Cosa sappiamo di Eur-Bank, il progetto di stablecoin in euro di Bancomat

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Bancomat punta a diventare l’hub europeo dei pagamenti hi-tech e al centro di questo ambizioso progetto c’è Eur-Bank, una stablecoin di sistema stabile, garantita e denominata in euro. In un incontro con la stampa a Milano, la società che da oltre 40 anni gestisce una delle reti di prelievo e pagamento più diffuse in Italia ha anticipato il programma che la trasformerà da circuito a piattaforma integrata.

L’aspirazione è arrivare entro il 2026 ad un ecosistema completo con l’app di Bancomat al suo centro, capace di coprire l’intera filiera dei pagamenti senza passare da servizi esterni, connettendo wallet, token, Pos e un’infrastruttura condivisa tra le banche. Non solo in Italia, dove Bancomat conta 30 milioni di carte in circolazione e 3 miliardi di operazioni ogni anno: sarà fondamentale l’interoperabilità che consentirà di effettuare transazioni tra Paesi differenti utilizzando i diversi circuiti europei.

 

In questo articolo:

 

  • Eur-Bank, Bancomat lavora a una stablecoin in euro
  • Una valuta digitale europea e di sistema
  • Il sostegno immediato del Mef

 

Eur-Bank, Bancomat lavora a una stablecoin in euro

Fresca di acquisizione della startup FlowPay, Bancomat presenta il progetto Eur-Bank come “una stablecoin di fiducia, che unisce sicurezza, efficienza e riduzione dei costi”. La criptovaluta immaginata dalla società farà da “ponte naturale tra il sistema bancario tradizionale e la nuova economia digitale”: Eur-Bank sarà parte integrante del sistema italiano ed europeo e verrà messa a disposizione di banche, operatori e cittadini.

Bancomat ha già avviato i dialoghi con Banca d’Italia e le grandi banche italiane (Intesa Sanpaolo, Iccrea Banca, Banco Bpm e Bper) azioniste della società insieme al fondo di investimento Fsi. Stando ai piani del gruppo, il debutto è previsto entro la fine del 2026. La stablecoin verrà emessa direttamente dagli istituti di credito: i clienti potranno usufruire di servizi vantaggiosi come conti deposito più redditizi e pagamenti transfrontalieri rapidi ed economici.

Il consorzio sta valutando di utilizzare la stablecoin anche per l’acquisto di titoli di Stato: lo scambio sulla blockchain di bond e asset digitali regolamentati permetterà di ridurre i costi di emissione e di transazione, aumentando al tempo stesso il rendimento delle obbligazioni. La stable non sarà concorrenziale ma complementare all’euro digitale e alla stablecoin del consorzio di nove grandi banche europee: le tre valute saranno integrate, coniugando la sovranità monetaria e dei pagamenti dell’Unione europea con il settlement cross-border e la gestione dei conti delle transazioni di istituti e operatori privati.

 

Una valuta digitale europea e di sistema

“Servirà puntare sulla blockchain – ha spiegato l’amministratore delegato Fabrizio Burlando –. Già ora chi emette questo tipo di valuta deve essere un soggetto fortemente regolamentato e vigilato grazie alle regole del Micar. Quella è la via: contrastare le stablecoin che oggigiorno fioriscono negli Stati Uniti con monete più sicure”. L’obiettivo di Bancomat è proprio far accettare Eur-Bank anche dagli altri Paesi in Europa.

“Non ci dovrà essere frammentazione – ha sottolineato Burlando –. Serve un’unica soluzione europea perché una stablecoin ha bisogno di massa per funzionare, perciò confidiamo in una sorta di confederazione europea altrimenti sarà inutile”. La proposta lanciata da Bancomat di creare una stablecoin di sistema ha incassato la fiducia del governo italiano. Ad accogliere con favore l’iniziativa è stato Federico Freni, sottosegretario al Mef con delega in materia di regolamentazione, politiche e vigilanza del sistema finanziario.

 

Il sostegno immediato del Mef

“L’accento posto da Bancomat sulle stablecoin guarda alla giusta e doverosa necessità di garantire al Paese un ruolo di primo piano nella costruzione del nuovo ecosistema digitale che facendo leva su efficienza, trasparenza e velocità può generare nuove ed importanti opportunità di crescita – ha dichiarato Freni –. Il carattere fortemente innovativo del progetto garantirà nuovi servizi, come pagamenti transfrontalieri più economici e rapidi, insieme a conti di deposito più redditizi”.

“Garantire l’emissione sicura di una stablecoin di sistema, ancorata all’euro, è presupposto fondamentale e inderogabile per alimentare e blindare quel patto di fiducia con banche, operatori e cittadini che è alla base della nuova economia digitale – ha concluso il sottosegretario –. Se vogliamo davvero costruire un ponte verso il futuro, non basta mettere in fila nuove regole. Occorre promuovere una sinergia tra tutti i soggetti coinvolti affinché ognuno contribuisca al rafforzamento di un percorso di innovazione che guarda all’interesse esclusivo del Paese”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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