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Enel: 4 fattori che faranno crescere il debito a 70 miliardi di euro

Enel: 4 fattori che faranno crescere il debito a 70 miliardi di euro

La prossima settimana Enel pubblicherà i conti del terzo trimestre e le attese non sono entusiasmanti. L’aumento del costo delle materie prime nel periodo, dovuto all’aumento del prezzo del gas che ha raggiunto un massimo questa estate di 340 euro per MWh alla Borsa di Amsterdam, sicuramente influirà sui margini aziendali a livello retail. L’appuntamento è al 3 novembre, ma il gruppo guidato da Francesco Starace ha pubblicato anticipatamente il report trimestrale relativo ai dati operativi. Da questo è emerso che, nel trimestre che va da luglio a settembre, la produzione consolidata di energia elettrica è arrivata a 58.750 GWh, facendo registrare una leggera crescita di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, con un incremento del 10% delle rinnovabili a 28.765 GWh che rappresentano quasi la metà della produzione complessiva. Ciò ha compensato la diminuzione della generazione di energia convenzionale del 7,2% a 29.985 GWh.

 

Enel: 4 ragioni per l’allarme debito

Ciò che preoccupa gli analisti riguarda il livello di indebitamento di Enel. Nel primo trimestre di quest’anno la cifra totale è arrivata a 62 miliardi di euro, ma secondo Equita Sim potrà aumentare fino a 70 miliardi di euro nei prossimi nove mesi. Le ragioni che giustificano tale previsione sono sostanzialmente quattro:

 

  • il deterioramento del circolante per via dell’aumento dei prezzi dell’energia che ha fatto crescere i costi di approvvigionamento;
  • la forza del dollaro che influisce sullo stock del debito in valuta;
  • gli effetti del deficit tariffario spagnolo che dovrebbe rientrare solo nei prossimi mesi;
  • l’esborso di 2 miliardi di euro che l’azienda ha sostenuto a luglio per il pagamento dei dividendi.

 

La Sim milanese ritiene che nel quarto trimestre ci sarà un recupero del circolante grazie ai 3 miliardi che l’azienda incasserà dalle cessioni, oltre che per effetto delle azioni di efficientamento attuate dal management. Tuttavia, secondo gli analisti, la stima per il 2022 di -62 miliardi di euro della posizione finanziaria netta del gruppo è troppo contenuta; pertanto gli esperti si aspettano un peggioramento almeno a -64 miliardi di euro.

 

Vanno comprate le azioni in Borsa?

Le azioni Enel quest’anno a Piazza Affari hanno registrato una perdita del 37,7% a 4,39 euro, stando all’ultima chiusura di Borsa. Ciò potrebbe allettare gli investitori a comprare un titolo a sconto di più di un terzo rispetto a dieci mesi fa. Equita conferma il giudizio di acquisto per il titolo ma con prezzo obiettivo abbassato del 6,7% a 7 euro. Questo nonostante un dividendo che rende il 9,1% a valere sul bilancio 2022, sottolinea la Sim. In questo momento, dei 27 broker che fanno parte del consensus Bloomberg, ben 21 consigliano l’acquisto delle azioni della compagnia energetica italiana con un target medio di 7,41 euro, mentre 6 hanno un rating hold. Da notare che nessuno ha una posizione short sul titolo.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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