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Gas europeo: prezzi alle stelle, quale impatto su ENI?

Gas europeo: prezzi alle stelle, quale impatto su ENI?

Le quotazioni del gas europeo crescono ancora, raggiungendo quota 142 euro ad Amsterdam con riferimento ai futures di luglio. A indirizzare gli acquisti il clima di grande tensione che vi è tra l’Europa e la Russia sulle forniture. Mosca questa settimana ha tagliato prima le consegne alla Germania del 40% relativamente al gasdotto Nord Stream 1 e poi quelle all’Italia del 15%. Ma mentre per quanto riguarda l’invio della materia prima ai tedeschi vi è la motivazione derivante dal blocco canadese delle attrezzature per le compressioni del gas per effetto delle sanzioni, sullo stop agli approvvigionamenti all’Italia non vi è una vera ragione.

Probabilmente ciò ha a che fare con il viaggio di Mario Draghi a Kiev, insieme al Cancelliere tedesco Olaf Scholtz e al Premier francese Emmanuel Macron. In tal caso il messaggio di Vladimir Putin sarebbe più di natura politica che economica, della serie “qualsiasi tentativo di vicinanza nei confronti del Governo ucraino verrà punito”. Purtroppo sul fronte del gas l’Europa è ancora ricattabile, dal momento che per il 40% del fabbisogno energetico dipende dal combustibile che arriva dalla Russia. Diversamente da quanto accade per carbonio e petrolio, su cui Bruxelles ha imposto l’embargo.

 

ENI: effetto limitato dell’aumento dei prezzi del gas

Per l’Italia le preoccupazioni potrebbero aumentare con riferimento a ENI, che importa il combustibile dalla Russia. Il rally dei prezzi del gas europeo infatti potrebbe pesare sui margini dell’azienda, impattando sul titolo in Borsa. Non è però di questo avviso Equita Sim, secondo cui le implicazioni sarebbero limitate. La società milanese osserva che il gruppo guidato da Claudio Descalzi acquistava lo scorso anno 30 miliardi di metri cubi (bcm) dalla Russia e quest’anno Equita stima un calo a 20-22 bcm, su un totale di 70 bcm. Questo significa che un calo del 15% come stabilito dalle misure di Mosca non dovrebbe comportare stravolgimenti.

Il fatto che non ci siano state motivazioni del provvedimento però pone seri dubbi sulla stabilità delle forniture, osservano gli analisti di Equita. ENI comunque sta cercando canali alternativi per compensare gli effetti della mossa di Gazprom, ovvero incrementando le importazioni di gas dall’Egitto attraverso il suo terminal di liquefazione di Damietta. L’aumento dei prezzi del gas europeo comunque alla fine avrà un impatto più positivo sugli utili, in quanto strettamente legati alla divisione E&P dell’azienda, sostiene Equita. La sim mette in luce anche il fatto che la sezione Global Gas & Lng Portfolio produce utili operativi che corrispondono all’8% del totale, con EBIT previsto per il 2022 di 1,2 miliardi di euro. Per Equita le azioni ENI restano da comprare con un prezzo obiettivo di 18,5 euro, circa il 50% in più rispetto all’ultima chiusura a Piazza Affari di 12,6 euro.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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