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Fondi azionari cinesi: rischio vendite per 28 miliardi di dollari

I fondi azionari cinesi potrebbero essere colpiti da un’ondata di vendite nei prossimi mesi. Secondo i dati elaborati da Morningstar, negli ultimi tre anni i fondi comuni d’investimento focalizzati sulle azioni della Repubblica popolare hanno accumulato circa 200 miliardi di yuan, pari a 28 miliardi di dollari. Nel momento in cui tale denaro venisse liberato per le Borse cinesi potrebbero essere dolori. Ciò potrebbe avvenire nel momento in cui scade il lock up (annuale, biennale o triennale) dei fondi lanciati a partire dal 2020. “Ci dovrebbe essere un’ondata di rimborsi dopo la scadenza, date le esigenze di liquidità degli investitori”, ha affermato Yang Ruyi, gestore di fondi presso Shanghai Prospect Investment Management Co.

Sembra quindi che sia una questione di tempo, anche se non è ovviamente dato sapere quando potrà scatenarsi il sell-off. Normalmente, gli investitori al dettaglio cinesi tendono a vendere molto rapidamente al verificarsi di segnali di crisi di fiducia e a comprare lentamente. Secondo un sondaggio di Yinhua Fund Management, quasi il 57% degli investitori retail in fondi con posizioni azionarie elevate detiene l’investimento per meno di sei mesi, mentre il 15% lo liquida entro una settimana.

 

Fondi azionari cinesi: i deflussi dai fondi sono partiti

I deflussi dai fondi azionari cinesi comunque sono già iniziati. Ad esempio, il First Seafront Fund Management ha visto prelievi del 13% nel primo trimestre del 2023, mentre nello stesso periodo Essence Fund Management ha dovuto affrontare rimborsi per quasi un terzo delle quote. Nel complesso, quest’anno fino al 25 maggio i fondi comuni hanno raccolto circa 410 miliardi di yuan (57 miliardi di dollari), meno di un terzo di quanto incamerato nello stesso periodo dello scorso anno. I prodotti azionari hanno visto un crollo in termini di flussi del 42%.

Il problema starebbe nel ritorno insoddisfacente. Morningstar riporta come circa 38 fondi lanciati nel 2020 con lockup triennale hanno in media registrato una perdita dello 0,4% al 31 maggio. Nel 2021 invece i 13 fondi istituti con blocco biennale sono tutti in perdita, con una performance media del -13%. I 185 prodotti con lockup annuale hanno perso il 3,3%. Ad allontanare gli investitori dalle azioni è la perdita di slancio dell’economia cinese, che finora ha deluso le aspettative dalla riapertura post-Covid.

 

Le autorità cinesi riducono le commissioni

Nel fine settimana la China Securities Regulatory Commission (CSRC) ha provato a dare una scossa al settore tagliando le commissioni di gestione, con l’obiettivo di attirare maggiormente gli investitori. I fondi azionari attivi di nuova registrazione non possono addebitare più dell’1,2% per la gestione o dello 0,2% per la custodia. L’autorità di regolamentazione punterà ora a ridurre le commissioni di negoziazione delle società di fondi entro la fine dell’anno, cercando nel contempo di indirizzare una quantità maggiore di denaro dagli investitori istituzionali.

Inoltre, la CSRC rivedrà le norme sui prelievi addebitati dai distributori, tipo quelli relativi alla sottoscrizione dei fondi o alle commissioni di rimborso. Infine, sta elaborando un piano di azione per il miglioramento delle politiche fiscali, di valutazione delle prestazioni e della contabilità con riferimento a investitori istituzionali come assicurazioni, gestori patrimoniali e fondi pensione. Tuttavia, su questo tema non sono stati forniti altri dettagli per il momento.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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