Anthropic spegne i modelli AI più potenti, l’Europa paga il prezzo dello scontro con Washington

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Venerdì sera, senza preavviso, milioni di utenti in tutto il mondo si sono trovati impossibilitati ad accedere ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati di Anthropic. Dietro quel blackout improvviso c’è una direttiva sul controllo delle esportazioni emanata dal governo degli Stati Uniti, che ha imposto alla startup la sospensione dell’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per tutti i cittadini stranieri.

Una mossa che porta la firma di Washington, ma le cui conseguenze ricadono con forza sull’Europa e che riapre una frattura mai del tutto rimarginata tra Anthropic e l’amministrazione americana, in un momento in cui la società aveva da poco presentato in via riservata la domanda di quotazione in borsa negli Stati Uniti, superando la rivale OpenAI nella corsa al mercato pubblico.

 

In questo articolo:

 

  • Il braccio di ferro tra Anthropic e il Pentagono
  • Anthropic, una falla nel codice diventa un’arma diplomatica
  • Guerra AI: l’Europa nell’occhio del ciclone
  • Anthropic tratta con la Casa Bianca: in gioco c’è anche l’ipo

 

Il braccio di ferro tra Anthropic e il Pentagono

Anthropic non ha fatto in tempo a celebrare il lancio di Fable 5 che il governo degli Stati Uniti ne ha già ordinato la chiusura. Il modello, primo della nuova classe Mythos e presentato come un nuovo livello di capacità dell’intelligenza artificiale, è rimasto online meno di una settimana prima che una direttiva sul controllo delle esportazioni imponesse la sospensione dell’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per tutti i cittadini stranieri, costringendo la società a disattivare i modelli per l’intera base utenti globale con un blackout che ha colpito centinaia di milioni di persone. Una direttiva che arriva in un momento di tensione già accesa tra Anthropic e l’amministrazione americana, le cui radici affondano in uno scontro aperto mesi fa.

Lo scorso febbraio, il Dipartimento della Difesa aveva chiesto alla società guidata da Dario Amodei (nella foto) l’accesso ai propri modelli senza restrizioni tecniche preimpostate, invocando il diritto di impiegarli per qualsiasi scopo legale. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell aveva sintetizzato la richiesta in termini netti: consentire al Dipartimento di utilizzare i modelli di Anthropic per tutti gli scopi leciti, senza limitazioni preimpostate dall’azienda. Anthropic si è opposta, rifiutando di rimuovere i blocchi che impediscono l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per sistemi d’arma completamente autonomi e per operazioni di sorveglianza di massa sul territorio nazionale. La posizione di Amodei si è fondata sulla convinzione che i modelli di frontiera non siano ancora sufficientemente affidabili per decisioni che riguardano la vita delle persone e che, in assenza di vincoli tecnici, potrebbero essere impiegati per sistemi di controllo e profilazione su larga scala che, pur non esplicitamente illegali, andrebbero contro lo spirito delle tutele costituzionali.

La risposta dell’amministrazione è stata l’inserimento di Anthropic in una lista nera della catena di fornitura, con effetto entro la fine dell’anno. A beneficiarne direttamente è stata OpenAI, i cui strumenti sono stati integrati nelle attività del Pentagono e degli altri dipartimenti dell’amministrazione: il fondatore Sam Altman ha dichiarato pubblicamente di condividere principi analoghi a quelli di Anthropic sul no alla sorveglianza interna e alle armi senza controllo umano, pur non avendo imposto restrizioni tecniche equivalenti. 

 

Anthropic, una falla nel codice diventa un’arma diplomatica

A innescare la direttiva del Dipartimento del Commercio sarebbe stata la segnalazione di un jailbreak su Fable 5. I meccanismi di sicurezza dei modelli linguistici di nuova generazione funzionano classificando le richieste degli utenti come sicure o non sicure prima di inoltrarle al modello: quando vengono attivati, reindirizzano la richiesta a un modello meno potente, impedendo l’accesso alle funzionalità più avanzate.

La preoccupazione del governo riguarderebbe specificamente la possibilità di aggirare questi filtri per estrarre informazioni utili a condurre attacchi informatici sofisticati, con ricadute particolari su settori come quello bancario, che si basa su sistemi tecnologici complessi, interconnessi e spesso risalenti a decenni fa. Anthropic ha reso noto che le prove fornite dall’esecutivo siano esclusivamente verbali, relative a “una potenziale evasione limitata e non universale”, e che la ricerca sottostante sembrerebbe provenire da ingegneri di Amazon, azienda che è al contempo concorrente e investitore rilevante della startup. La società ha ricordato che una resistenza assoluta al jailbreak non è raggiungibile da alcun fornitore attualmente sul mercato e che modelli di concorrenti mostrano capacità analoghe nell’individuazione di vulnerabilità nel codice.

