ETF a gestione attiva in grande crescita in Asia, ecco perché
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ETF a gestione attiva in grande crescita in Asia, ecco perché

ETF a gestione attiva in grande crescita in Asia, ecco perché

L’area Asia Pacifico ha conosciuto negli ultimi tempi un grande sviluppo degli ETF a gestione attiva. In base ai dati forniti da Brown Brothers Harriman, escludendo il Giappone, gli asset assegnati alle strategie attive di ETF nel 2021 sono arrivati a una cifra di 51,25 miliardi di dollari, in crescita del 19% rispetto ai 43,12 miliardi del 2020. L’aumento è importante e significativo, sebbene si mantenga indietro rispetto all’incremento del 50% a 437 miliardi di dollari a livello globale.

L’interesse degli investitori asiatici verso questo prodotto quindi è sicuramente più spiccato rispetto al passato, anche se ancora a Hong Kong si mantiene limitato. Dal 2019, quando è stato lanciato il primo fondo a gestione attiva, a oggi, solo 9 ETF del genere sono stati quotati nella Borsa cinese, con un patrimonio totale appena di 3,2 milioni di dollari di Hong Kong, rispetto a una capitalizzazione complessiva degli ETF di 429 milioni.

 

ETF attivi Asia: le ragioni della crescita

Gli ETF sono nati per replicare passivamente un indice azionario, obbligazionario, valutario o di materie prime. Da qualche anno però si sono sviluppati gli ETF a gestione attiva, dove il gestore non si limita semplicemente a una riproduzione asettica del sottostante, ma agisce attivamente ad esempio nella ponderazione degli asset che fanno parte del benchmark.

L’Asia ha avuto un certo ritardo rispetto ad altri Continenti, però adesso vi sono notevoli segnali di risveglio e molti asset manager stanno costruendo posizioni importanti. JP Morgan Asset Management è concentrata nel portare strategie di ETF attive agli investitori asiatici in quanto quello è un terreno molto competitivo, secondo Sean Cunningham, responsabile degli ETF in Asia Pacifico per la banca.

Le ragioni per una maggiore diffusione di tali prodotti vanno ricercate nell’efficienza fiscale e nel prezzo più basso, per Jakob Nilsson, responsabile della distribuzione per l’Asia del Pacifico presso Federated Hermes. A tali considerazioni si associa Chris Pigott, responsabile dei servizi Asia ETF presso Brown Brothers Harriman, che sostiene come un minor costo di un ETF a strategia attiva, mantenendo la classica trasparenza e liquidità, rappresenti un’attrazione chiave per gli investitori asiatici.

L’esperto afferma anche come il crescente interesse sia il risultato dell’educazione finanziaria degli investitori e dei diversi mercati. La principale preoccupazione invece sarebbe rappresentata dal ruolo dell’esperienza del gestore, perché le persone vogliono essere sicure di comprendere la gestione del prodotto e della strategia nelle diverse condizioni di mercato.

 

ETF attivi Asia: come si stanno comportando i gestori

I gestori quindi stanno elaborando prodotti che abbiano costi bassi e in grado di soddisfare tutte le esigenze degli investitori asiatici. Il principale prodotto di JP Morgan Asset Management è l’ETF JPMorgan Equity Premium Income, che investe in azioni S&P 500 e utilizza opzioni per integrare il reddito.

Tale strumento finanziario a fine gennaio 2022 gestiva un patrimonio di 6,47 miliardi di dollari e, a giudizio di Cunningham, attirerà ancora più fondi quest’anno. Anche in Europa il gestore ha quotato altri 2 fondi il mese scorso: uno è il primo ETF attivo sulle azioni cinesi e l’altro è un ETF a strategia attiva sulle azioni Asia Pacifico, escluso il Giappone.

Federated Hermes invece ancora si sta concentrando sulla clientela al dettaglio statunitense, essendo un gestore abbastanza nuovo nel panorama degli ETF attivi. Tuttavia, Nilsson afferma che l’Asia potrebbe essere un target da raggiungere molto presto. A fine febbraio la società ha accumulato 53,6 milioni di dollari con 2 particolari ETF: il Federated Hermes Short Duration Corporate e il Federated Hermes Short Duration High Yield.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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