Euronext vuole consolidare il mercato degli ETP, ecco come

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Euronext NV sta considerando di consolidare il vasto mercato degli ETP attualmente distribuito in sette Borse (Amsterdam, Parigi, Oslo, Bruxelles, Dublino, Lisbona e Milano). Una delle opzioni considerate è quella di spostare le quotazioni di tutti i fondi in un’unica sede: Amsterdam. È quanto riferito da persone che hanno familiarità con la questione. C’è anche la possibilità che ciascun emittente scelga una Borsa specifica nella quale radunare tutti i suoi prodotti quotati. In ballo ci sono oltre 3 mila fondi emessi da 50 società diverse.

Finora la frammentazione del mercato dei capitali in Europa ha fatto sì che gli ETP fossero quotati in più giurisdizioni. Un aspetto, questo, di cui si discute da diverso tempo nel tentativo di amplificare gli sforzi per portare a un consolidamento del settore. Oggetto delle discussioni in corso è anche la questione della compensazione e del regolamento degli scambi. Un’ipotesi è quella di regolare i prodotti in euro attraverso Euronext Securities ed elaborare quelli espressi in valuta diversa tramite Euroclear Bank.

Quando tutto questo possa essere attuato dipende dall’evoluzione dei colloqui tra i vari rappresentanti dell’Euronext, ma secondo le persone informate sulla vicenda, l’adozione potrebbe già avvenire nel terzo trimestre del 2025. Il punto è quanti e quali disagi un cambiamento di questa portata potrebbe causare. Una delle persone che hanno riferito della questione ha detto che se Amsterdam dovesse essere designata come sede unica per tutte le quotazioni, Euronext esplorerebbe modi per consentire l’accesso a quella Borsa a tutti i partecipanti non già collegati.

 

Euronext: si va finalmente verso il consolidamento?

Lo studio di un consolidamento degli ETP quotati è in linea con il Piano strategico triennale presentato dall’exchange per aumentare i ricavi e gli utili. In pratica, l’istituzione si è posta come obiettivo di organizzare un mercato più efficiente, superando la frammentazione che rappresenta un ostacolo rilevante. Oggi, infatti, i mercati frammentati creano problemi di liquidità, perché questa viene spalmata su diverse Borse, aggiungono costi per gli emittenti e rendono più complicati gli scambi. Questo significa che, oltre alle dimensioni del mercato (2.300 miliardi di euro vs 11.000 miliardi di dollari), l’Euronext ha anche un deficit sotto il profilo dell’efficienza rispetto alla Borsa statunitense.

Negli ultimi anni, anche la governatrice della Banca centrale europea Christine Lagarde ha sollevato il problema spingendo verso un’unificazione dei mercati e soprattutto sottolineando la lentezza in tal senso nel raggiungimento dell’obiettivo. La meta finale dell’Unione europea è quella di creare un mercato centralizzato dove accorpare in un’unica piattaforma di trading i vari asset finanziari, quali azioni, obbligazioni ed ETF.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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