Fed: cosa succederebbe se Trump licenziasse Powell

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Negli ultimi giorni, la tensione tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il governatore della Federal Reserve Jerome Powell è tornata alta. Secondo un rapporto di Bloomberg, il capo della Casa Bianca potrebbe licenziare il numero uno della Banca centrale americana prima della scadenza naturale del mandato che avverrà a maggio 2026. Trump però ha smentito l’ipotesi, dichiarando di non avere intenzione di dare il benservito a Powell. Tuttavia, non ha del tutto escluso la possibilità, rinnovando le sue critiche al banchiere 72enne “colpevole” di non avere abbassato i tassi di interesse. “Non escludo nulla, ma penso che sia altamente improbabile a meno che non debba andarsene per frode“, ha detto Trump, riferendosi alle recenti critiche della Casa Bianca e dei legislatori repubblicani sugli sforamenti dei costi nella ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede storica della Fed a Washington. È bene precisare che al momento non ci sono prove di frode e la Fed ha respinto le critiche sulla sua gestione del progetto. In questo articolo:

 

  • Fed: Trump può licenziare Powell?
  • Cosa potrebbe accadere in caso di licenziamento

 

Fed: Trump può licenziare Powell?

Jerome Powell è stato nominato alla guida della Fed dallo stesso Trump alla fine del 2017, durante il primo mandato alla Casa Bianca. Dopo quattro anni, il banchiere centrale ha ricevuto un secondo mandato dal presidente Joe Biden. Con Trump i rapporti sono stati sempre turbolenti, principalmente per la questione dei tassi. Il 79enne newyorchese propende da sempre per una politica monetaria ultra-accomodante, con un basso costo del denaro per stimolare la crescita economica e l’occupazione. Powell invece, rivendicando l’indipendenza della Fed, pone l’attenzione anche sul rischio che un’eccessiva espansione monetaria metta in moto meccanismi inflazionistici.

Questa differenza di vedute si è inasprita nel tempo, al punto di portare Trump a minacciare più volte il licenziamento del leader della Banca centrale americana. Il tema su cui però si dibatte da tempo è se il presidente Usa possa farlo prima della scadenza del mandato del governatore della Fed. Un riferimento sulla questione è un recente parere della Corte Suprema. L’alto organo giudiziario ha consolidato un’interpretazione di lunga data della legge secondo cui il presidente della Fed non può essere licenziato per divergenze di natura politica, ma solo se esiste una giusta causa. Questo, in teoria, dovrebbe blindare Powell fino a maggio, quando terminerà la carica dei suoi quattro anni al vertice dell’istituto monetario.

 

Cosa potrebbe accadere in caso di licenziamento

Ma cosa accadrebbe se Trump dovesse passare sopra la sentenza della Corte Suprema e agire di impulso licenziando Powell? A quel punto, le conseguenze non sarebbero chiare, in quanto non si è mai verificata una fattispecie del genere in passato. Secondo gli esperti politico-giudiziari, il governatore della Fed potrebbe aprire una causa presso la Corte federale di Washington chiedendo un’ingiunzione di reintegro immediato. Trump dovrebbe dimostrare che il licenziamento sia avvenuto per giusta causa, mentre Powell si difenderebbe da accuse che riterrebbe ingiustificate.

L’ingiunzione avrebbe un grande valore, perché potrebbero passare mesi prima del pronunciamento del giudice. Nel frattempo, il mandato di Powell si avvierebbe alla scadenza naturale. Qualora invece la richiesta di ingiunzione venisse respinta, Powell decadrebbe immediatamente dalla carica e il suo posto verrebbe preso dal vicepresidente Philip Jefferson. Ad ogni modo, qualunque fosse la decisione del giudice, entrambe le parti potrebbero far ricorso alla Corte d’Appello federale e in seguito alla Corte Suprema. Solo la decisione di quest’ultima risolverebbe il caso definitivamente.

Come accennato sopra, la Corte Suprema si è già espressa recentemente, sostenendo che la Banca centrale è “un’entità quasi privata strutturata in modo unico”. Ciò potrebbe in teoria chiudere lo spazio a Trump per realizzare il suo obiettivo, ma resterebbe aperta la porta della “giusta causa”. L’inquilino della Casa Bianca potrebbe seguire questa strada accusando Powell di aver gestito male la ristrutturazione della sede della Fed. La giusta causa sussiste quando entrano in gioco tre elementi accusatori per il governatore, ovvero inefficienza, negligenza del dovere e malaffare. A Trump basterebbe dimostrare uno di questi elementi nel caso della ristrutturazione per spuntarla in giudizio.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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