Fed: Bessent sarà il successore di Powell?

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Chi sarà il successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve? La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il sostituto verrà nominato molto presto. Il mandato di Powell scade a maggio del 2026, quindi la sua presenza a Washington si appresta a imboccare la strada per il capolinea. I rapporti del banchiere 72enne con il capo della Casa Bianca sono stati turbolenti fin dalla prima amministrazione Trump del 2016-2020. Il tycoon ha cercato spesso di condizionare l’operato di Powell richiedendo una politica monetaria più accomodante di quella messa in atto dal numero uno della Fed. Quest’ultimo però ha sempre rivendicato l’indipendenza della Banca centrale, evitando di farsi influenzare dalle bordate del leader repubblicano.

La polemica tra i due è divampata ad aprile, quando il presidente degli Stati Uniti ha affermato che avrebbe potuto licenziare Powell prima della scadenza del mandato se solo lo avesse voluto. Poche settimane dopo lo ha definito “uno stupido”, riferendosi alla ritrosia del governatore nel tagliare i tassi di interesse. I rapporti sono ormai logori e c’è solo da capire in che modo potranno trascinarsi fino alla primavera del prossimo anno.

 

Fed: ecco i nomi dei candidati alla presidenza

Negli ultimi giorni è circolato il nome del segretario al Tesoro Scott Bessent come possibile candidato al timone della Fed. Secondo persone vicine alla questione, ci sono pressioni all’interno e all’esterno dell’amministrazione Trump affinché si proponga Bessent per ricoprire la posizione di vertice dell’autorità monetaria, sebbene i colloqui formali ancora non siano iniziati. L’economista e imprenditore 62enne però ha subito posto un freno. “Ho il miglior lavoro a Washington”, ha dichiarato. “Il presidente deciderà chi è il migliore per l’economia e il popolo americano”.

Bessent svolgerà un ruolo chiave nella ricerca e nei colloqui, proprio in qualità di capo del Tesoro. Secondo Tim Adams, presidente e amministratore delegato dell’Institute of International Finance, “data la quantità di fiducia che la comunità finanziaria globale ha in Scott Bessent, si tratta di un candidato ovvio”. A giudizio di Steve Bannon, ex capo stratega della Casa Bianca e consigliere esterno del presidente, “Scott Bessent ha dimostrato di poter attuare l’agenda del presidente Trump durante i primi sei mesi, incredibilmente turbolenti”. Quindi, “non rappresenta solo la stella del governo, ma un paio di mani sicure per i mercati globali dei capitali”.

Un altro nome papabile come alternativa a Bessent è quello di Kevin Warsh, un ex funzionario della Fed dal 2006 al 2011 che Trump ha considerato per il ruolo di segretario al Tesoro a novembre. L’inquilino della Casa Bianca ha detto di Warsh che è “molto stimato” nell’ambiente. Anche Adams ritiene che sia “una buona scelta”. Tuttavia, trattandosi di opzioni vicine a Trump, sia per Bessent che per Warsh “la comunità finanziaria potrebbe mettere in dubbio  l’indipendenza della Fed”.

Tra gli altri candidati, si parla di Kevin Hassett, direttore del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca, Christopher Waller, governatore della Fed, e l’ex presidente della Banca mondiale, David Malpass. Chiunque verrà nominato per l’incarico dovrà dimostrare l’indipendenza della Fed dalle pressioni politiche. Un compito non facile con Donald Trump.c

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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