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ETF ad accumulazione: cosa sono e come funzionano

Persona che accumula monete

I complicati nomi degli ETF sono spesso accompagnati da una particella finale, una abbreviazione che può essere Acc. o Dist. e che indica l’appartenenza alla famiglia degli ETF ad accumulazione o a quella degli ETF a distribuzione. Si tratta di una distinzione molto importante e a cui prestare molta attenzione. Infatti, gli emittenti di solito lanciano strategie identiche ma che si differenziano proprio per questa differenza. L’unica possibilità per identificare a quale famiglia appartenga il prodotto è vedere quale delle due abbreviazioni è presente e, in mancanza, leggere il KID, il documento con le informazioni chiave.

 

Cosa sono e come funzionano 

Gli ETF cercano di imitare nel modo più fedele possibile l’andamento di un indice, sia esso obbligazionario, azionario, tematico o altro. Per farlo, acquistano in proporzione simile le attività finanziarie che fanno parte dell’indice. Dunque, l’ETF possiede delle attività finanziarie, per esempio azioni e obbligazioni, che distribuiscono periodicamente dei dividendi o delle cedole. Sono i cosiddetti proventi che vengono pagati a chi le possiede. L’ETF ad accumulazione non distribuisce questi proventi ma li reinveste, direttamente e automaticamente. Questo ha due effetti molti importanti sull’investimento:

 

  • Prelievo fiscale: è probabilmente la distinzione più importante tra gli ETF ad accumulazione e gli ETF a distribuzione, di cui abbiamo parlato nell’articolo ETF a distribuzione, cosa sono e come funzionano. Non distribuendo i proventi periodici ma reinvestendoli direttamente questi non vengono tassati. Un vantaggio che ammonta al 26% di risparmio fiscale (12,5% per i titoli di Stato, di enti sovranazionali e nazioni in White List rispetto a quanto accade con i proventi degli ETF a distribuzione. La tassazione verrà effettuata solo nel momento in cui, alla vendita del prodotto, l’investitore realizzi una plusvalenza e verrà calcolata solo su quella eventuale plusvalenza. La differenza è ancora più sostanziale in caso di minusvalenza. In tal caso non si pagheranno tasse.

 

  • Interesse composto: il reinvestimento dei proventi ha un altro importante effetto, l’aumento del capitale investito, su cui verranno calcolati i successivi proventi. In altre parole il gestore dell’ETF reinvestirà giorno dopo giorno a costi molto contenuti i dividendi e le cedole operando, se necessario, un ribilanciamento del portafoglio per rispecchiare l’indice di riferimento. Si tratta, come detto, di un reinvestimento pieno, non tassato. Si ottiene così l’effetto leva dell’interesse composto, con il capitale che aumenta, aumentando i proventi, che aumenteranno di nuovo, a loro volta il capitale.

 

A cosa servono gli ETF ad accumulazione

Gli ETF ad accumulazione hanno dei vantaggi che rendono la vita più semplice all’investitore e l’investimento più efficace. La loro struttura li rende adatti a investimenti di lungo termine, pur essendo strumenti molto liquidi vendibili in qualsiasi momento sui mercati finanziari. Sono molto adatti al risparmio e utilizzabili nei Piani di accumulo. A meno che non si abbia necessità di riscuotere rendite periodiche, cosa per cui sono da preferire gli ETF a distribuzione, i vantaggi degli ETF ad accumulazione li rendono l’opzione preferibile per chi investe.

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