Fincantieri: cosa fare con azioni in caso di aumento capitale?
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Fincantieri: cosa fare con azioni in caso di aumento capitale?

Fincantieri: come operare nel caso di aumento capitale?

Non si arresta il trend ribassista presente sul titolo Fincantieri che negli ultimi mesi ha pagato anche i rumors di un possibile aumento di capitale. Anche nella seduta odierna, in un contesto di mercato che rimane nervoso e volatile per l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, le quotazioni sono tornate a testare i minimi degli ultimi mesi in area 0,54 euro. Ma quali sono i motivi che stanno indebolendo il titolo?

 

Fincantieri e Thissenkrupp

Le notizie degli ultimi giorni parlano di un interesse della società italiana verso uno dei polo cantieristici della difesa più importanti al mondo, per sviluppare nel caso un centro produttivo del settore dedicato al ramo della produzione navale di sommergibili. La società in questione è Thissenkrupp Marine Systems su cui ci sono anche gli interessi degli svedesi di Saab e dei francesi di Naval Group. L’idea a breve e medio termine da parte della controllante Thissenkrupp, che valuta la società vicino ai 2 miliardi di euro, è quella di trovare un partner per creare un hub di produzione incentrato su navi e sommergibili navali. Se dal punto di vista strategico un’eventuale acquisizione sarebbe vista positivamente dal mercato, perché andrebbe a rafforzare la posizione della società italiana come leader cantieristico nel settore navale militare, dalla parte opposta un’operazione di M&A implicherebbe un aumento di capitale che avrebbe di conseguenza un impatto negativo sulle quotazioni del titolo.

 

Analisi tecnica azioni e strategie operative

Come scrivevamo all’inizio di questo articolo il titolo è oramai, fin dalla seconda parte del 2021, all’interno di un trend ribassista che ha spinto i prezzi dagli 0,85 euro agli attuali 0,54 euro. Nel breve un’eventuale discesa sotto questi livelli dovrebbe far proseguire la correzione in atto in direzione dei prossimi target ribassisti posizionati sui minimi del 2021 in area 0,51 euro che rappresentano l’ultimo ostacolo prima di un test sui supporti di ottobre 2020 posti sugli 0,465-0,47 euro.

Al contrario per avere dei primi segnali di positività, le quotazioni dovrebbe spingersi oltre le prime resistenze di breve posizionate in area 0,58 euro sopra i quali il titolo potrebbe allungare in direzione degli 0,60 euro e a seguire sui top del 2022 posti nei pressi degli 0,62 euro. Solo con l’eventuale break di queste resistenze il titolo migliorerebbe la sua struttura grafica di medio periodo aprendo la strada a nuovi allunghi rialzisti.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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