ENI: dopo due anni un manager acquista azioni, cosa fare in Borsa?
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ENI: dopo due anni un manager acquista azioni, cosa fare in Borsa?

ENI: dopo due anni un manager acquista azioni, cosa fare in Borsa?

Da un documento di internal dealing consultato recentemente emerge che lo scorso 7 settembre Francesco Esposito, responsabile amministrazione e bilancio di Eni, ha comprato un pacchetto di azioni della società al prezzo unitario di 11,7 euro per un controvalore di 35.100 euro. L’importo di per sé non è rilevante, ma è da valutare alla luce della posizione occupata dal manager che ha fatto questa comunicazione. Si tratta, infatti, delle dichiarazioni che i manager o gli azionisti forti delle quotate a Piazza Affari devono pubblicare quando effettuano movimenti in acquisto o in vendita sui titoli delle società che dirigono (o di cui hanno una partecipazione). Tutti soggetti che, in virtù della posizione che occupano, sono bene informati sulle vicende interne delle aziende e delle potenzialità o dei rischi che presentano.

Ma l’investimento di Esposito spicca anche perché negli ultimi due anni è l’unico acquisto fatto da top manager di Eni. Per trovare una comunicazione di internal dealing (non legata a piani di stock option o incentivi) bisogna risalire a febbraio scorso e si trattata di una vendita: Luca Franceschini, director compliance integrata, aveva ceduto 5.300 titoli al prezzo medio di 13,53 euro. E prima di questa operazione c’era stata quella di Marco Seracini, sindaco, che il 15 giugno 2021 aveva venduto 2 mila azioni a 10,75 ero ciascuna. Mentre l’ultimo acquisto risale al 30 ottobre 2020 quando il titolo viaggiava sui minimi sotto 6 euro: Stefano Andrea Giovanni Speroni, director affari legali e negoziati commerciali, comprò 34 mila titoli a 5,95 ciascuno.

Intanto prosegue il piano di buy back dell’azienda guidata da Claudio Descalzi deliberato dall’assemblea dell’11 maggio scorso. In base alle ultime comunicazioni Eni, considerando le azioni proprie già in portafoglio e l’annullamento di 34,1 milioni di azioni proprie deciso dall’assemblea stessa, il gruppo detiene al momento 100,2 milioni di azioni proprie pari al 2,81% del capitale sociale.

 

Eni: pattern Dragonfly Doji preludio per un’inversione di tendenza?

Il titolo Eni quotato alla Borsa di Milano sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-1,92%). Dopo un’apertura in gap down (successivamente ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 11,044, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un massimo a quota 11,330, andando a chiudere sul finale non lontano a 11,224 euro.

Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern grafico di analisi candlestick assimilabile al “Dragonfly Doji”, indicante una inversione di tendenza in senso rialzista. In effetti, è plausibile che la discesa dei corsi iniziata a fine agosto sia giunta al termine, anche perché l’area di supporto nell’intorno degli 11 euro (creatasi nel mese di luglio) è già stata raggiunta.
Quindi, anche in previsione di un rimbalzo dell’interno mercato azionario italiano (unitamente a quello del prezzo del petrolio), sono da prediligere esclusivamente le operazioni rialziste al superamento del livello 11,330. Il target potrebbe essere quota 11,586 da raggiungere preferibilmente entro la fine di questa settimana.

L’impostazione grafica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono ribassisti dall’inizio di settembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 39.

 


L’andamento di breve termine del titolo ENI

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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