Euronext vuole mangiarsi anche la Borsa di Atene: tutte le acquisizioni del gruppo paneropeo

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Non solo banche. Anche le principali Borse mondiali si invischiano nel risiko. Oggi Euronext ha lanciato un’offerta pubblica di scambio volontaria interamente in azioni per acquisire e integrare nei propri mercati Athex, la Borsa di Atene. 

 

In questo articolo:

 

  • Euronext vuole acquisire la Borsa di Atene: i dettagli dell’operazione
  • I numeri di Euronext
  • Tutte le acquisizioni di Euronext
  • Le polemiche per l’acquisizione di Borsa Italiana

 

Euronext vuole acquisire la Borsa di Atene: i dettagli dell’operazione

Come si legge nel comunicato ufficiale, l’offerta di Euronext è rivolta a tutti gli azionisti della Borsa di Atene (Hellenic Exchanges-Athens Stock Exchange), la società capogruppo del gruppo finanziario greco Athex Group, e prevede uno scambio azionario con un tasso di conversione fisso di 20.000 azioni ordinarie Athex per ogni nuova azione Euronext. Sulla base del prezzo di chiusura di Euronext di 142,7 euro al 30 luglio 2025, l’offerta proposta valuta quindi Athex 7,14 per azione e l’intero capitale sociale ordinario emesso e da emettere di Athex a circa 412,8 milioni di euro. 

Soggetta a una condizione minima di accettazione pari al 67% del capitale sociale con diritto di voto di Athex, l’offerta – tiene a specificare Euronext – si basa un prezzo che “rappresenta un premio di circa il 27% sul prezzo medio ponderato in base al volume delle azioni Athex a 3 mesi, inalterato, al 30 giugno 2025”. L’operazione, quindi, “consentirebbe agli azionisti di Athex di continuare a investire nel gruppo allargato e notevolmente più diversificato, scambiando le loro azioni con azioni Euronext e, di conseguenza, di beneficiare di una crescita continua, di un potenziale di creazione di valore, di liquidità e di un’esposizione a un gruppo paneuropeo multinazionale”. 

In questa direzione, l’obiettivo di Euronext è di “generare sinergie di cassa annue pari a 12 milioni di euro entro la fine del 2028, in particolare attraverso la migrazione del trading greco a Optiq e l’armonizzazione delle funzioni centrali”. I costi di implementazione per la realizzazione di tali sinergie dovrebbero ammontare a 25 milioni di euro. “Si prevede che l’operazione avrà un impatto positivo per gli azionisti di Euronext dopo la realizzazione delle sinergie nel primo anno”, ha aggiunto il gruppo.

“Oggi, l’impegno a progredire verso un’Unione del risparmio e degli investimenti in Europa è senza precedenti e siamo pienamente impegnati a trasformare questo impegno in realtà. Negli ultimi anni, grazie alle nostre esclusive capacità di integrazione, abbiamo creato la principale infrastruttura europea del mercato dei capitali. Euronext punta a espandere ulteriormente la sua presenza geografica in Grecia e a creare un hub finanziario nella regione dell’Europa sudorientale attraverso Athex”, ha dichiarato Stéphane Boujnah, amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione di Euronext. “La Grecia ha registrato una forte crescita economica negli ultimi anni, sostenuta da crescenti investimenti, crescente fiducia internazionale e solidi indicatori economici. Questo è il momento giusto, il momento giusto per investire in Grecia. L’adesione alla migliore tecnologia di trading e post-trade di Euronext aumenterà la visibilità e l’attrattiva dei mercati greci su scala internazionale”, ha aggiunto.

 

I numeri di Euronext

A giugno 2025, le Borse regolamentate di Euronext in Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Portogallo ospitavano quasi 1.800 emittenti quotati con una capitalizzazione di mercato di 6.300 miliardi di euro, un solido franchise blue-chip e il più grande centro globale per la quotazione di obbligazioni e fondi. Con una clientela nazionale e internazionale diversificata, Euronext gestisce il 25% delle negoziazioni di titoli azionari europei. I suoi prodotti includono azioni, valute, Etf, obbligazioni, derivati, materie prime e indici. Inoltre, nel 2024 il gruppo ha realizzato un fatturato superiore a 1,6 miliardi (+10,3%) con un utile netto di 585 milioni (+14%). Il contributo di Borsa Italiana ai risultati vale circa un terzo dei ricavi. Euronext si è dotata anche di un piano strategico al 2027 che prevede una crescita annua del 5% di fatturato e profitti, unita a un payout superiore al 50%.

