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First Republic Bank: il governo USA pronto a intervenire

First Republic Bank: il governo USA pronto a intervenire

First Republic Bank potrebbe trovare l’appoggio del governo degli Stati Uniti per risolvere la sua drammatica crisi di liquidità. Secondo indiscrezioni giornalistiche, il governo sta studiando alcune opzioni, tra cui quella di prendere in carico le attività che stanno subendo perdite non realizzate (tra le quali i bond). Le alternative potrebbero essere l’offerta di protezione della responsabilità, l’applicazione delle regole patrimoniali in modo più flessibile o l’allentamento dei limiti sulle quote di proprietà.

Le azioni dell’istituto di credito sono crollate del 9% nel trading after hours di Wall Street ieri, dopo che la seduta ordinaria era stata chiusa con un balzo del 29,47% in scia alle voci di un ulteriore sostegno da parte delle grandi banche USA. Gli investitori temono la discesa in campo del governo, perché nella maggior parte dei casi ciò provoca un annullamento del valore delle azioni. “La gente si innervosisce perché se il governo interviene non ci sarà più nulla per gli azionisti“, ha detto Dennis Dick, un operatore di Triple D Trading in Ontario, Canada. Contestualmente, la segretaria al Tesoro Janet Yellen ha affermato in questi giorni che le autorità di regolamentazione potrebbero nuovamente intervenire a supportare il sistema bancario qualora il deflusso dei depositi dalle piccole banche dovesse accelerare nei prossimi giorni.

 

First Republic Bank: le altre banche esitano su una nuova iniezione di liquidità

Ieri le grandi banche americane si sono riunite al Financial Services Forum per discutere di una possibile nuova iniezione di liquidità alla First Republic Bank, dopo che la scorsa settimana 11 istituti di credito hanno depositato una cifra complessiva di 30 miliardi di dollari. I colloqui però non hanno sortito effetti, in quanto ha prevalso la prudenza nell’esporsi ancora per il timore che le perdite non realizzate sul portafoglio prestiti e investimenti della banca di San Francisco si concretizzino in un ambiente con tassi d’interesse in rialzo. Sulla base delle stime degli analisti,  attualmente il divario tra passività e attività di First Republic Bank si aggira tra i 9,4 e i 13,5 miliardi di dollari. Un valore contabile negativo considerato troppo alto per prendere nuove posizioni.

Probabilmente, qualsiasi decisione verrà presa una volta metabolizzato ciò che sarà deciso dalla Federal Reserve alla fine dell’incontro di oggi sui tassi d’interesse. Se il governatore Jerome Powell dovesse aumentare i tassi in maniera aggressiva e/o usare toni da falco durante la conferenza stampa a margine del meeting, le banche potrebbero essere meno disposte a sostenere First Republic, in quanto diverrebbe più probabile una riduzione delle attività inportafoglio. Tuttavia, le attese sono per una Fed più moderata, che terrà in debita considerazione la delicata situazione che sta attraversando il sistema bancario americano.

“Ci sono una serie di fattori che stanno sostenendo i titoli finanziari, compresi i commenti di Janet Yellen. Abbiamo la riunione della Fed e si cerca di prevedere cosa farà la Banca centrale”, ha detto Macrae Sykes, gestore di portafoglio per il Gabelli Financial Services Opportunities. Secondo gli analisti di Baird, “le azioni sono più economiche oggi di quanto non fossero durante la pandemia, e se non compri banche qui, non siamo sicuri di quando lo farai. Il mercato sta attualmente scontando una riduzione permanente fino al 50% dei rendimenti sugli asset”. Jason Benowitz, senior portfolio manager di CI Roosevelt, rimane invece scettico sulle possibilità di stabilizzazione di First Republic Bank. “Crediamo che First Republic rimanga in crisi”, ha affermato.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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