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ETF spot Ethereum: gli emittenti stanno perdendo la fiducia per l’ok della SEC

ETF spot Ethereum: gli emittenti stanno perdendo la fiducia per l'ok della SEC

La fiducia dei gestori patrimoniali sull’approvazione a maggio degli ETF spot Ethereum da parte della Securities and Exchange Commission sta scemando. L’autorità di regolamentazione sta effettuando in questo periodo una revisione dei prodotti presentati dagli stessi soggetti emittenti degli ETF su Bitcoin e alla fine del mese prossimo dovrebbe prendere una decisione definitiva. Fino a qualche mese fa, proprio sulla scia del via libera ai fondi spot sulla principale criptovaluta, il sentiment generale era che anche Ethereum avrebbe ricevuto il benestare. Ciò ha spinto la seconda valuta digitale più capitalizzata a superare nel mercato delle criptovalute la quotazione di 4.000 dollari, nel pieno dell’euforia generale. Ora, dopo il rinvio della scadenza originaria per l’approvazione che era fissata a marzo, si ha la sensazione che la SEC respingerà le richieste.

“Siamo stati i primi a presentare domanda per Ethereum anche negli Stati Uniti, e noi e Ark Invest siamo un po’ i primi in fila per maggio, immagino, per essere probabilmente respinti”, ha dichiarato l’amministratore delegato di VanEck, Jan Van Eck. “Tutto il processo si svolge con i commenti alla domanda di presentazione da parte dell’autorità di regolamentazione per settimane e settimane, come è avvenuto per Bitcoin, solo che ora le aspettative positive per Ethereum stanno cadendo”.

 

Ethereum: ecco perché è difficile l’approvazione di un ETF spot

La SEC ha già segnalato che l’authority potrebbe non essere ben disposta ad approvare gli ETF spot su Ethereum. “La stragrande maggioranza delle criptovalute è un contratto di investimento e quindi soggetto alle leggi federali sui titoli”, aveva sottolineato il presidente Gary Gensler. Per la verità, anche l’approvazione degli ETF su Bitcoin non è avvenuta in maniera liscia e risoluta. Anzi, è giunta alla fine di un iter ultra decennale a dir poco tribolato, che si è consumato nei tribunali americani. Proprio una decisione di un giudice ad agosto 2023 – che aveva condannato la SEC in una causa contro Grayscale Investments – ha piegato il regolatore a concedere il lasciapassare nella storica giornata dell’11 gennaio 2024. Tuttavia, la SEC ha sottolineato come il placet agli ETF spot su Bitcoin non debba essere considerato un benestare generale al mondo crittografico. Anzi, ha precisato come reputi le monete virtuali asset assolutamente rischiosi che possono mettere in serio pericolo il portafoglio degli investitori.

CoinShares, che è riuscito a qualificarsi per la richiesta di ETF su Bitcoin all’ultimo minuto, non è in corsa per lo stesso strumento su Ethereum perché non vede alcuna possibilità che superi l’esame della SEC. “Stiamo osservando la decisione su Ethereum molto da vicino, ma non vediamo un’approvazione per quest’anno”, ha affermato l’amministratore delegato di CoinShares, Jean-Marie Mognetti. A suo avviso, la motivazione sta nel fatto che sarà difficile ottenere il consenso per un protocollo specifico per la blockchain, quale il proof of stake. Bitcoin, invece, è sostenuto da un protocollo diverso, conosciuto come proof of work, attraverso cui i miner convalidano le transazioni coniando nuove monete.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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