La fintech italiana FlowPay entra ufficialmente a far parte della galassia Bancomat. La Banca d’Italia ha approvato l’acquisizione dell’azienda specializzata in open banking e soluzioni di pagamento digitale da parte del gestore dei circuiti di pagamento e prelievo più diffusi in Italia. L’operazione, inserita nel piano industriale sviluppato con il Fondo strategico italiano per rafforzare l’offerta di servizi digitali destinati a banche, imprese ed esercenti, si è chiusa dopo l’annuncio dello scorso febbraio.
“Entrare a far parte di Bancomat ci consente di scalare il nostro impatto e portare nuove soluzioni standardizzate e innovative a un ecosistema più ampio – spiega Federico Masi, l’amministratore delegato della società –. È l’inizio di una nuova fase di crescita”. “L’ingresso di FlowPay rappresenta un momento cruciale per il nostro percorso evolutivo – aggiunge Fabrizio Burlando, l’amministratore delegato di Bancomat –. Questa acquisizione ci offre una leva strategica per guidare l’innovazione nei pagamenti digitali, consolidando il nostro ruolo di abilitatore tecnologico del sistema Italia”.
In questo articolo:
- Quando è nata FlowPay
- Chi ha fondato l’azienda
- Quanti clienti ha la fintech toscana
- Quali sono i prodotti offerti
- Come funzionano open banking e pagamenti digitali
Quando è nata FlowPay
Nata nel 2019 e con sede a Calenzano, in provincia di Firenze, FlowPay è un istituto di pagamento autorizzato da Banca d’Italia (prima startup in assoluto) che sviluppa soluzioni di open banking e servizi di incasso e pagamento standard per le aziende. Sin dagli inizi, l’obiettivo della fintech toscana è “rendere il mondo finanziario democratico, aperto e alla portata di tutti”. La sua tecnologia ha quasi il 100% di copertura bancaria in Italia, insieme alle licenze Pisp, Aisp e di esecuzione di pagamenti.
Vincitrice del Premio speciale Engineering al Premio Gaetano Marzotto 2020 (ora Premio 2-0-3-1) e del Premio del Pubblico al Web Marketing Festival dello stesso anno, incubata in PoliHub, l’acceleratore del Politecnico di Milano, la startup è stata supportata nel corso degli anni in primis dal family office Corniola di Mario Bartolini e dalla società di consulenza e investimento Intermedia Iniziative, in seconda battuta da Agos, Crédit Agricole Italia e Harley&Dikkinson. Il suo team operativo è multidisciplinare e ha subito chiuso accordi con Sia ed Engineering, due dei principali operatori Ict del settore bancario.
Chi ha fondato l’azienda
I fondatori di FlowPay sono quattro giovani imprenditori toscani con esperienze significative in ambito informatico: Federico Masi, Lorenzo Rossi, Tiziano Pacciani ed Edoardo Tommasi. L’amministratore delegato è Federico Masi, innovation manager esperto di processi e pagamenti bancari, laureato all’Università di Pisa e con un Mba alla PoliMi Graduate School of Management di Milano. In passato ha lavorato per Cabel e co-fondato Socyza, la piattaforma che supporta le organizzazioni del terzo settore nella trasformazione digitale.
Laureato in Filosofia all’Università di Firenze, Lorenzo Rossi è il risk manager che si occupa di requisiti regolamentari e normative di conformità per FlowPay e per Banco Digitale di Firenze. Il direttore operativo è Tiziano Pacciani, esperto di soluzioni blockchain e responsabile della supervisione delle operazioni finanziarie, della pianificazione strategica e della garanzia della responsabilità fiscale sia per FlowPay che per Banco Digitale. La presidenza, invece, è stata affidata a Daniele Corsini, top manager di lungo corso (ha lavorato 33 anni in Banca d’Italia) e consulente in strategie bancarie con una solida esperienza nei servizi di pagamento.
