Gas naturale: i vincitori e i perdenti dal rally dei prezzi

I prezzi del gas naturale procedono la loro marcia verso nuovi massimi. Lo scorso mese le quotazioni del combustibile fossile hanno toccato quota 6,28 dollari, come mai era successo negli ultimi 7 anni. La crisi energetica ha fatto esplodere la domanda, con il rischio che un inverno particolarmente freddo possa far inasprire una situazione già quasi al collasso. 

Questo aprirebbe le porte per un’ulteriore serie di rialzi del prezzo della materia prima, sebbene qualcuno come Aneeka Gupta, Direttrice della ricerca presso Wisdom Tree, non ne sia del tutto convinto. L’esperta infatti ritiene che alla fine questo contesto spingerà le aziende energetiche a spostare la domanda dal gas naturale al carbonio, anche perché a certe condizioni la produzione di energia non è sostenibile. 

Finora comunque il rally del gas ha fatto realizzare performance eccellenti ad alcuni fondi quotati che sono esposti all’andamento del combustibile. Allo stesso tempo ha prodotto vittime dal punto di vista finanziario nel settore della produzione di energia.

 

Rally gas naturale: i vincitori

Uno dei principali trionfatori è stato l’ETC Natural Gas 3x Leveraged di WisdomTree che ha ottenuto quest’anno un rendimento del 390% approfittando dell’effetto leva 3:1. Nello stesso ambito, alcuni prodotti di Société Genérale hanno seguito lo stesso percorso. Addirittura il Natural Gas +3 Daily Leveraged Collateralized è arrivato a guadagnare dal 1° gennaio 2021 il 590%, mentre lo stesso prodotto a leva 2 si è fermato al 309,50%. 

Più contenute ma sempre esorbitanti le percentuali di guadagno di Natural Gas EUR Daily Hedged di WisdomTree, replicante l’indice Bloomberg Natural Gas Subindex Euro Hedged Daily, che ha raggiunto il 101% dall’inizio dell’anno. Natural Gas Collateralized ETC della società finanziaria francese, ha guadagnato il 116,5% da gennaio. 

Da tutto questo si evince che l’utilizzo della leva ha fatto da amplificatore ai guadagni, ma ovviamente deve mettere in guardia nel caso in cui ci sarà un’inversione di tendenza. A quel punto ad essere amplificate saranno le perdite, quindi gli investitori dovranno esercitare con molta attenzione il money management del proprio portafoglio.

 

Rally gas naturale: i perdenti

I principali sconfitti dalla partita che vede protagonista il gas naturale risultano certamente le società che si riforniscono della materia prima, ovvero le compagnie energetiche. Molti piccoli produttori di energia nel Regno Unito hanno dovuto chiudere battenti perché il limite di prezzo introdotto nel 2019 dalle Autorità regolatorie britanniche ha sbarrato la strada al trasferimento del costo del gas ai consumatori. 

Tra gli operatori a dichiarare il fallimento nelle ultime settimane spiccano aziende come Avro Energy, Green e People’s Energy, che seguono altri player come Enstroga, Igloo Energy e Symbio Energy, i quali rifornivano oltre 230 mila utenti. 

Questo quadro generale ha ridotto gli utili nel terzo trimestre delle società quotate in Borsa e il mercato ha trasferito tutto questo nelle quotazioni azionarie. Le conseguenze non sono però del tutto negative per i principali operatori restanti, in quanto trarrebbero vantaggio dal consolidamento del settore, aumentando le chances di ripristinare la redditività.