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ETF spot su Ethereum: anche Franklin Templeton scende in campo

ETF spot su Ethereum: anche Franklin Templeton scende in campo

Dopo Bitcoin, anche Ethereum è divenuta oggetto degli ETF spot. Questa settimana la società di investimento americana Franklin Templeton ha presentato domanda alla Securities and Exchange Commission per il primo ETF spot su Ethereum, unendosi alla richiesta effettuata in precedenza da altri sette gestori patrimoniali. L’11 gennaio 2024, l’autorità di regolamentazione dei mercati finanziari americana ha concesso il via libera all’ingresso nel mercato dei primi ETF a pronti su Bitcoin, che consente di esporsi alla criptovaluta senza doverla acquistare. Sulla base di questa approvazione – non senza riserve, per la verità – c’è da aspettarsi che la SEC dia il benestare anche al prodotto che riproduce l’andamento di Ethereum, la seconda criptovaluta più capitalizzata.

Tuttavia l’esito non è così scontato, conoscendo il meticoloso controllo da parte dell’authority affinché tutto avvenga secondo le normative durante il processo di approvazione. Il regolatore guidato da Gary Gensler dovrebbe esprimersi maggio 2024 e presumibilmente l’approvazione sarà preceduta da una vigilia di fuoco per il token Ether sul mercato crittografico. Secondo gli analisti di JPMorgan, esiste una probabilità inferiore al 50% che il verdetto arrivi prima di maggio. I trader di Polymarket, una piattaforma di previsione decentralizzata, scommettono invece in un’approvazione entro il 31 maggio con una probabilità del 50%.

 

ETF spot su Ethereum: come sarà l’offerta di Franklin Templeton

Franklin Templeton è un grande gestore patrimoniale con 1.500 miliardi di dollari di asset in gestione. Come indicato nel deposito normativo, l’ETF proposto è denominato Franklin Ethereum Trust ed è strutturato come un trust statutario del Delaware. Il fondo sarà composto principalmente da Ether, che saranno detenuti da un custode per conto del fondo. L’obiettivo della società è quello di replicare l’andamento del prezzo del token, offrendo agli investitori la possibilità di esporsi a un ecosistema, quello di Ethereum, in rapida evoluzione. La blockchain infatti è molto attrattiva per gli investitori istituzionali, grazie alle tante applicazioni decentralizzate e ai contratti intelligenti.

Nell’offerta dell’ETF spot su Ethereum da parte di Franklin Templeton, però, c’è un aspetto che potrebbe essere motivo di attrito con la SEC e complicare l’iter approvativo. Il gestore statunitense vorrebbe mettere in staking parte degli Ether che verranno raccolti dall’ETF. Cosa significa? Lo staking per le criptovalute è come il deposito presso una banca, ovvero l’utente riceve interessi sui propri depositi. Nel caso di Ethereum, gli investitori riceverebbero ricompense per il fatto di aver messo i propri asset nella rete e questo per la SEC potrebbe essere rischioso visti i precedenti degli ultimi anni. In sostanza, l’authority vorrebbe una struttura in stile grantor trust, ossia con delle limitazioni nell’impiego degli asset che vengono custoditi.

 

L’offerta di altri gestori

Franklin Templeton è solo l’ultima a entrare nell’arena dove altri sette gestori che hanno presentato richiesta alla SEC per immettere sul mercato ETF spot su Ethereum. Tutti quanti hanno ricevuto l’approvazione per gli stessi prodotti su Bitcoin. Il primo a presentare la domanda per l’ETF Ethereum è stato VanEck, che ha segnalato Coinbase Custody – unità di custodia di Coinbase – come soggetto incaricato di custodire i token sottostanti al fondo. Grayscale Investments il mese scorso ha cercato di convertire il suo prodotto Ethereum trust in un ETF spot, ma la SEC ha ritardato la decisione. Anche BlackRock ha avanzato la sua richiesta, proponendo sempre Coinbase come custode. Gli altri in lizza sono Ark Investment e 21Shares, Fidelity, Invesco e infine Galaxy e Hashdesk.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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