Fabrizio Corona lancia la sua meme coin: Consob blocca l’offerta

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Il lancio della criptovaluta legata a Donald Trump e lo scandalo Libra che ha travolto il presidente argentino Javier Milei (ora a rischio impeachment) hanno sollevato forti interessi e altrettanti dubbi sulle meme coin. In Italia è Fabrizio Corona a tuffarsi su questo tipo di bene con una mossa a sorpresa, imprevista e dal tempismo controverso. Non poteva essere che l’ex re dei paparazzi, uno dei personaggi pubblici che più hanno lavorato sulla spettacolarizzazione della propria immagine, a cimentarsi con questa forma d’investimento, basata per definizione su una personalità o un fenomeno famosi, ma al tempo stesso asset particolarmente rischioso, a estrema volatilità e senza uno specifico e concreto caso d’uso.

 

Arriva la meme coin di Fabrizio Corona

L’imprenditore, una fama costruita nel mondo della cronaca rosa per gli scandali sollevati e le relazioni sentimentali e in quello giudiziario per i continui problemi legali, ha lanciato la sua meme coin con un post apparso sul suo profilo Instagram. Adrenalina pura: è il motto che Corona utilizza per cementare la sua comunità e presentare questo progetto “con uno scopo goliardico e provocatorio, pensato per la community che vive con adrenalina pura e che vuole supportare il movimento con merchandising, musica, token e tanto altro”.

“A differenza di tante altre nasce per restare”, scrive Corona in merito alla sua meme coin. “Io non ho mai seguito le regole, ho sfidato il sistema, ho perso, ho vinto, ma non mi sono mai arreso”, dice nel video, aggiungendo che il suo token “forse è una provocazione, forse è una rivoluzione, ma non è per tutti”. A conferma che il suo valore sarà guidato soprattutto dall’esclusività, dal sentiment della community e dal marketing virale sui social media. Il lancio è arrivato con un annuncio ufficiale sul canale Telegram dedicato, ribattezzato Official Corona Memes e aperto il 18 febbraio scorso.

Non bisogna dimenticare i diversi procedimenti giudiziari in cui è coinvolto Corona. Nel 2015 l’ex paparazzo è stato condannato in Cassazione a 13 anni e 2 mesi di reclusione per una serie di reati, tra cui estorsione aggravata, bancarotta fraudolenta e intestazione fittizia di beni. Nel 2021, dopo vari periodi di detenzione e affidamento ai servizi sociali, è tornato in carcere per violazioni delle misure restrittive, ottenendo poi gli arresti domiciliari per motivi terapeutici. In aggiunta sono svariate le querele ricevute e i rinvii a giudizio per diffamazione.

 

Cosa succede alla crypto di Corona

Purtroppo non c’è un white paper che specifica nel dettaglio la tokenomics di $CORONA: l’unico dato certo è che la crypto è costruita sulla blockchain di Solana. Corona ha diffuso su Telegram una serie di istruzioni base su come acquistare token da computer e da smartphone. Il team dell’imprenditore suggerisce di usare il wallet Phantom, considerato il miglior portafoglio crypto in circolazione per Solana perché sicuro, supportato da quasi tutte le DApp, user-friendly e facile da configurare e utilizzare. Quindi, per comprare la meme coin di Corona, bisogna prima avere $SOL nel wallet e poi procedere.

Tutti gli aggiornamenti sul progetto arrivano esclusivamente su Instagram e Telegram. “Ragazzi, le coin che vedete in giro sono tutte false, non fatevi fregare i soldi. Annunceremo il lancio solo qui” e “se conoscete le crypto, sapete che in questo momento ne usciranno tantissime false. Non comprate nulla. Aspettate il mio lancio, la mia vera meme coin” sono due dei post d’allarme che Corona ha affidato al suo canale Telegram. Le criptovalute di questo genere, infatti, sono ancora più volatili e potenzialmente rischiose di quelle normali perché pensate come beni esplicitamente speculativi. Oltre ai falsi, gli insider fanno spesso sniping, ovvero usano i bot per analizzare le transazioni blockchain, acquistare i token e venderli subito appena lanciati.

I trader che vendono in tempo realizzano guadagni milionari; gli altri rischiano di perdere il patrimonio investito se la meme coin crolla e perde buona parte del suo valore. È quanto accaduto a Libra con il tweet “promozionale” di Milei, poi cancellato su X. Lo schema viene definito con il termine rug pull, ovvero la situazione che si verifica quando a mercato surriscaldato si “toglie il tappeto da sotto i piedi” ai piccoli investitori senza informazioni, i quali si ritrovano con asset privi di valore. Nello “zoo” della finanza italiana si parla di “parco buoi” per intendere la mandria di risparmiatori inesperti e inconsapevoli che avventurandosi nel mondo degli investimenti, si espongono al rischio di grosse perdite e diventano facile preda degli speculatori. Nel mondo delle crypto e delle meme coin, un rug pull si riconosce quando i team di sviluppatori sono completamente anonimi, le promesse di rendimenti sono irrealistiche, i white paper sono vaghi e mancano audit indipendenti.

 

L’intervento della Consob

Subito dopo il lancio ufficiale avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, la vigilanza finanziaria ha bloccato $CORONA, ordinando la cessazione dell’offerta al pubblico italiano della meme coin. L’Autorità di Borsa ritiene che l’intera procedura sia abusiva. La commercializzazione della valuta digitale, infatti, è avvenuta senza aver notificato alla Consob il documento informativo richiesto dal MiCAR, il regolamento europeo che disciplina l’emissione, l’offerta e l’ammissione alle negoziazioni delle cripto-attività.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, che ha presentato un esposto a Consob e Banca d’Italia. “Le prime fasi del lancio della criptovaluta sono state turbolente, con forti oscillazioni di valore e accuse di manipolazione del mercato a causa di un’attività altamente sospetta avvenuta nei minuti precedenti alla sua pubblicazione ufficiale – spiega l’associazione dei consumatori –. Il fatto che un wallet abbia acquistato token prima della pubblicazione dell’indirizzo indica un accesso a informazioni riservate, suggerendo un caso di insider trading. La rapida vendita dei token nei primi minuti di trading ha portato a un crollo del prezzo, con gli investitori successivi che si sono trovati a detenere asset fortemente svalutati, una dinamica tipica degli schemi di pump & dump“.

Con la cessazione dell’offerta al pubblico imposta dalla Consob, è stato oscurato il sito ufficiale Get Corona Memes. “La Consob ha accertato che mediante il sito richiesto vengono offerti o svolti servizi e/o attività di investimento e/o prestati servizi per le cripto-attività nei confronti del pubblico italiano in assenza delle prescritte autorizzazioni – si legge nell’avvertenza del sito, ora non raggiungibile – oppure offerti al pubblico italiano prodotti finanziari in assenza del prospetto informativo o cripto-attività c.d. other than in assenza del white paper notificato o pubblicizzati servizi e/o attività di investimento o servizi per le cripto-attività prestati da soggetti non abilitati o pubblicizzata l’offerta al pubblico di prodotti finanziari svolta in assenza del prospetto informativo o l’offerta al pubblico di cripto-attività c.d. other than in assenza del white paper notificato”. Per questo motivo il sito è stato reso irraggiungibile ai sensi della normativa vigente.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari