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ETF Bitcoin spot: BlackRock è diventato il più grande gestore

ETF Bitcoin spot: BlackRock è diventato il più grande gestore

BlackRock ha detronizzato Grayscale Investments come il più grande gestore degli ETF spot su bitcoin. Secondo i dati forniti da Bloomberg, l’iShares Bitcoin Trust ha raggiunto la quota di 19,68 miliardi di dollari di asset, a fronte di 19,65 miliardi di dollari del Grayscale Bitcoin Trust. Al terzo posto figura più staccato Fidelity Investiments con 11,1 miliardi di dollari di attività.

Da quando la Securities and Exchange Commission ha approvato i primi fondi negoziati in Borsa su bitcoin spot, l’11 gennaio 2024, BlackRock ha attirato i maggiori afflussi. Nello stesso periodo Grayscale si è distinto per la più grande quantità di deflussi, pari a 17,7 miliardi di dollari, durante il processo di conversione dall’ultradecennale fondo comune di investimento a ETF. A fare la differenza sono state soprattutto le commissioni, molto più alte per il veicolo di investimento gestito da Grayscale, oltre le operazioni di aggiustamento da parte degli arbitraggisti. Per far fronte al problema delle tariffe, il gestore patrimoniale con sede a Stamford intende creare un clone del suo fondo su cui applicherà appunto commissioni più basse.

 

ETF Bitcoin spot: il valore totale degli asset a 58,5 miliardi di dollari

Dall’approvazione della SEC a oggi, il gruppo di ETF spot su bitcoin dei vari gestori ha totalizzato un ammontare di 58,5 miliardi di dollari in asset. Questa cifra riflette il crescente interesse degli investitori verso le valute digitali, in particolare bitcoin. La scorsa settimana l’industria crittografica ha ricevuto due nuove notizie dalle istituzioni che ne rafforzano il riconoscimento nel mondo della finanza.

La prima è arrivata dalla SEC, notoriamente ostile al mondo delle criptovalute. L’autorità di regolamentazione finanziaria americana ha approvato una proposta per quotare gli ETF spot su ethereum attraverso sedi gestite dal Cboe Global Markets, dal Nasdaq e dal New York Stock Exchange. Questo non significa che abbia dato il via libera definitivo ai prodotti su ether come ha fatto più di quattro mesi fa con bitcoin, tuttavia è un segnale chiaro per il mercato sulla predisposizione all’approvazione.

Il secondo fatto importante è l’approvazione da parte della Camera dei Rappresentanti USA del FIT21 (Financial Innovation and Technology for the 21st Century Act), un disegno di legge bipartisan che per la prima volta regolamenta le criptovalute. Il progetto prevede che la SEC e la CFTC (Commodity Futures Trading Commission) si dividano i ruoli nella regolamentazione delle valute digitali a seconda del fatto che gli asset vengano gestiti da un’autorità (considerati come titoli) o siano decentralizzati (considerati come commodity.

Ciò nonostante, non mancano i critici, i quali sostengono che l’adozione delle criptovalute non sarà diffusa anche tra gli ETF per via della loro eccessiva volatilità. Al riguardo, il gigante dei fondi Vanguard ha già espresso la sua intenzione di non offrire prodotti legati alle criptovalute, mentre alcune nazioni come Cina e Singapore hanno bandito totalmente o parzialmente l’utilizzo delle stesse. La stessa SEC – quasi costretta ad approvare gli ETF spot su bitcoin da una sentenza di un tribunale USA dell’agosto 2023 in una causa con Grayscale  – continua a dichiararsi contraria alla diffusione delle monete virtuali, considerandole pericolose per gli investitori. Ne sono una dimostrazione le parole di disappunto del presidente dell’authority Gary Gensler in occasione dell’approvazione del FIT21: “L’atto creerà nuove lacune normative e minerà decenni di precedenti in materia di supervisione dei contratti di investimento, finendo per mettere a rischio gli investitori e i mercati dei capitali”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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