Gas naturale: la Germania tiene le città al buio dopo la stretta di Mosca - Borsa e Finanza

Gas naturale: la Germania tiene le città al buio dopo la stretta di Mosca

Gas naturale: la Germania tiene le città al buio dopo la stretta di Mosca

In Germania la situazione si fa critica dopo che la Russia ha tagliato ulteriormente i rifornimenti di gas naturale dal principale gasdotto, Nord Stream. Nessuno si era illuso che la ripresa dei flussi avvenuta la scorsa settimana dopo 10 giorni di interruzione per manutenzioni avrebbe fatto dormire sonni tranquilli ai Paesi Europei. Berlino era ricorsa alla fase due del piano di emergenza energetica nazionale, che prevede il razionamento dell’utilizzo del gas. Adesso Vladimir Putin ha portato al 20% della capacità la fornitura di gas e nella città tedesca di Hannover si è proceduto a togliere l’acqua calda negli edifici pubblici, nelle piscine, nei palazzetti dello sport e nelle palestre. Non solo, la città chiuderà l’illuminazione delle fontane pubbliche e dei grandi edifici di notte, cercando di portare al 15% la riduzione del consumo energetico.

Tutto questo in prospettiva dell’inverno, dove il ricorso alle scorte strategiche potrebbe non bastare. A tale riguardo, nel periodo che va tra ottobre e marzo, la città ridurrà il numero delle ore in cui il riscaldamento rimane acceso negli edifici comunali, convertirà tutte le lampade in LED, vieterà i condizionatori d’aria mobili e i termoventilatori, e installerà rilevatori di movimento che sostituiscono l’illuminazione permanente nei bagni pubblici, nei parcheggi e nei capannoni per biciclette. Insomma un vero contesto di guerra, inimmaginabile fino a pochi mesi fa. “Questa è una reazione all’imminente carenza di gas, che rappresenta una grande sfida per i Comuni, specialmente per una grande città come Hannover”, ha dichiarato il sindaco Belit Onay.

 

Gas naturale: l’Europa nel caos

La tensione intanto tra l’Europa e la Russia sulla questione energetica rimane estremamente tesa. Il Vecchio Continente è rimasto interdetto quando Gazprom ha annunciato a inizio settimana di aver portato al 20% della capacità produttiva la fornitura di gas da Nord Stream, sebbene un po’ se lo aspettasse. Bruxelles ha definito l’ente statale russo partner inaffidabile che agisce al servizio del Cremlino come arma di rappresaglia per le sanzioni occidentali comminate a Mosca per via della guerra Russia-Ucraina.

Non è escluso che da qui a breve arrivi il blocco totale dei flussi, a quel punto la situazione soprattutto in Germania rischia di diventare più che allarmante. Se in altri Paesi ancora non si è ricorso a misure simili a quella di Hannover, altre città della locomotiva europea hanno sperimentato soluzioni del genere. A Norimberga ad esempio tre delle quattro piscine coperte sono state chiuse, mentre i lidi all’aperto rimarranno in funzione fino al 25 settembre. Anche Monaco, Lipsia e Colonia sono state colpite da misure restrittive.

Dove si andrà a finire? L’Europa si sta adoperando alacremente per cercare soluzioni alternative all’approvvigionamento di gas naturale russo, stringendo patti e firmando intese, che richiedono comunque una tempistica più o meno lunga. A qualcuno sta montando però il dubbio che forse le sanzioni, per quanto eticamente ineccepibili, forse siano state applicate con troppa fretta.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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