Quanti clienti ha la fintech toscana
Non ci sono informazioni disponibili sul numero esatto di clienti di FlowPay, ma la fintech sta crescendo notevolmente rispetto agli esordi. Masi, Rossi, Pacciani e Tommasi si sono incontrati ad una fiera di B2B matchmaking organizzata da Banca Intesa. Partita da Campi Bisenzio, comune dell’area metropolitana di Firenze, l’avventura della startup nel mercato italiano è arrivata a buon punto: recensioni positive, 13 dipendenti e un fatturato di quasi 900mila euro nel 2024. Utilizzano le sue soluzioni brand prestigiosi come Agos, Bi-Mob, Change Capital di Netfintech, Crédit Agricole, Engie, iPatente di FireCloud, K Linx, Liqex, Mia-FinTech, Overlend, PausePay, Paycloud.it di CT Consulting, Retitalia e Vega.
L’idea dietro FlowPay è nata dalla condivisione di un obiettivo comune: ridurre e progressivamente eliminare il ritardo nel pagamento delle fatture elettroniche. Un fenomeno che ha un impatto negativo sulla crescita e la salute finanziaria delle imprese. L’approccio di base è definito “agnostico”: automatizzare il pagamento delle fatture con l’uso dell’open banking, facilitando il rapporto tra imprenditori. In Italia, infatti, si contano oltre 1,2 milioni di fatture al giorno, ma più del 40% sono a pagamento differito e quasi il 50% sono classificate come past due, ovvero con ritardo medio di almeno 15 giorni. Da questi dati arriva il progetto di una piattaforma proprietaria distribuita e integrata con i principali provider di fatturazione elettronica, da Aruba a MyFoglio.
Quali sono i prodotti offerti
L’ecosistema FlowPay è stato costruito per modificare il sistema dei pagamenti B2B: la piattaforma snellisce e semplifica i flussi di incasso e pagamento e valorizza i dati finanziari in ottica open approach, ovvero con un approccio aperto che garantisce piena trasparenza dei processi. Il servizio è offerto tramite una piattaforma integrabile via Api, perfetta anche per piccole imprese e micro realtà: l’iscrizione e i pagamenti sono gratuiti, le commissioni sugli incassi sono dello 0,03%. I prodotti offerti sono otto:
- payment initiation, per i pagamenti open banking;
- Sepa direct debit (Sdd), per gli addebiti bancari nei circuiti Sepa;
- pagoPA, per integrare i pagamenti dei tributi nei sistemi aziendali;
- Account information service (Ais), per valorizzare i dati finanziari;
- check Iban, per verificare gli Iban in pochi passaggi e non compiere errori;
- bulk payments, per pagare tutti i documenti con una singola transazione;
- locked payments, ovvero i pagamenti condizionati che si sbloccano solo al realizzarsi di una determinata condizione definita a priori tra compratore e venditore;
- split payments e payments chain, le catene di pagamento automatizzate per bilanciare entrate e uscite.
Come funzionano open banking e pagamenti digitali
I pagamenti open banking hanno un funzionamento semplificato: l’utente carica sulla piattaforma un documento attivo o passivo con tutte le informazioni necessarie all’esecuzione della transazione; il sistema genera un link di checkout con una richiesta di incasso da inviare al cliente; una volta cliccato, il link si presenta come un bonifico pre-compilato in tutte le sue parti con beneficiario, causale, Iban e importo; il pagamento viene disposto in seguito al consenso esplicito con l’autenticazione forte del cliente, digitando credenziali e one time password. Le modalità di pagamento account-to-account avvengono con bonifici istantanei, a data futura, in forma rateale o ad abbonamento mensile. L’open banking garantisce l’irrevocabilità delle transazioni: incassare tramite Pis vuol dire avere la certezza che il pagamento è sicuro.
I principali casi d’uso di FlowPay sono per finanza (ad esempio il servizio SafeNow per Agos: una piattaforma di locked payment per la compravendita di auto tra privati), fintech e finanza alternativa (come instant lending, factoring e reverse factoring), e-commerce (grazie al checkout open banking e ai paylink), Erp e software di gestione (con gli embedded payments ed il servizio di account information) ed energia, come nel caso di Vega che utilizza una soluzione FlowPay per gestire in modo efficiente incassi ed erogazioni di carburante. Tra le ultime novità spiccano l’accordo con Samsung Pay per integrare una funzionalità nel wallet che permette di pagare gli avvisi di pagamento pagoPA in modo semplice e veloce e la partnership con Crif per far evolvere la piattaforma di financial management della società specializzata in credit bureau e business information.









