Franco svizzero e dollaro Usa: la caduta degli dei del Forex

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Il franco svizzero è tradizionalmente considerato una delle valute rifugio più solide al mondo. Lo ha dimostrato durante gli ultimi anni di turbolenze geopolitiche. Lo ha confermato quando il dollaro Usa è stato messo in difficoltà dalle incertezze create dalle politiche commerciali di Donald Trump e dai suoi piani di spesa espansivi (vedi il Big Beautiful Bill). Oggi però il franco svizzero è sotto pressione, ha perso forza, ed è sempre il presidente degli Stati Uniti il mandante di questo movimento. La neutrale Svizzera è rimasta coinvolta in pieno nella guerra commerciale.

“Il presidente Trump ha imposto dazi fino al 39% sulle importazioni dalla Svizzera, tra i più alti al mondo, superati solo da quelli verso Laos, Myanmar, Brasile e Siria. La decisione ha spiazzato aziende e politici elvetici, che erano convinti di essere vicini a un accordo preferenziale con Washington con la promessa di 150 miliardi di dollari investimenti diretti” spiega Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia. Troppo poco per Trump e ora i negoziati proseguono.

 

La relazione “non neutrale” tra Svizzera e Germania

In una dichiarazione ufficiale il governo svizzero ha espresso “rammarico” per la scelta Usa di imporre dazi del 39% che si aggiungono a quelli del 10% già esistenti, ritenendola “ingiustificata”. Secondo la Confederazione i colloqui stavano procedendo bene, con ampia disponibilità del Paese ad arrivare a un accordo e la bilancia commerciale tra le due nazioni è equilibrata. Cosa vera solo in parte. Nei primi cinque mesi dell’anno “il deficit commerciale Usa-Svizzera ha raggiunto i 50 miliardi di dollari” precisa Diodovich. Inoltre l’inquilino della Casa Bianca ha accusato Berna di concorrenza sleale.

Tra le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno un peso importante l’oro e i farmaci. Trump li ha esentati dal suo giro di vite tariffario. Per lo strategist di IG si tratta solo di una tattica negoziale dell’inquilino della Casa Bianca: “Scelta tattica degli Stati Uniti per avere ulteriori carte da giocare al tavolo delle trattative”.

Oggi però si apprende, dal Financial Times, che l’amministrazione Usa ha imposto dazi anche sull’importazione di lingotti d’oro da un chilo, la forma più comune per il commercio di oro. Se anche oro e farmaci finiscono sotto le tariffe, per il Paese alpino che esporta il 19% delle sue merci verso gli Stati Uniti sarebbe un duro colpo. Gli Usa sono il primo mercato per prodotti come farmaci, macchinari di precisione, orologi e cioccolato. “Se i dazi dovessero rimanere in vigore – riprende Diodovich – si stima un impatto fortemente negativo sul Pil svizzero, con rischi maggiori se l’esenzione sui farmaci dovesse cadere”.

 

Franco svizzero e dollaro Usa: la caduta degli dei

Più volte, negli ultimi due anni, la Svizzera ha avuto la preoccupazione che il franco svizzero forte mettesse i bastoni tra le ruote alla sua economia, esportatrice per eccellenza. Oggi accade il contrario. Il franco si è indebolito dopo la decisione dell’amministrazione Usa sui dazi. Il problema, tuttavia, è che il calo non potrà evitare la riduzione della domanda di prodotti della Confederazione in Usa, che saranno decisamente più costosi. L’economia svizzera potrebbe subirne le conseguenze e il franco svizzero scendere ancora.

Il cambio EUR/CHF è salito da 0,9280 a 0,9401 dopo la decisione mentre il cambio USD/CHF si è mosso a favore del biglietto verde, anche se non con la stessa intensità. Il dollaro Usa ha infatti i suoi bei problemi: i timori per l’impatto dei dazi sulla crescita e le politiche fiscali espansive dell’amministrazione Trump in un contesto di debito pubblico elevato. “L’indebolimento del franco riflette non solo la vulnerabilità del Paese alle misure protezionistiche, ma anche la fine momentanea della sua reputazione di safe haven in un contesto di tensione Usa-Svizzera” sottolinea Diodovich. Per la prima volta il franco svizzero non è insensibile a vicende esterne ma ne è pienamente coinvolto, con il rischio che un’escalation della guerra commerciale tra i due Paesi metta ancora di più a repentaglio la credibilità della Svizzera come rifugio durante le turbolenze sui mercati finanziari globali. Cadono gli dei, insomma, dopo il dollaro Usa anche il franco svizzero viene messo in dubbio.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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