La direttiva ha prodotto effetti collaterali rilevanti anche sul piano del personale: secondo l’analisi di Dean Ball, ex funzionario della Casa Bianca che ha contribuito al Piano d’azione sull’intelligenza artificiale dell’amministrazione, l’ordine implicherebbe il divieto per tutti i non americani di utilizzare gli ultimi modelli Anthropic, inclusi quelli residenti negli Stati Uniti, con la prospettiva di dover dimostrare la propria cittadinanza per accedere ai servizi. Tra i membri chiave dello staff di Anthropic nati fuori dagli Stati Uniti figurano il co-fondatore Chris Olah, il ricercatore Andrej Karpathy e la filosofa Amanda Askell. Per garantire la conformità, Anthropic ha scelto di disabilitare i modelli per l’intera base utenti globale — “centinaia di milioni di persone”, secondo la stessa azienda — poiché una verifica selettiva per cittadinanza avrebbe richiesto infrastrutture di controllo dell’identità non disponibili in tempo reale. AWS ha confermato di aver ricevuto la richiesta di revocare l’accesso in tutte le regioni. Anthropic ha affermato che, qualora questo standard venisse applicato all’intero settore, bloccherebbe di fatto tutte le nuove implementazioni di modelli per tutti i fornitori di frontiera.

 

Guerra AI: l’Europa nell’occhio del ciclone

Mentre Anthropic spegneva i server, in Europa si è acceso un dibattito che va ben oltre la sorte di un singolo modello AI. La Commissione europea ha dichiarato di stare esaminando le implicazioni pratiche della direttiva per gli utenti del continente: il portavoce Thomas Regnier ha sottolineato che le misure di emergenza in materia di sicurezza non devono avere carattere discriminatorio nei confronti dei partner e ha richiamato la necessità di rafforzare la sovranità tecnologica europea.

In Francia la vicenda ha alimentato un dibattito politico di immediata intensità. Gabriel Attal, candidato alla presidenza per il partito Renaissance di Emmanuel Macron, ha definito la mossa americana una dimostrazione di potere e ha evocato un paragone diretto con la crisi dello Stretto di Hormuz: “La guerra dell’IA è già iniziata. Non possiamo fare affidamento sugli altri perché ci rende vulnerabili: Anthropic è il loro Stretto di Hormuz“, ha dichiarato.

Dal lato americano, Kirsten Davies, responsabile dell’ufficio informazioni del Pentagono, ha risposto alle critiche con un post su X in cui ha affermato che alcune priorità superano i cicli di fatturato e le valutazioni pre-ipo. La vicenda segna anche un cambio di paradigma strutturale nella storia dei controlli sulle esportazioni statunitensi: per la prima volta, le restrizioni non riguardano i chip o gli strumenti hardware che alimentano l’intelligenza artificiale, bensì l’accesso diretto ai modelli stessi. Si tratta di un’evoluzione con implicazioni di lungo periodo per l’intero ecosistema globale dell’AI, in un contesto in cui, secondo un sondaggio Eiopa condotto lo scorso anno in 25 paesi, le persone risultano complessivamente più del doppio più preoccupate dall’intelligenza artificiale rispetto a quanto ne siano entusiaste.

 

Anthropic tratta con la Casa Bianca: in gioco c’è anche l’ipo

Ad ogni modo, la società fondata dai fratelli Amodei sembra aver già avviato i contatti con la Casa Bianca. Secondo quanto riferito da Axios, Anthropic avrebbe inviato membri senior del proprio staff tecnico a Washington per incontrare funzionari della Casa Bianca e cercare di annullare i controlli all’esportazione, con colloqui avviati già nel weekend successivo alla pubblicazione dell’ordine. Il Wall Street Journal ha riportato che il Segretario al Commercio Howard Lutnick e il Cyber Director Sean Cairncross hanno partecipato alle discussioni di sabato, mentre per Anthropic erano presenti il cofondatore e chief compute officer Tom Brown e la responsabile delle politiche Sarah Heck.

Entrambe le parti avrebbero interesse a ripristinare l’accesso ai modelli e alcuni funzionari vedrebbero nella collaborazione diretta tra ingegneri di Anthropic e ricercatori governativi in ambito sicurezza un primo passo verso un compromesso. Lo stallo, però, ha implicazioni che vanno oltre la sola politica sull’intelligenza artificiale. Anthropic ha depositato in via riservata presso la Sec un modulo S-1, posizionandosi per una possibile ipo: un conflitto prolungato con Washington rischia di pesare sulla percezione degli investitori al momento del debutto in borsa.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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