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Fincantieri crolla in Borsa, ecco il perché

Fincantieri crolla in Borsa, ecco il perché

Giornata nera oggi per Fincantieri alla Borsa di Milano, con le azioni che sono arrivate a perdere oltre 8 punti percentuali. Ad accendere la miccia delle vendite le indiscrezioni circa un accordo raggiunto tra la società italiana di costruzioni navali e Leonardo, in base al quale Fincantieri acquisirà dal leader della difesa le attività sottomarine Whitehead Alenia Sistemi Subacquei (WASS) per 250-300 milioni di euro (ma alcune fonti giornalistiche parlano di una cifra intorno ai 400 milioni di euro).

Si attende solo l’ufficialità dell’operazione, dopo la convocazione in via straordinaria del consiglio di amministrazione di Fincantieri. La transazione verrebbe finanziata attraverso un aumento di capitale di 500 milioni di euro, pari a circa il 44% dell’attuale capitalizzazione di mercato della società. Di questa cifra, Cassa Depositi e Prestiti, azionista di maggioranza di Fincantieri con il 71,32% delle quote, sarebbe pronta a sottoscrivere l’intera parte fino a 400 milioni di euro. La somma che rimane dopo aver concluso l’affare con Leonardo verrebbe utilizzata da Fincantieri per sviluppare le sue attività nel comparto della difesa, un settore su cui l’azienda sta puntando molto. La difesa oggi rappresenta circa un quarto del fatturato complessivo dell’azienda pubblica e il rafforzamento della posizione nel settore sottomarino è un passo importante per procedere nella direzione indicata dal management.

 

Fincantieri: perché il mercato vende le azioni

L’operazione Fincantieri-Leonardo non è piaciuta al mercato, sebbene rafforzerebbe la società cantieristica navale sul versante della difesa, un settore in rapida crescita. Secondo gli analisti di Banca Akros, “il conto è più alto del previsto e la dimensione dell’aumento di capitale ipotizzato supera il cash-out per WASS di 100 milioni di euro”. Insomma, gli azionisti non gradiscono una ricapitalizzazione in questo momento per sostenere il business dell’azienda, soprattutto se la spesa alla fine dovesse risultare eccessiva.

Anche secondo gli analisti di Equita SIM, “la valorizzazione del deal sarebbe superiore alle recenti indiscrezioni di stampa che ipotizzavano un valore tra 250 e 300 milioni di euro”. Tuttavia, gli esperti aggiungono di non sapere se nel corso delle negoziazioni il perimetro delle attività cedute sia cambiato dato che WASS non è più una società indipendente dal 2016. “Rimane da capire l’operazione valutando il perimetro effettivo delle attività di WASS, i numeri, la valorizzazione ufficiale, la modalità scelta da Fincantieri per finanziare il deal e la reale dimensione dell’aumento di capitale”, hanno affermato.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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