Negli ultimi mesi il tema dell’energia nucleare è tornato con forza al centro del dibattito globale. A spingere l’attenzione degli investitori e dei governi sono diversi fattori, tra cui la crescente domanda di energia e le tensioni geopolitiche che stanno mettendo sotto pressione i mercati energetici. La guerra in corso tra Stati Uniti e Iran, ad esempio, sta alimentando il timore di una nuova crisi energetica globale, con il prezzo del petrolio che ha superato la soglia dei 100 dollari al barile questa settimana.
In questo contesto di incertezza, molti Paesi stanno rivalutando il ruolo dell’energia nucleare come fonte stabile e a basse emissioni. A differenza delle rinnovabili intermittenti, il nucleare è in grado di garantire una produzione continua di elettricità, elemento sempre più cruciale in un mondo dove la domanda energetica è destinata ad aumentare rapidamente.
Un fattore determinante è rappresentato dall’espansione dei data center e dell’intelligenza artificiale, che richiedono quantità enormi di energia per funzionare. Non sorprende quindi che proprio le grandi aziende tecnologiche stiano iniziando a guardare con interesse al nucleare per alimentare le loro infrastrutture digitali. In particolare, società come Meta Platforms stanno firmando accordi a lungo termine con operatori energetici per assicurarsi forniture affidabili e pulite per i propri data center. Questo nuovo legame tra big tech ed energia nucleare sta creando opportunità interessanti anche sul mercato azionario. Dopo un rally molto forte negli ultimi anni, che ha portato diverse società del settore sui massimi storici, molte di queste azioni hanno recentemente registrato un ritracciamento, attirando nuovamente l’attenzione degli investitori.
In questo articolo:
- Energia nucleare: ecco le opportunità
- Come investire con i certificati
Energia nucleare: ecco le opportunità
Tra le società che stanno emergendo come protagoniste di questa nuova fase figurano: Constellation Energy, NuScale Power, Oklo Inc. e Vistra Energy. Constellation Energy è una delle principali utility nucleari negli Stati Uniti e possiede una vasta flotta di reattori. Nel 2025 ha siglato un accordo ventennale con Meta Platforms per fornire energia prodotta dalla centrale Clinton Clean Energy Center in Illinois, con una capacità di oltre 1.100 megawatt destinata a sostenere le operazioni dei data center dell’azienda tecnologica. Dal picco di 412,70 dollari di ottobre 2025, il titolo al Nasdaq ha perso circa un quinto del suo valore di ai prezzi di chiusura dell’ultima seduta della scorsa settimana. Il titolo tuttavia è ancora sopravvalutato, se ci si basa sui fondamentali espressi dal fair value di Forecaster.biz. Quest’ultimo valore, basato sul Discounted Cash Flow, Economic Value Added, Peter Lynch Indicator e EV/Sales, risulta di 275,56 dollari, al di sotto del prezzo di mercato di 319,06 dollari.
NuScale Power è invece specializzata nello sviluppo di Small Modular Reactor (SMR), reattori nucleari di nuova generazione progettati per essere più flessibili e scalabili rispetto agli impianti tradizionali. L’azienda ha firmato accordi con partner come Tennessee Valley Authority e ENTRA1 Energy per progetti che potrebbero raggiungere fino a 6 gigawatt di capacità complessiva. Le azioni NuScale aveva raggiunto un massimo storico di 57,42 dollari lo scorso ottobre, retrocedendo da allora di quasi l’80%. Tuttavia, anche in questo caso il fair value di 6,13 dollari si trova abbondantemente al di sotto del prezzo di mercato. Quindi, il titolo è sopravvalutato.
Un altro nome che sta attirando grande attenzione è Oklo Inc., startup focalizzata su reattori avanzati. La società ha avviato progetti insieme a hyperscaler tecnologici come Meta Platforms per sviluppare un campus nucleare da circa 1,2 gigawatt in Ohio, destinato a sostenere l’enorme fabbisogno energetico dei data center. La dinamica delle azioni Oklo a Wall Street è simile a quella già vista per Constellation Energy e NuScale. Il titolo è arrivato a una vetta di 193,84 dollari a ottobre 2025, prima di precipitare a 58,25 dollari venerdì scorso, segnando un crollo nel periodo di circa 70 punti percentuali.
Infine, Vistra Energy si è distinta per aver firmato accordi di lungo periodo per la fornitura di energia nucleare a grandi operatori tecnologici. I contratti, che coprono oltre 2,6 gigawatt di capacità proveniente da diversi impianti negli Stati Uniti, permettono di integrare la produzione nucleare esistente con la crescente domanda energetica del settore digitale. Dal massimo di settembre di 219,82 dollari, le azioni Vistra sono scivolate del 27,82% a 158,65 dollari.
Dopo il forte rally che aveva spinto molte di queste società sui massimi storici, il recente ritracciamento delle quotazioni potrebbe offrire nuovi punti di ingresso per chi guarda al nucleare come uno dei pilastri del futuro sistema energetico globale, nonostante i fondamentali suggeriscano prezzi ancora troppo alti.
Come investire con i certificati
Per investire sul comparto nucleare, Vontobel Certificati mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con Barriera quotato al Sedex – mercato di Borsa Italiana dedicato alla negoziazione dei certificati e di altri strumenti finanziari derivati cartolarizzati – e identificato dal codice Isin DE000VJ1AW03 (inserzione sponsorizzata).
Lo strumento è stato emesso il 15 dicembre 2025 con valore nominale di 100 euro, mentre la negoziazione in Borsa è iniziata il 17 dicembre 2025 con scadenza fissata al 22 dicembre 2027. Si tratta di un certificato Bonus/Autocall con cedole mensili legato a un basket delle 4 azioni sopra citate (Constellation Energy, NuScale Power, Oklo e Vistra Energy). Paga 2,33 euro al mese (circa 28% annuo lordo) finché nessuna delle azioni scende mai sotto la barriera del 50% dal livello iniziale (meccanismo worst-of). Se alla data autocall tutte le azioni sono sopra lo strike, il certificato si chiude anticipatamente rimborsando il nominale più l’ultima cedola.
Alla scadenza finale se anche una sola azione tocca la barriera, il rimborso finale segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita dl capitale investito. Se tutti i titoli che compongono il paniere quotano a un valore superiore o pari alla barriera, il certificato restituisce il valore nominale e il premio relativo all’ultimo mese. L’aspetto interessante del certificato è che attualmente tutti i titoli quotano a un livello parecchio distante dalla barriera, nonostante il calo degli ultimi mesi. Inoltre, il certificato è scambiato molto al di sotto del valore nominale, con una potenzialità di guadagno in conto capitale di circa il 35%.
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