Gas naturale: Russia riduce del 50% la fornitura all'Italia - Borsa e Finanza

Gas naturale: Russia riduce del 50% la fornitura all’Italia

Gas naturale: altro smacco della Russia all'Italia, ridotta fornitura del 50%

Altro durissimo colpo della Russia all’Italia nella fornitura di gas naturale. Il gigante energetico statale Gazprom ha comunicato a ENI che ridurrà la consegna del combustibile al 50% della richiesta giornaliera, che corrisponde a circa 63 milioni di metri cubi. Dopo il taglio del 15% avvenuto durante la settimana, adesso la percentuale è stata elevata alla metà dell’approvvigionamento. E la cosa singolare è che tutto quanto è avvenuto senza uno straccio di spiegazione.

In verità non ci sarebbe nemmeno bisogno di questo, perché la motivazione è parsa chiara fin dall’inizio. Il Cremlino non ha digerito l’incursione del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi a Kiev per incontrare il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Quindi il provvedimento di Mosca suona come una misura punitiva nei confronti di chiunque cerchi di schierarsi a fianco dello Stato nemico coinvolto in un conflitto sanguinoso.

Una sorte simile infatti è toccata alla Germania, il cui Cancelliere Olaf Scholz si è recato insieme a Draghi in Ucraina. Berlino è stata privata di 67 milioni di metri cubi al giorno, pari al 40% delle consegne, attraverso il gasdotto Nord Stream 1. Tuttavia, almeno per la sospensione delle forniture alla Germania di gas naturale vi è una ragione ufficiale, ossia che l’attrezzatura per la compressione del combustibile si trovava in Canada per la manutenzione e il Governo canadese ha bloccato tutto per via delle sanzioni. Per l’Italia, invece, silenzio assoluto. Il prezzo del gas naturale è salito ancora oggi in Europa del 7% a 133,5 euro, dopo un picco raggiunto ieri a 149 euro.

 

Gas naturale: quale sarà la reazione dell’Italia al taglio di Mosca?

L’Italia è riuscita finora a compensare il deficit giornaliero di gas dalla Russia, attraverso la fornitura dell’Algeria, del gasdotto TAP e dei rigassificatori. Tuttavia, il problema sussiste per le prossime settimane. Il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha assicurato che per ora la situazione è sotto controllo, ma se il calo di approvvigionamento dovesse perdurare il Governo è pronto ad attuare nuove misure. Ancora non si sa con precisione quali sarebbero queste misure, ma viene difficile credere che la cosa possa essere sostenibile nel breve periodo.

Il problema fondamentale è che è difficile ridurre la dipendenza dal gas naturale russo come si fa per il petrolio, perché mancano le connettività dei gasdotti con altri Paesi che esportano. Quindi, bisognerebbe importare maggiore gas naturale liquefatto, come si sta facendo del resto. Solo che la carenza di rigassificatori impone un limite temporale, che potrà essere rimosso completamente tra qualche anno.

 

Gas naturale: anche la Francia coinvolta nel taglio di forniture

La riduzione delle forniture russe coinvolge indirettamente anche la Francia. L’operatore di gasdotti francese GRTgaz ha reso noto che da mercoledì scorso i flussi dalla Germania verso Parigi sono stati interrotti per effetto del calo delle consegne russe. Il flusso è stato di circa 60 gigawattora al giorno all’inizio del 2022, corrispondente al 10% della capacità del punto d’interconnessione. L’operatore di rete ha affermato in una nota che l’azienda rimane vigile per il prossimo inverno e invita gli spedizionieri a continuare a riempire il più possibile i loro impianti di stoccaggio nazionali.

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