Energia nucleare: cosa possono fare gli SMR per l’AI e il clima?

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L’aumento della domanda di elettricità e le pressioni per combattere il cambiamento climatico hanno riacceso ultimamente l’interesse per l’energia nucleare, dopo decenni in cui i Paesi di tutto il mondo hanno rifuggito l’atomica per questioni legate alla sicurezza. Il disastro di Fukushima in Giappone nel 2011 ha spaventato a morte i responsabili politici. Tuttavia, non è stato solo questo a impedire alle nazioni di investire nel nucleare. Gli alti costi di costruzione delle centrali e il problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi hanno rappresentato una sfida che non si è voluta affrontare. Oggi però l’attenzione si sta concentrando sui piccoli reattori modulari, o SMR (Small Modular Reactor), che hanno attirato investitori miliardari come Bill Gates. Si tratta di reattori nucleari meno costosi e più agili, che consentono anche di superare i problemi di sicurezza. In questo articolo:

 

  • Energia nucleare: il ruolo degli SMR
  • Il sostegno di Trump
  • Ma l’energia nucleare è davvero sicura?

 

Energia nucleare: il ruolo degli SMR

Le grandi aziende tecnologiche che hanno investito miliardi di dollari per la costruzione di data center in grado di contenere una quantità enorme di dati generati dal boom dell’intelligenza artificiale, si trovano di fronte a un problema di energia. Queste infrastrutture sono particolarmente energivore e hanno bisogno di una disponibilità h24 senza interruzioni. Tra le fonti di energia pulita, solo quella nucleare è in grado di assolvere a tale compito, in quanto le turbine eoliche o i pannelli solari offrono energia a intermittenza, in funzione di quando soffia il vento e quando sorge il sole.

In tale contesto, una spinta potrebbe venire da nuove catene di approvvigionamento attraverso piccoli reattori modulari. Il processo di base non cambia rispetto a un reattore tradizionale, ossia l’energia viene rilasciata per mezzo di una reazione nota come fissione separando gli atomi di uranio. L’elettricità è generata da tale energia, utilizzata per riscaldare l’acqua e produrre vapore mediante una turbina.

Il grande vantaggio però sta nel fatto che gli SMR sono di dimensione inferiore rispetto ai reattori convenzionali, il che li rende più agili, meno ingombranti e più rapidi da costruire. Chiaramente, la potenza in termini di capacità di energia è molto diversa. Un reattore tradizionale parte da 1.000 megawatt di energia, mentre gli SMR normalmente arrivano fino a 300 megawatt.

Poi dipende anche dalla dimensione, perché ad esempio i reattori modulari di Rolls-Royce Holdings, che sono un po’ più grandi, toccano anche i 470 megawatt. Il fatto di occupare meno spazio permette la costruzione in località in cui i grandi impianti non sono appropriati e vicino ai centri di domanda di energia. Essere modulari significa che i reattori sono progettati per essere costruiti in gran parte nelle fabbriche e poi assemblati in loco, il che riduce i costi inziali e abbrevia i tempi di costruzione. 

Attualmente gli unici SMR in funzione commerciale sono: Rosatom Corp., due unità da 35 megawatt su una centrale elettrica galleggiante nella regione artica della Russia, completamente messe in servizio nel 2020; e China National Nuclear Corp. nella baia di Shidao, entrato in funzione nel 2023. Altri impianti sono pianificati o in costruzione in tutto il mondo.

 

 

Il sostegno di Trump

Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump se da un lato sta riducendo altre fonti di energia pulita come l’eolico e il solare, dall’altro sta dando sostegno all’energia nucleare, inclusi gli SMR. A maggio, il tycoon ha firmato due ordini esecutivi per semplificare il processo di approvazione normativa, con l’obiettivo di quadruplicare la capacità nucleare degli Stati Uniti a 400 gigawatt entro il 2050. Tra l’altro, il Department of Energy il prossimo anno dovrebbe iniziare il test su alcuni nuovi SMR. Contestualmente Big Tech come Amazon, Microsoft e Alphabet hanno stipulato accordi per centinaia di milioni di dollari con startup specializzate nel settore degli SMR per alimentare i loro data center, anche nell’ambito di progetti plurimiliardari sull’intelligenza artificiale nei prossimi anni.

 

Ma l’energia nucleare è davvero sicura?

Quando tre reattori nucleari sono andati in tilt nel 2011 in Giappone scatenando l’inferno, ogni certezza sull’energia nucleare è venuta a decadere. Sull’onda dell’emotività, molti reattori sono stati chiusi e altri non sono stati riattivati una volta raggiunto il livello naturale di spegnimento. Gli esperti del settore sostengono che gli SMR sono più sicuri perché progettati in maniera diversa. In pratica, alcuni usano sale fuso e metalli liquidi come refrigeranti al posto dell’acqua. Ciò consente ai reattori di funzionare a pressioni più basse e così prevenire il surriscaldamento. Di contro però c’è il fatto che essendo meno ingombranti, gli SMR sono situati più vicino ai centri abitati. Questo aumenta i potenziali pericoli derivanti da incidenti o attacchi alle infrastrutture. Non c’è invece alcuna differenza tra SMR e reattori convenzionali per quanto riguarda la produzione di scorie radioattive. Queste devono essere conservate a vita in posti sicuri.

 

 

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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