Energie rinnovabili: per settore opportunità da oltre 194mila miliardi
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Energie rinnovabili: per settore opportunità da oltre 194mila miliardi

Energie rinnovabili: per settore opportunità da oltre 194mila miliardi

I rialzi dei prezzi delle materie prime e la lotta all’inflazione che ha caratterizzato il 2022 ha distolto un’pò l’attenzione del mercato dalle energie rinnovabili. La green economy permane tuttavia un comparto destinato a segnare il prossimo futuro, tra obiettivi di emissioni zero e un processo di transizione energetica già iniziato. Cosa attendersi dunque dal comparto per il prossimo futuro? Quali sono le prospettive per le aziende del settore? Vediamo la view espressa dagli analisti di Vontobel Certificati nella loro Newsletter settimanale (Clicca QUI per iscriverti).

 

 

Energie rinnovabili: quali attese per le società del comparto?

Il settore delle energie rinnovabili rimarrà al centro dell’attenzione il prossimo futuro, in quanto i Paesi continuano a perseguire gli obiettivi di emissioni zero entro mediamente il 2050. Interessante in questo quadro menzionare l’ultimo report di BloombergNEF, secondo cui è sempre più fuori portata la riduzione della temperatura globale di 1,5 gradi celsius. Rimane invece raggiungibile un obiettivo di 1,77 gradi, anche se è fondamentale una rivoluzione del settore energetico con una diminuzione delle emissioni del 30% entro il 2030 e del 6% l’anno fino al 2040.

Per fare ciò, gli esperti ritengono che un ruolo fondamentale lo giocherà il passaggio della produzione di energia elettrica dai combustibili fossili alle fonti green. Un quarto delle emissioni nel periodo 2022-2050 per gli analisti verrà ridotto attraverso l’elettrificazione dei trasporti e dei processi industriali, degli edifici e del riscaldamento. In termini di energia elettrica, nello scenario Net Zero sarebbero necessari 80mila terawattora di generazione di energia entro il 2050, oltre il triplo rispetto ad adesso. Sempre dal report di Bloomberg viene evidenziato come per ogni dollaro investito in combustibili fossili ne sarebbero necessari cinque nel comparto low carbon entro il 2050.

Per le società del settore, si parlerebbe di un’opportunità da 194.200 miliardi di dollari in poco meno di 30 anni. Prendiamo come riferimento alcune aziende del settore solare come SolarEdge, Enphase e First Solar. Per la prima società, le attese degli analisti censiti da Bloomberg sono per un incremento dei ricavi da 3,095 miliardi di dollari nel 2022 a 7,701 miliardi nel 2028 e per EPS in crescita da 4,86 dollari a 18,24 dollari. Per Enphase invece le stime sono per un fatturato 2022-2028 da 2,316 miliardi di dollari a 6,613 miliardi ed EPS adjusted da 4,40 dollari a 12,06 dollari. Per quello che concerne invece First Solar, le previsioni sono per ricavi in crescita (sempre nel medesimo periodo) da 2,621 miliardi di dollari a 21,168 miliardi e per EPS adjusted da -0,51 dollari a 21,08 dollari.

Alcune problematiche potrebbero arrivare dalla Cina, Paese che domina tutte le fasi di produzioni dei pannelli solari. La disputa commerciale con gli USA appare la questione più importante: per diversi analisti, se l’Amministrazione Biden dovesse decidere di porre nuovi dazi sulle importazioni dall’Asia di energia solare nel 2024, le aziende americane potrebbero subire delle interruzioni. 

 

Future diritti d’emissione: cosa dice il quadro grafico

Da un punto di vista grafico, i future sui diritti di emissione del carbonio veleggiano poco distanti dai massimi storici intorno ai 100 euro. La sessione del 1° dicembre tuttavia potrebbe dare il via ad un movimento correttivo, specie se accompagnata dalla violazione della linea di tendenza ottenuta collegando i massimi del 1° settembre e 28 ottobre 2022. Se ciò dovesse avvenire, si potrebbe osservare una ripartenza delle vendite verso l’area compresa tra i 76 e 72 euro che, se fosse rotta al ribasso, riporterebbe i corsi a contatto con la trendline disegnata con i minimi del 2 marzo e 26 settembre 2022. In generale, i venditori tornerebbero in vantaggio con una flessione sotto i 63 euro. Per i compratori invece, un’accelerazione oltre i 90 euro aprirebbe le porte ad un nuovo test dei top storici. 

 

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