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Forex: ecco le migliori valute per il 2022

Banconote su un tavolo

Mentre il rublo continua la sua caduta raggiungendo i minimi di aprile sul dollaro USA, le valute dei paesi vicini alla Russia aggiornano performance da record sul biglietto verde, confermandosi in cima alle classifiche globali in questo 2022. Si tratta in particolare del dram dell’Armenia, salito del 22% rispetto alla moneta americana, del lari georgiano e del somoni tagiko, aumentati rispettivamente di oltre il 16% e del 10%. La motivazione risiede nel fatto che il rublo non è più una moneta attraente a causa dei blocchi alla circolazione dei capitali e delle sanzioni su petrolio e gas russi. Soprattutto pesa il fatto che decine di migliaia di cittadini russi si sono trasferiti in Armenia, Georgia e Tagikistan, dove la lingua russa è ampiamente parlata, per sfuggire alla chiamata alle armi di Vladimir Putin, portando con sé una quantità importante di risparmi per trasferirli nelle banche di questi paesi.

 

Valute: gli afflussi dalla Russia migliorano le previsioni di crescita di Armenia, Georgia e Tagikistan

Scendendo nei dettagli, con la guerra Russia-Ucraina nel 2022 le rimesse dalla Russia in Armenia sono arrivate a 2,8 miliardi di dollari nei primi dieci mesi dell’anno e quadruplicate rispetto allo stesso periodo del 2021, in base ai dati rilasciati dalla Banca centrale armena. Tali afflussi hanno determinato un’espansione dell’economia armena a due cifre nel secondo e terzo trimestre di quest’anno. Quanto è bastato perché l’istituto centrale alzasse le previsioni di crescita del PIL per l’intero anno dal 4,9% al 13%.

I trasferimenti di denaro in Georgia da Mosca sono aumentati di 5 volte a 1,75 miliardi di dollari, rappresentando oltre il 60% di tutti i trasferimenti, secondo la Banca centrale georgiana. L’economia della nazione ha registrato una crescita di quasi il 10% nel terzo trimestre e il Fondo monetario internazionale ha alzato le previsioni per il 2022 al 10% citando “un’impennata dell’immigrazione e degli afflussi finanziari innescati dalla guerra”.

Quanto al Tagikistan, le rimesse in denaro sono aumentate di almeno il 50% nei primi sei mesi dell’anno, prendendo a riferimento i dati della bilancia dei pagamenti. Per Natalia Lavrova, capo economista di BCS Financial Group, questo implica un’espansione economica del paese del 7%, in aumento rispetto alla sua precedente stima del 4%-5%.

In definitiva, i guadagni economici non erano scontati all’inizio della guerra, anzi le aspettative erano che questi paesi vicini alla Russia risentissero di riflesso delle sanzioni che l’Occidente infliggeva a Mosca, che rappresenta il loro principale partner commerciale. In realtà, i grandi afflussi di denaro hanno rovesciato la situazione, incrementando le riserve di valute e migliorando il saldo delle partite correnti.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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