Evergrande a un passo dal default, non pagate cedole in scadenza

Evergrande a un passo dal default, non pagate cedole in scadenza

Evergrande a un passo dal default, non pagate cedole in scadenza

La situazione debitoria del settore immobiliare cinese è entrata nel vivo in questo mese che si reputa cruciale per tutta l’industria. Evergrande probabilmente ha varcato la soglia del default formale, dal momento che alcuni pagamenti obbligazionari in scadenza ieri, dopo il periodo di grazia di 30 giorni, non sono stati ancora ricevuti dagli investitori.

Per l’esattezza erano di 82,5 milioni di dollari le cedole da rimborsare su un totale di obbligazioni offshore di 19 miliardi di dollari e la società non ha dato alcuna comunicazione in proposito dell’eseguito bonifico. Le azioni Evergrande tuttavia hanno chiuso la seduta di Hong Kong in rialzo dell’1,10%, dopo aver toccato un massimo dell’8,3%, sulla notizia che è stato istituito un Comitato di gestione del rischio con esponenti di grandi società controllate da Pechino.

 

Evergrande: segnali di distensione dal Governo cinese

Nella giornata di venerdì 3 dicembre lo sviluppatore con sede a Shenzen aveva affermato di aver ricevuto richieste di garanzie per 260 milioni di dollari, ma che al momento il gruppo non poteva fornire alcuna garanzia di disporre di fondi sufficienti per far fronte ai propri impegni finanziari. Tuttavia, ha aggiunto, la società mira a trovare un accordo con i creditori offshore per un piano di ristrutturazione del debito.

Tra le garanzie richieste e le cedole in scadenza lunedì 6 dicembre, l’esposizione ammonta a 343 milioni di dollari, che potrebbero essere coperte dalla vendita di azioni da parte del Presidente Hui Ka Yan effettuata alla fine di novembre. Con questa operazione, Hui ha ridotto la sua partecipazione dal 77% al 68%, ma non è arrivata alcuna informativa sul fatto che questa liquidità potesse servire per coprire almeno in parte i debiti della società.

Dalle istituzioni governative giungono intanto segnali di allentamento, come a voler esorcizzare la gravità della situazione. Ieri la People’s Bank of China ha tagliato il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche a 50 punti base, dando un segno di apertura verso una maggiore espansione monetaria. Con questa mossa sono stati liberati circa 188 miliardi di dollari di liquidità che potrebbero confluire nel disastrato mercato immobiliare, con la speranza di poterlo aiutare a risollevarsi dal pantano.

Nel contempo sono arrivate le rassicurazioni da parte del Governo sullo stato di salute generale del settore, avvertendo gli investitori che un rischio più ampio potrebbe essere contenuto. Questo indubbiamente sarebbe un passo in avanti da parte delle Autorità cinesi, mai così proattivi dal post-pandemia. Soprattutto nell’ottica di una serie di interventi che potrebbero attuarsi d’ora in poi per cercare davvero di risolvere la situazione.

 

Analisti scettici sulle mosse delle Autorità cinesi

Gli analisti comunque mantengono un certo scetticismo sul fatto che le misure possano arrivare rapidamente all’economia reale, in particolare dopo che nel mese scorso la crescita del Paese ha avuto una battura d’arresto preoccupante. Secondo Griffin Chan, analista di ricerca immobiliare cinese presso Citigroup, l’allentamento monetario avvantaggerebbe essenzialmente gli operatori meno esposti del settore e non quelli che ne avrebbero maggiore bisogno.

Xingdong Chen, capo economista cinese di BNP Paribas, ha affermato che la regolamentazione ancora soffoca le vendite delle case e quindi i nuovi investimenti nel settore immobiliare, il che rappresenta un grosso freno alla crescita del Paese. A giudizio di Zhiwei Zhang, capo economista di Pinpoint Asset Management, adesso la domanda chiave che si pongono tutti gli investitori è se il Governo sarà disposto a modificare realmente la sua posizione politica sul settore immobiliare.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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