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Gas naturale sotto i 50 euro alla TTF, emergenza finita in Europa?

Gas naturale sotto i 50 euro alla TTF, emergenza finita in Europa?

I prezzi del gas naturale sono crollati sotto i 50 euro a megawattora alla Borsa di Amsterdam per la prima volta negli ultimi 17 mesi. Rispetto al top di agosto 2022, quando le quotazioni avevano raggiunto un livello di 340 euro, c’è stato un ribasso di oltre l’80%. Tutto ciò è stato frutto di una minore domanda del combustibile per effetto di una serie di fattori: un clima invernale non particolarmente rigido per come si temeva; la capacità dei Paesi europei di riempire rapidamente gli stoccaggi; e i grandi afflussi di GNL provenienti soprattutto da Stati Uniti e Qatar (in assenza per ora di un concorrente nella domanda come la Cina). Inoltre, si potrebbero aggiungere in via minoritaria anche il maggior utilizzo di energie alternative come quelle eolica e nucleare, nonché i maggiori sforzi fatti soprattutto in Germania per limitare il consumo di gas nelle case e nelle fabbriche nell’ambito di un piano di razionamento energetico.

Quanto sta accadendo è confortante per il futuro, soprattutto perché gli alti livelli di stoccaggio potrebbero far dormire sonni tranquilli all’Europa per questo inverno e il prossimo. In altri termini, sembra proprio che il Vecchio Continente si stia adeguando all’assenza dei volumi di gas naturale russo. Oggi la utility tedesca Uniper ha dichiarato che i problemi relativi ai tagli da Mosca saranno completamente superati entro il 2024, anche se i costi elevati per la sostituzione rimangono un problema.

 

Gas naturale: il pericolo per l’Europa arriva dalla Cina

È finita quindi la crisi energetica in Europa? Le bollette folli che imprese e famiglie si sono viste recapitare fino a qualche mese è difficile immaginare che siano replicabili. Tuttavia, i prezzi bassi del gas naturale (per quanto sempre più alti rispetto a prima dello scoppio della guerra Russia-Ucraina) potrebbero rimettere in moto la domanda. Anche perché a quel punto diventerebbe più economico acquistare gas per la produzione di energia che non un’alternativa come il carbone, che per giunta è ancora più inquinante. “I prezzi del gas sono scesi nella gamma di commutazione del combustibile, suggerendo che ora è più redditizio gestire gli impianti a gas più efficienti rispetto alle centrali a carbone a bassa efficienza”, ha affermato Stefan Ulrich, analista di BloombergNEF. Secondo Steve Hill, vicepresidente esecutivo per il marketing energetico di Shell Plc, “stiamo arrivando a un livello in cui il ribasso è probabilmente più limitato”.

La grande incognita rimane però la Cina. Nel 2022, Pechino ha frenato la domanda di GNL per via della chiusura delle attività determinata dalla politica zero-Covid. Ma cosa succederà ora che l’economia cinese ha riaperto e presumibilmente ci sarà una crescita notevole del gas naturale liquefatto importato? Sarebbe legittimo pensare che la concorrenza del Dragone possa essere un problema per l’Europa, perché rischia di mettere in moto quel deficit dell’offerta che ha caratterizzato i mesi susseguenti all’invasione dell’Ucraina. “Mentre i livelli di stoccaggio sono elevati in Europa e l’Asia non mostra alcun segno immediato di cercare di superare l’Atlantico per i carichi, il calo dei prezzi riaccenderà senza dubbio una certa domanda di gas, sia nel settore industriale che in quello energetico”, ha affermato Tom Marzec-Manser, della società di consulenza ICIS.

Se si dovesse configurare questo scenario, la conseguenza sarebbe che i prezzi tornassero a crescere. Di quanto? Secondo Henning Gloystein, della società di consulenza Eurasia Group, non ci sono grandi pericoli. “L’Europa sembra essersi svezzata con successo dal gas russo, con il TTF che, quantunque sia ancora costoso, non ha più bisogno di scontare il rischio di carenze definitive”, ha affermato.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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