 

Tutte le acquisizioni di Euronext

Partendo dall’assunto che Euronext Amsterdam, Paris, Brussels fanno parte della fusione originaria del 2000 che ha dato vita a Euronext e che Euronext Lisbon è stata integrata nel 2002 dopo l’integrazione con Bolsa de Valores de Lisboa e Porto, guardando indietro nel tempo sono diverse le acquisizioni realizzate per dar vita a questo gruppo paneuropeo.

A marzo del 2018 Euronext ha annunciato il completamento dell’acquisizione per 137 milioni di euro della Borsa di Dublino, l’Irish Stock Exchange. Successivamente, a giugno 2019 la società ha inglobato per 625 milioni di euro anche Oslo Børs VPS, società che comprende sia la Borsa di Oslo che il Deposito Centrale Norvegese (CSD). In seguito, dopo aver acquisito nel 2020 il 66% di Nord Pool, che rappresenta il più grande mercato dell’elettricità in Europa (il valore aziendale su base debito-free cash-free per il 100% era di circa 84 milioni di euro), ha messo a segno altri importanti colpi pur di allargare il proprio bacino. 

Prima con l’acquisizione ad agosto 2020 del 100% di VP Securities, il Deposito Centrale Titoli danese, poi nell’aprile del 2021 con quella di Borsa Italiana per circa 4,4 miliardi di euro. Operazione, quest’ultima, che ha integrato asset principali nel cash equity, nel fixed income e post-trade F.N. London. Successivamente, sempre a livello italiano, Euronext ha acquisito da Nexi per circa 57 milioni di euro tutte le attività tecnologiche che alimentano MTS, la principale piattaforma di trading a reddito fisso di Euronext, ed Euronext Securities Milan (precedentemente denominata Monte Titoli).

Quest’anno, infine, oltre ad aver annunciato a gennaio l’acquisizione della divisione dei contratti future sull’energia di Nasdaq Nordic (con migrazione all’inizio del 2026), Euronext ha anche comprato il 100% di Admincontrol per circa 398 milioni di euro. 

 

Le polemiche per l’acquisizione di Borsa Italiana

L’acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext ha sollevato molte polemiche e ancora oggi viene guardata con sospetto. Tra i dubbi sollevati c’è la perdita di autonomia strategica e il conseguente dirottamento del potere decisionale a Parigi. Tema che è stato denunciato lo scorso aprile, in un’intervista ad Adnkronos, da un operatore del settore. “Il baricentro del potere strategico è chiaramente spostato verso Parigi, sede della holding”. Nonostante Milano resti un nodo operativo importante, “le scelte chiave vengono prese altrove”, con il rischio di una progressiva marginalizzazione del ruolo italiano, ha dichiarato l’operatore. 

Altre importanti denunce sono arrivate dai sindacati del settore bancario che lo scorso giugno hanno indetto il primo sciopero nella storia di Piazza Affari, contestando Euronext per “disinvestimento costante, sistematico e complessivo dall’Italia”, con paure legate a possibili tagli occupazionali e perdita di funzioni strategiche. “Abbiamo richiesto un incontro urgente per discutere della revoca degli ultimi licenziamenti individuali per GMO (giustificato motivo oggettivo), pratica inusuale nel nostro settore, ma l’azienda ha rifiutato ogni soluzione alternativa al licenziamento. Parallelamente si riscontra un non episodico allontanamento di dirigenti italiani, spesso a favore di quelli stranieri” si legge nel lungo comunicato dalla Fisac.

Anche “nelle recenti riorganizzazioni aziendali abbiamo più volte rappresentato la nostra forte perplessità sul reale mantenimento della governance, delle competenze professionali nonché e della autonomia direzionale e strategica delle società italiane del Gruppo Borsa Italiana con tutti aspetti che hanno impatti anche sul personale italiano”, aggiunge la nota.  

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari