Fondi azionari: deflussi record nel 2022, cosa aspettarsi quest'anno? - Borsa&Finanza

Fondi azionari: deflussi record nel 2022, cosa aspettarsi quest’anno?

Fondi azionari: deflussi record nel 2022, cosa aspettarsi quest'anno?

Il 2022 si è chiuso con vendite record dei fondi azionari. A essere più colpiti sono stati quelli britannici, con gli investitori che hanno liquidato le loro quote, secondo i dati rilasciati dalla rete di fondi globali Calastone, per 8,38 miliardi di sterline, equivalenti a 10 miliardi di dollari.

La fuga di capitali è avvenuta a seguito della guerra Russia-Ucraina e dell’aumento dei tassi d’interesse da parte della Bank of England, riporta la società. Anche i flussi nordamericani hanno subito uno stop brusco, con vendite nette per 1,17 miliardi di sterline. Questa è la prima volta dal 2016 che si sono registrati deflussi. Per quel che riguarda i fondi azionari europei, le uscite sono arrivate a quota 2,65 miliardi di sterline, mentre nei fondi Asia-Pacifico sono avvenuti prelievi netti per 1 miliardo di sterline.

Calastone ha sottolineato che nei mesi di novembre e dicembre i flussi sono rallentati con la speranza che le Banche centrali allentino le strette sui tassi. Tuttavia, gli investimenti hanno riguardato più che altro i fondi ESG globali e sono rimasti lontani dal Regno Unito. Anche sul fronte dei fondi immobiliari ci sono stati dati negativi. I deflussi in questa area si sono mostrati i più intensi dal 2018, con 535 milioni di sterline ritirati a causa del rischio che una recessione possa colpire la domanda di immobili commerciali.

 

 

Fondi azionari: cosa significano i dati del 2022

Come vanno interpretati in realtà questi dati? Secondo Edward Glyn, responsabile dei mercati globali di Calastone, tutto ciò segnala “un voto di sfiducia molto ampio”. Quanto accaduto risalta in considerazione del fatto che le persone solitamente hanno una certa propensione verso i titoli azionari nell’ambito dei piani pensionistici e di risparmio. L’esperto ritiene che lo stravolgimento è avvenuto a seguito del cambio di rotta repentino da parte degli istituti monetari, dopo oltre un decennio in cui questi avevano inondato il mercato di liquidità a basso costo.

La raffica di rialzi che ha caratterizzato il 2022 ha notevolmente alterato l’umore degli investitori. “Il sentiment è migliorato notevolmente nelle ultime settimane, ma c’è un’enorme incertezza sul futuro corso dei tassi di interesse e della crescita economica in tutto il mondo e potremmo ancora assistere ad un ruggito ribassista prima che il ciclo del mercato rialzista possa ricominciare”, ha affermato Glyn.

Il 2023 in effetti si è aperto con molta incertezza, considerando però che da lunedì gli investitori torneranno a essere pienamente operativi, dopo il periodo festivo. Alcuni dati sull’inflazione europea mostrano sprazzi di miglioramento, che unitamente al raffreddamento del carovita americano dei due mesi scorsi infondono un certo ottimismo. Tuttavia, occorre osservare come gli ultimi verbali della Federal Reserve smorzino qualsiasi velleità, facendo presagire che i rialzi dei tassi d’interesse non sono finiti e che l’inflazione risulta essere ancora molto lontana dagli obiettivi della Banca Centrale.

 

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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