 10 al 25% dopo l’approvazione del Decreto aiuti da 14 miliardi di euro. “Stimiamo un impatto di circa 100 milioni di euro”, calcola il Cfo Alberto De Paoli. Incremento del 4,4% per il risultato operativo a 2,679 miliardi. La variazione, spiegano da Enel, riflette principalmente l’andamento positivo della gestione operativa, solo parzialmente compensata dai maggiori ammortamenti e svalutazioni dei crediti.

Il risultato netto ordinario del gruppo è salito a 1,443 miliardi (+18,9%). L’incremento è riconducibile all’andamento positivo della gestione operativa, che include il provento realizzato dalla cessione parziale della partecipazione in Ufinet, alla minore incidenza delle interessenze di terzi, agli effetti positivi derivanti dalla gestione finanziaria netta e ai risultati delle società valutate con il metodo del patrimonio netto. Cresciuto anche l’indebitamento finanziario netto, che supera i 59 miliardi dai circa 52 miliardi di fine 2021, (+13,8%). Oltre agli investimenti del periodo (2,5 miliardi, + 24,5%) hanno pesato l’acquisizione di Erg Hydro (ora Enel Hydro Appennino Centrale), l’andamento negativo dei flussi di cassa operativi e l’effetto cambi.

“Nel primo trimestre del 2022, la validità del nostro modello di business ci ha consentito di realizzare solidi risultati in linea con le attese, minimizzando i rischi derivanti dal difficile contesto geopolitico ed economico, anche a tutela dei nostri stakeholder”, è il commento dell’Ad Francesco Starace. “Grazie all’integrazione del gruppo lungo la catena del valore, alla sua diversificazione geografica e tecnologica, nonché all’accelerazione degli investimenti nella transizione energetica, siamo in grado di consolidare l’implementazione della nostra strategia nel breve, medio e lungo periodo, confermando le guidance su Ebitda e utile netto ordinario per l’anno in corso”. Le previsioni collocano l’utile tra i 5,6 e i 5,8 miliardi, e l’Ebitda tra i 19 e i 19,6 miliardi.

Allargando l’orizzonte temporale, le stime di Enel prevedono, tra il 2020 e il 2030 un Ebitda ordinario del gruppo previsto in aumento del 5-6% in termini di tasso annuo di crescita composto, a fronte di un utile netto ordinario atteso in aumento del 6-7%. Con riferimento invece al periodo del Piano 2022-2024, si prevede che nel 2024 l’Ebitda ordinario raggiunga i 21-21,6 miliardi rispetto ai 19,2 miliardi del 2021. L’utile netto ordinario di gruppo è atteso in crescita a 6,7-6,9 miliardi nel 2024, rispetto ai 5,6 miliardi del 2021.

 

Enel: creato un Doji di continuazione del rialzo in corso

Il titolo Enel sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+0,38%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 6,061, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 5,965, andando a chiudere con un importante rimbalzo sul finale a 6,010 euro. Tale movimento ha permesso al mercato di creare un particolare pattern grafico (derivante dall’analisi Candlestick) denominato Doji, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori.

In realtà, se come in questo caso la figura si presenta all’interno di un trend rialzista ben definito, il significato che assume è quello di rappresentare un preludio alla continuazione della direzionalità principale anche nelle prossime giornate. L’impostazione grafica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 48. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 6,061 con target nell’intorno dei 6,159 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 5,965 con obiettivo molto vicino al livello 5,886.


L’andamento di breve termine del titolo ENEL

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