Nel pieno della stagione delle trimestrali italiane, ENEL ha diffuso i risultati di bilancio relativi ai primi sei mesi dell’anno. I valori contabili dell’ex monopolista registrati nel primo semestre del 2020 hanno segnato una riduzione del business da 40 miliardi a 33 miliardi di euro e ricavi in contrazione del 18,3%. La contrazione si è avuta a cascata anche sulle altre voci di bilancio, con il margine operativo lordo sceso a 8,6 miliardi dai 8,9 miliardi. Il calo di circa il 3% si è avuto a causa delle minori vendite di energia dovuta alla pandemia Covid-19.
Vi è pero una voce che è andata in controtendenza: l’utile netto ordinario. Nei primi sei mesi del 2020 è cresciuto del 5,5% grazie ad una gestione operativa più accurata e ad un decremento degli interessi per l’ottenimento dei finanziamenti. Analizzando l’indebitamento netto si registra una crescita a 50 mld di euro rispetto i 45 mld di gennaio (+10%). Le motivazioni sono diverse di cui le principali: il debt to equity che passa da 0,94 a 1,17, il pagamento pari a 2,7 mld di dividendi e diverse operazioni straordinarie per partecipazioni nel capitale sociale di Enel Americas e Enel Chile (1 mld di euro).
Francesco Starace Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel S.p.A ha dichiarato che a fine novembre sarà comunicato il piano industriale aggiornato a tutte le conseguenze Covid19. Per quanto riguarda i dividendi il management rassicura gli investitori perché le decisioni rimangono inalterate al precedente piano. Cambiano invece le previsioni relativo al utile netto che dovrebbe attestarsi a circa 5,1 mld di euro ed il margine operativo lordo a circa 18 mld di euro e l’indebitamento scendere a 48 mld di euro.

Il titolo dal massimo di periodo registrato il 21 di luglio a 8,539 euro alla chiusura di oggi a 7,729 euro perde oltre il -9,50%, lasciando presagire un ulteriore movimento tecnico ribassista fino a supporto in area 7,0 euro.









