Fortezza Russia: cos'è lo scudo anti-sanzioni programmato da Putin
Cerca
Close this search box.

Fortezza Russia: cos’è lo scudo anti-sanzioni programmato da Putin

Fortezza Russia: cos'è lo scudo anti-sanzioni programmato da Putin

Le sanzioni che stanno fioccando dall’Occidente nei confronti della Russia rischiano di trovarsi di fronte a una vera e propria fortezza messa in piedi da Vladmir Putin. Non è così facile il gioco degli alleati e deve far riflettere il fatto che Mosca non sia arretrata di un passo nonostante le ripetute minacce di estromissione del Paese dal sistema economico e finanziario internazionale.

Cosa rende così sicuro Putin che l’impatto dei provvedimenti attuati sinora da Europa e Stati Uniti e di quelli che arriveranno sarà limitato? Da quando nel triennio 2014-2016 vi fu una serie di sanzioni imposte da Washington all’economia russa, Putin è ricorso alle contromisure, preparando l’economia russa a essere più resiliente di fronte a situazioni simili che si sarebbero ripresentate in futuro. Questo ha permesso alla Nazione russa di trovarsi in una situazione di vantaggio rispetto al passato, che le consente persino di avventurarsi in una guerra senza temere i contraccolpi a livello politico, ma soprattutto a livello economico.

 

 

Fortezza Russia: ecco in cosa consiste

Da diversi anni il Cremlino ha costituito un bunker impenetrabile che lo rende meno ricattabile al cospetto delle sanzioni e che è rappresentato da alcuni passaggi chiave. Il primo è stato la de-dollarizzazione dell’economia. Le materie prime che esporta la Russia come il gas naturale e il petrolio sono state nel tempo via via meno rappresentate dal Dollaro USA e sempre più regolate in euro e yuan. Se quindi dagli Stati Uniti dovesse arrivare il blocco per l’utilizzo del biglietto verde, Mosca ha l’alternativa e l’impatto sarebbe più contenuto.

La grande minaccia che l’Occidente potrebbe attuare è l’esclusione delle banche russe da Swift, la rete finanziaria attraverso cui si effettuano i regolamenti tra le banche di tutto il mondo. A parte il fatto che la messa in azione di un provvedimento così estremo avrebbe enormi ripercussioni nei confronti dei Paesi che fanno affari con la Russia (ad esempio come verrà pagato il gas importato se gli istituti di credito russi sono tagliati fuori?), il problema è che nemmeno questo potrebbe spaventare troppo la corazzata guidata da Vladmir Putin. Il Cremlino ha da tempo imbastito un proprio sistema di pagamenti internazionali, collaborando in modo particolare con la Cina, altra mina vagante in tutta questa vicenda.

Un altro passaggio importante che ha fatto Mosca dal 2014 dopo l’annessione della Crimea è stato quello di limitare l’import dall’Occidente, soprattutto riguardo quelle merci che erano state colpite dalle sanzioni o che venivano considerate strategiche. Nel contempo ha iniziato a produrre internamente merci come cibo, medicine e beni tecnologici che prima acquistava dall’estero. Un esempio emblematico è rappresentato dai formaggi, che prima del 2014 la Russia comprava dalle aziende italiane e francesi, mentre adesso ha costituito un’industria nazionale in grado di soddisfare l’intero fabbisogno.

A irrobustire la fortezza russa inoltre vi è il calo delle riserve in valuta estera, che sono passate dal 40% del 2017 al 16% di oggi. E, cosa più importante, ora il 13% è costituto dal Renminbi cinese. Ed è proprio la Cina forse l’aspetto più inquietante, perché nel 2019 è stata realizzata una partnership tra la Russia e il Dragone per il Power of Siberia, un nuovo gasdotto dove Pechino rappresenta il più grande importatore dell’energia russa. In aggiunta è stato già approvato il Power of Siberia 2 e si conta che i 2 Paesi abbiano portato gli scambi commerciali lo scorso anno fino a 140 miliardi di dollari.

 

 

Fortezza Russia: quali conseguenze?

In definitiva, siamo sicuri che l’applicazione di sanzioni occidentali più estreme riescano a convincere il Premier russo alla ritirata ponendo termine alla guerra con l’Ucraina? Sorgono molti dubbi, perché la Russia negli anni si è costruita una corazza che ha portato la Nazione a essere autosufficiente affrancandosi dall’Occidente.

Allo stesso tempo a livello macroeconomico è messa meglio di tanti altri Paesi. E’ vero che vi è un’inflazione incontenibile che ha costretto la Banca di Russia a intervenire ben 7 volte lo scorso anno per aumentare i tassi d’interesse di 525 punti base. Ma è altrettanto vero che quello dell’inflazione è un problema diffuso e l’aumento del costo del denaro può essere sostenuto agevolmente dallo Stato, che ha un rapporto tra debito nazionale e prodotto interno lordo inferiore al 20%. Nel fine settimana Joe Biden ha affermato che l’alternativa alle sanzioni sarebbe la terza guerra mondiale. Se le misure adottate non dovessero fare troppo effetto, non è escluso del tutto nemmeno che si arrivi a questo terribile scenario.

 

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *