ETP a leva: per la SEC un rischio per i mercati finanziari

Gli Exchange Traded Products con leva costituiscono un rischio per la stabilità dei mercati finanziari. È questo l’allarme lanciato dal Presidente della Security and Exchange Commission, Gary Gensler. Per questa ragione secondo il numero uno dell’Authority statunitense occorre una regolamentazione che disciplini la grande famiglia di strumenti finanziari che comprende ETF, ETN ed ETC. All’appello di Gensler si sono aggiunti anche altri 2 Commissari della SEC, Allison Herren Lee e Caroline Crenshaw.

I due esponenti della Security and Exchange Commission americana hanno affermato che la Commissione di Borsa USA dovrebbe pianificare un protocollo per costringere gli intermediari finanziari a effettuare controlli per accertarsi che i clienti abbiano compreso effettivamente i rischi insiti negli ETP a leva. Fin dove si spingerà l’istituto di regolamentazione non è ancora chiaro, ma a giudizio di Todd Rosenbluth, capo della ricerca sui fondi comuni presso CFRA, è possibile che verranno introdotte regole severe che limitano l’acquisto di questi prodotti.

 

ETP a leva: una battaglia della SEC di lunga data

La battaglia della SEC nei confronti degli ETP a leva non è nuova. Da tempo i vertici dell’istituto fondato da Franklin Roosvelt sospettano che questi assets possano risentire in maniera particolare dei periodi di stress e volatilità, creando un effetto destabilizzante per i mercati finanziari. Vittime di questo sistema sarebbero non solo gli investitori retail ma anche quelli professionali. L’anno scorso al riguardo erano state avanzate delle proposte per limitare le vendite, presto abortire per la protesta degli investitori che hanno subissato gli uffici dell’Authority con 6.000 lettere di protesta. Ciò comunque non ha impedito alla SEC di obbligare 5 intermediari tra società di consulenza e broker a rimborsare 3 milioni di dollari per aver venduto ETP non idonei tra il 2016 e il 2020.

La situazione si rende ancora più urgente poiché questi prodotti stanno crescendo in maniera considerevole negli ultimi anni, sebbene ancora rappresentino nel complesso un segmento limitato. ETFGI, una società di consulenza londinese, ha stimato che gli ETP inversi con leva alla fine del 2017 ammontavano a quasi 81 miliardi di dollari, nel 2021 sono arrivati a 112 miliardi, con un incremento quindi di oltre il 30%. Ricordiamo che gli ETP inversi traggono profitto se il sottostante che replicano dovesse perdere di valore. Se viene utilizzata la leva i guadagni sarebbero amplificati, ma qualora le attività sottostanti dovessero salire di prezzo lo sarebbe anche la perdita, potenzialmente senza limiti.

 

ETP a leva: perché destabilizzano i mercati finanziari

Ma come è possibile in realtà che un mercato finanziario venga destabilizzato dall’effetto leva degli ETP? Lo dimostra uno studio empirico realizzato dell’Imperial College Business School e pubblicato il mese scorso. La ricerca si è basata sul comportamento dei market maker nell’attività di riequilibrio degli ETP con leva finanziaria tra il 2012 e il 2020, durante gli ultimi 30 minuti di ogni sessione di Borsa. Ciò che hanno scoperto gli autori è che tale attività porta sempre a moltiplicare gli effetti dei movimenti rialzisti e ribassisti delle azioni americane, soprattutto quando viene utilizzato lo strumento delle opzioni.

Tutto ciò è in grado quindi di alterare le quotazioni destabilizzando il mercato. A conclusione dello studio, uno degli autori nonché professore di finanza, Andrea Buraschi, ha avvertito sulla pericolosità degli effetti. Per questo a suo giudizio le Autorità di regolamentazione dovrebbero prestare molta attenzione.