Fed: trader abbassano previsioni su tagli tassi dopo elezioni USA

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

L’esito delle elezioni americane ha avuto un effetto eloquente sulle aspettative dei trader circa i tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed). Il mercato ora scommette che nelle ultime due riunioni dell’anno della Banca centrale statunitense ci saranno due sforbiciate da un quarto di punto ciascuno, ma prevede solo altri due tagli nella prima metà del 2025, prima di una interruzione. Quindi, il tasso di riferimento alla fine sarà compreso nell’intervallo 3,75%-4%. In altri termini, la Fed sarà meno aggressiva nella sua politica di allentamento con la vittoria di Donald Trump alle presidenziali USA.

Ancora i risultati delle elezioni non sono definitivi, ma ormai sembra che il leader repubblicano sia il 47esimo presidente degli Stati Uniti dopo aver conquistato gli stati chiave della Pennsylvania e del Wisconsin. Il tycoon si era già assicurato altri due dei 7 stati in bilico, ossia la Georgia e la Carolina del Nord. Mentre per quanto riguarda Nevada, Michigan e Arizona lo spoglio elettorale che sta per giungere al termine dà nel complesso un vantaggio per il leader repubblicano. Insomma, si delinea un vero trionfo per Trump forse al di là di quelle che erano le aspettative alla vigilia, quando i sondaggi davano un testa a testa serrato con il candidato democratico Kamala Harris. L’affermazione di Trump potrebbe essere considerata schiacciante soprattutto perché si profila la cosiddetta “spazzata” repubblicana, in cui lo schieramento del 78enne newyorchese conquista sia la Camera che il Senato.

 

 

Fed: oggi inizia il meeting di politica monetaria

Il motivo per cui il mercato ora prevede tassi alti più a lungo è dovuto al fatto che si aspetta da un’amministrazione Trump l’aumento dei dazi commerciali, un freno all’immigrazione e il taglio delle imposte alle società. Tutto questo potrebbe rimettere in moto l’inflazione e costringere la Fed a essere più restrittiva nella sua politica monetaria. Tra l’altro, l’espansionismo fiscale rischierebbe di allargare il deficit degli Stati Uniti, il che comporterebbe un aumento dell’offerta dei titoli di Stato e quindi un calo dei prezzi e un aumento dei rendimenti.

Oggi inizia la riunione di due giorni della Banca centrale USA, eccezionalmente di mercoledì per via delle elezioni. Domani si saprà la decisione dell’istituto monetario sul costo del denaro. Decisione che sembra scontata, ed è per questo che il mercato presterà maggiormente attenzione a cosa dirà in conferenza stampa il governatore Jerome Powell. Le parole del presidente saranno importanti non solo alla luce degli ultimi dati macroeconomici che hanno nel complesso confermato uno stato in buona salute dell’economia americana, nonostante gli ultimi dati deboli sull’occupazione a causa degli uragani e degli scioperi. Ma anche in rapporto alle proiezioni sull’economia, con il probabile inasprimento delle tariffe commerciali dopo il nuovo mandato di Trump alla Casa Bianca.

Tra Powell e Trump non è corso buon sangue durante la prima presidenza di quest’ultimo nel periodo 2016-2020. All’epoca Powell fu accusato di non abbassare abbastanza i tassi mentre le altre Banche centrali stavano portano a zero i costi di finanziamento. In questo modo, secondo Trump, il dollaro americano si manteneva troppo forte danneggiando l’economia a stelle e strisce specialmente sul fronte delle esportazioni. La domanda a questo punto è quanto la Fed conserverà de facto la sua indipendenza con una nuova presidenza Trump. Gli osservatori di mercato cercheranno di captare qualcosa al riguardo dal discorso di Powell nella sua testimonianza domani davanti ai giornalisti.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari