Fincantieri costruirà 2 navi a idrogeno, ecco la reazione del titolo in Borsa
Cerca
Close this search box.

Fincantieri costruirà 2 navi a idrogeno, ecco la reazione del titolo in Borsa

Fincantieri: firmato accordo per la costruzione di 2 navi a basse emissioni

Il settore delle energie pulite fa passi avanti oggi con un’operazione che riguarda il colosso italiano delle costruzioni navali ad alta tecnologia, Fincantieri. Il gruppo triestino quotato a Piazza Affari ha firmato un memorandum d’intesa con la Divisione Crociere del gruppo MSC. L’accordo prevede la costruzione di due navi di crociera alimentate a idrogeno da consegnare alla controllata di MSC Explora Journeys, brand di viaggi di lusso. Le due unità si chiameranno EXPLORA V e VI e si uniranno alle quattro giù presenti nella flotta navale di Explora Journeys.

I motori delle due navi saranno azionati da gas naturale liquefatto e il meccanismo di funzionamento verrà dotato di una tecnologia che offre importanti soluzioni ambientali, tra cui un sistema di raccolta dell’idrogeno liquido in modo da poter utilizzare il carburante a basse emissioni. EXPLORA V sarà attiva nel 2027, mentre per EXPLORA VI bisognerà aspettare un anno in più. Con l’aggiunta delle due navi, l’investimento complessivo di Explora Journeys per costruire la sua flotta arriverà a 3,5 miliardi di euro. Questo include anche l’aggiornamento con motori a LNG di EXPLORA III e IV, con un costo di 120 milioni di euro ciascuna e consegna prevista rispettivamente per il 2026 e il 2027.

 

Accordo Fincantieri-Explora: una tappa importante verso le emissioni zero

Tutta la flotta alla fine risulterà dotata delle più moderne tecnologie per abbattere l’emissione della quasi totalità delle sostanze inquinanti, disponendo tra l’altro di una connettività plug-in per l’alimentazione da terra in modo da ridurre le emissioni nei porti. Infine, ogni nave avrà a bordo un sistema di apparecchiature ad alta efficienza energetica per ottimizzare l’utilizzo dei motori ai fini di tutela ambientale.

L’LNG è allo stato attuale il combustibile marino meno inquinante, riuscendo ad eliminare il 99% dell’ossido di zolfo, l’85% di quello di azoto e il 98% di particelle. Inoltre contribuisce a tagliare fino al 25% le emissioni di CO2 rispetto agli altri combustibili utilizzati nel settore nautico. Michael Ungerer, Amministratore Delegato di Explora Journeys, ha dichiarato al riguardo che

“la sostenibilità rappresenta il nuovo artigianato e siamo onorati di assumere una posizione pionieristica nell’industria crocieristica e nel settore dei viaggi in generale”.

Tale commento è in totale sintonia con quello del CEO di Fincantieri, Pierroberto Folgiero il quale ha affermato che la sostenibilità costituisce un fattore chiave per assicurare la crescita nel medio e lungo termine e ha aggiunto:

“Continueremo ad agire con determinazione per essere precursori in un settore che da sempre ci vede detenere posizioni di leadership”.

 

Fincantieri: cosa significa l’accordo per la società

La reazione in Borsa del titolo Fincantieri è stata piatta, con le azioni ferme sulla parità nelle prime ore di contrattazione a Piazza Affari. Gli analisti di Equita Sim sottolineano tuttavia che la notizia è positiva per l’azienda italiana di costruzioni per diverse ragioni. Innanzitutto perché si riaprono gli ordini nel settore delle navi da crociera dopo 2 anni e mezzo di calma e in anticipo rispetto alle previsioni di ripartenza degli ordini nel 2023. In secondo luogo perché conferma la leadership di Fincantieri nel settore. In terzo luogo in quanto ribadisce l’impegno della società verso soluzioni innovative volte all’abbattimento delle emissioni.

Per la Sim milanese tutto questo potrà essere un driver importante nel medio/lungo termine per la domanda di nuove navi da crociera nell’ambito del rinnovamento delle flotte. Gli analisti osservano come il valore complessivo di EXPLORA V e VI non sia stato annunciato, ma ritengono possa superare il miliardo di euro.

A giudizio degli analisti di WebSim, infine, il memorandum rappresenta per Fincantieri una notizia positiva perché si traduce nel primo ordine di dimensione rilevante dopo la crisi del Covid-19, sebbene l’intesa fosse stata anticipata già a fine maggio. WebSim osserva che l’accordo per la costruzione delle 4 navi originarie che era stato annunciato nel 2018, valeva più di 2 miliardi di euro; quindi si presume, da quanto affermato dai contraenti, che le due nuove costruzioni aggiungeranno circa 1,5 miliardi di valore.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *