Forterra, ecco la startup da 1 miliardo nella nuova frontiera del VC militare

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Il settore della difesa tecnologica sta vivendo una nuova ondata di investimenti da parte del venture capital, spinta dalle crescenti tensioni geopolitiche e dal rinnovato interesse del Pentagono per l’innovazione. In questo contesto si inserisce Forterra, una startup del Maryland specializzata in veicoli autonomi da combattimento, che ha appena raccolto 238 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione superiore al miliardo. L’azienda, sostenuta da fondi come Moore Strategic Ventures e Franklin Templeton, mira a raddoppiare la produzione dei propri sistemi e a espandere le collaborazioni con colossi come Volvo Defense e Raytheon. La corsa all’intelligenza artificiale militare e alle tecnologie “dual use” sta trasformando la difesa in uno dei settori più dinamici e redditizi dell’attuale panorama dell’innovazione. In questo articolo:

 

  • Forterra: una startup nel posto giusto al momento giusto
  • Si moltiplicano gli investimenti sulla difesa

 

Forterra: una startup nel posto giusto al momento giusto

Forterra è una startup fondata nel 2002 che produce tecnologia per i veicoli militari autonomi, in grado cioè di operare individualmente o in gruppo senza l’assistenza di un pilota, e che possono trasportare oggetti per la difesa come missili o hardware di calcolo per supportare la tecnologia AI. I veicoli sono equipaggiati con sensori, sistemi di comunicazione e altro hardware aziendale e vengono controllati dai militari attraverso il software di Forterra. Quest’ultima impiega circa 500 persone e collabora con altre entità come Volvo Defense, Oshkosh Defense, Raytheon di RTX e altri.

Con il nuovo denaro raccolto, di cui 50 milioni di dollari sotto forma di debito, l’azienda accelererà sulla produzione, portando i suoi sistemi a circa 1.000 unità l’anno prossimo, praticamente il doppio rispetto alla quantità attualmente in uso. Nel contempo, aumenterà la portata delle missioni per supportare una gamma più ampia di priorità del Pentagono, tra cui i lanci di missili e la tecnologia mobile di intelligenza artificiale. Il round di finanziamento è stato guidato da Moore Strategic Ventures e ha visto la partecipazione di importanti investitori, tra cui Franklin Templeton e Salesforce Ventures.

James Cross, direttore generale di Franklin Venture Partners, ha detto che il lavoro iniziale di Forterra per il Pentagono l’ha portata a “ottenere accordi più significativi”, tra cui un recente contratto da 114 milioni di dollari con l’esercito degli Stati Uniti. A suo avviso, alcuni cambiamenti annunciati a Washington tipo la revisione del processo di approvvigionamento andranno a beneficio di startup come Forterra. “Questa azienda è nel posto giusto al momento giusto”, ha detto Cross.

 

Si moltiplicano gli investimenti sulla difesa

Negli ultimi anni, il settore della difesa è passato da investimento di nicchia a uno dei campi più ambiti dal venture capital globale. Startup tecnologiche e aziende emergenti stanno attirando capitali record, spinte da un rinnovato interesse strategico e geopolitico. Secondo i dati di PitchBook, nei primi sei mesi del 2025 sono già stati investiti 28 miliardi di dollari, un ritmo che potrebbe segnare un anno senza precedenti per l’industria.

A trainare la corsa sono le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina, che hanno spinto il Pentagono a semplificare i processi di approvvigionamento e a favorire la collaborazione con nuove realtà più agili rispetto ai tradizionali colossi della difesa. Grandi fondi come Andreessen Horowitz e General Catalyst, insieme a investitori corporate come Lockheed Martin Ventures o RTX Ventures, stanno puntando su startup che sviluppano soluzioni autonome, droni intelligenti e sistemi di analisi basati sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è costruire un nuovo ecosistema tecnologico che rafforzi la superiorità militare e operativa degli Stati Uniti.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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