L’economia cinese ha registrato nel 2024 un Pil del 5%, uno dei più bassi degli ultimi decenni, al netto del periodo della pandemia di Covid-19, scontando le difficoltà del settore immobiliare, i rischi di deflazione e i consumi stagnanti. Il dato, tuttavia, è in linea con il target ufficiale del governo “intorno al 5%” annunciato lo scorso marzo, ma è più basso del 5,2% del 2023.
Il risultato del 2024 ha confermato la stima fatta dal presidente Xi Jinping. Nel suo discorso di Capodanno il presidente delle Repubblica popolare ha rimarcato che l’economia è cresciuta “di circa il 5%” lo scorso anno, sulla base delle nuove strategie da lui volute per far dipendere meno il PIL dalle vendite immobiliari e maggiormente dalla produzione di beni alta gamma. All’orizzonte però si profilano le nubi di una nuova tornata di dazi e guerra commerciale dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.
La produzione industriale cinese è crescita del 5,8% nel 2024 (+4,6% nel 2023), con un’accelerazione del +6,2% a dicembre, mentre le vendite al dettaglio si sono attestate su un asfittico +3,5% (+7,2% nel 2023), con +3,7% nell’ultimo mese dell’anno. La crescita ha avuto luogo a fronte di un “ambiente complicato e severo con crescenti pressioni esterne e difficoltà interne”, ha rilevato l’Ufficio nazionale di statistica.
Gli analisti adesso stimano un’ulteriore frenata per la crescita cinese nel 2025, tra il 4,4% e il 4,6%, e il rischio di una discesa sotto il 4% nel 2026. Tuttavia l’Ufficio di statistica ha anticipato che “con un pacchetto di politiche incrementali implementate in modo tempestivo, la fiducia sociale è stata rafforzata e l’economia si è ripresa notevolmente”. Nelle ultime settimane, la Banca centrale cinese (Pboc) ha indicato che nel 2025 provvederà a ulteriori tagli dei tassi, parte di un cambio strategico dalla posizione di politica monetaria “moderatamente accomodante”. E sono attese anche azioni concrete per sostenere i consumi e contrastare il rischio deflazione e il fattore Trump.
Indice FTSE China A50: le quotazioni si muovono in un ampio trading range
Composto da titoli quotati sul Shanghai Stock Exchange e Shenzhen Stock Exchange, l’indice FTSE China A50 sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante le performance negative registrate nelle ultime settimane. Dopo il rally rialzista avvenuto alla fine di settembre, che ha permesso ai prezzi di raggiungere un massimo relativo sul livello 16.340 (7 ottobre), l’indice cinese ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 12.930 (17 ottobre).
Da quel momento i corsi hanno iniziato a muoversi all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 12.850 e 14.400, senza alcuna direzionalità, ma permettendo comunque agli operatori di sfruttare numerose opportunità di trading adottando la strategia del “comperare sui supporti e vendere sulle resistenze”.
Trovandosi ora le quotazioni prossime alla soglia inferiore della congestione, per l’immediato futuro è lecito attendersi un rimbalzo che favorisca un’inversione di tendenza, ripetendosi la stessa ciclicità del movimento che ha caratterizzato il mercato negli ultimi mesi, con l’obiettivo di avvicinarsi presto al livello superiore del canale laterale, in primis la resistenza intermedia a quota 13.600.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 13.100 con target nell’intorno dei 13.600 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 12.900 con obiettivo molto vicino al livello 12.200.
L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a fine dicembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 46.

L’andamento di breve termine dell’indice FTSE CHINA A50









