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Fincantieri: Consob autorizza aumento di capitale, ecco cosa sapere

Fincantieri: la Consob autorizza l'aumento di capitale, ecco cosa sapere

La Consob ha dato il via libera all’aumento di capitale di Fincantieri per 400 milioni di euro, deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 11 giugno 2024. Oggi il CdA si riunisce dopo la chiusura dei mercati per “fissare i termini e le condizioni definite dall’aumento di capitale in opzione, ivi incluso il prezzo al quale verranno offerte le nuove azioni e il prezzo di esercizio dei warrant, che saranno tempestivamente resi noti al mercato”, si legge nel comunicato della società. I diritti di opzione per la sottoscrizione delle nuove azioni saranno esercitabili nel periodo che va dal 24 giugno all’11 luglio e verranno negoziati su Euronext Milan dal 24 giugno al 5 luglio. Quelli che non verranno esercitati saranno offerti in Borsa dalla società entro il mese successivo alla fine del periodo di opzione per almeno due giorni di mercato aperto.

 

Fincantieri: ecco chi sottoscriverà l’aumento di capitale

L’aumento di capitale del leader di cantieristica navale verrà sottoscritto in gran parte da Cassa Depositi e Prestiti – azionista di maggioranza con il 71,32% delle quote – attraverso CDP Equity, che ha assunto un impegno irrevocabile per un totale di 287 milioni di euro corrispondente all’intera quota di spettanza. Fincantieri aveva sottoscritto il mese scorso un contratto di pre-underwriting con alcuni istituti finanziari quali BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, Jefferies, JPMorgan e Mediobanca. Questi hanno garantito “disgiuntamente tra loro e senza vincolo di solidarietà” le nuove azioni rimaste inoptate fino alla differenza tra l’importo fissato dalla ricapitalizzazione e la quota di pertinenza di CDP Equity.

 

Fincantieri: a cosa servirà l’aumento di capitale

Fincantieri ha fatto sapere in una nota che l’aumento di capitale non sarà iperdiluitivo e che i fondi raccolti verranno utilizzati per finanziare l’acquisto da Leonardo dell’ex Wass, una società livornese specializzata nella produzione di siluri e sonar che è valutata 300 milioni di euro. Secondo le stime, l’asset porterà a Fincantieri ricavi aggiuntivi per 160 milioni di euro, un EBITDA di 34 milioni e nuovi ordini per 456 milioni. Ciò serve per arricchire il portafoglio di Fincantieri in tema di alleanze strategiche con Leonardo, Cabi Cattaneo, Saipem, WSense e Remazel, in modo da rafforzare la posizione dell’azienda nel campo delle tecnologie subacquee. Queste sono considerate cruciali, in quanto una buona parte delle infrastrutture strategiche si trovano nei fondali marini.

“Siamo l’azienda più grande del mondo in quello che facciamo. Nessuno dice che se leviamo la cantieristica a bassa complessità dominata da Cina e Corea, in tale settore siamo i primi al mondo”, ha affermato l’amministrato delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero. “La cantieristica ad alta complessità è la somma di militare, cruise e navi da lavoro. Siamo gli unici che sono in questi tre settori molto tecnologici e molto distintivi e facciamo la differenza a livello mondiale. Quindi non solo abbiamo la capacità, ma abbiamo la testa, il coraggio, i prodotti e anche la taglia”, ha precisato.

 

Vanno comprate le azioni?

Il mese di giugno è stato disastroso in Borsa per Fincantieri, che ha perso finora circa il 16% della sua capitalizzazione. Il titolo è andato pressione per una serie di fatti quali, oltre l’aumento di capitale, anche la scomparsa del presidente Claudio Graziani e il raggruppamento delle azioni con un rapporto di 10:1. Dopo la ricapitalizzazione, Equita Sim ha confermato la sua raccomandazione “hold” sulle azioni, con prezzo obiettivo a 5,4 euro (ultima chiusura a 4,99 euro a Piazza Affari). Banca Akros ha un rating “neutral” con prezzo obiettivo a 6 euro. Sul fattore raggruppamento, gli analisti della banca milanese ritengono che il mercato avesse già scontato e quindi non vi è alcun impatto sul titolo.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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