Gazprombank: ecco perché è stata risparmiata dalle sanzioni
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Gazprombank: ecco perché è stata risparmiata dalle sanzioni

Gazprombank: ecco perché è stata risparmiata dalle sanzioni

Le sanzioni occidentali hanno risparmiato Gazprombank, la terza più grande banca della Russia. Quantomeno l’istituto finanziario non è finito nella cerchia delle banche che sono state escluse da SWIFT. Perché questa clemenza? Gazprombank è una banca cruciale per gli affari tra l’Europa e la Russia per quel che riguarda il gas naturale, perché gran parte dei pagamenti vengono effettuati passando per questa azienda di credito.

Quindi tagliare i ponti anche con la banca di stato significherebbe di fatto bloccare le importazioni del combustibile. Il Vecchio Continente lo scorso anno ha importato circa il 45% di gas naturale da Mosca, equivalente a 70 miliardi di dollari. Un fiume di denaro che si troverebbe incastrato qualora le sanzioni si spingessero oltre.

 

Gazprombank: cosa comporta l’essere stata esentata dalle sanzioni

Nel tempo Gazprombank è diventato un intermediario chiave per le valute straniere e nel collegamento del sistema finanziario globale. Oggi tiene rapporti di corrispondenza con diverse banche occidentali, il che le permette di spostare capitali espressi in moneta estera per conto di clienti russi. Tra i principali istituto di credito figurano JPMorgan Chase & Co., Deutsche Bank AG, Banca di New York Mellon Corp. e Commerzbank AG. In Europa ha anche uffici in Lussemburgo, Svizzera e Cipro dove fornisce servizi finanziari per diversi soggetti russi.

Al riguardo Deutsche Bank ha riferito che potrebbe anche decidere di non eseguire alcun pagamento nonostante proveniente da una banca non sottoposta a sanzioni. Ad ogni modo risparmiare Gazprombank significa aver creato una sorta di zona franca per favorire il movimento di denaro delle imprese da e verso la Russia, aggirando in questo modo le restrizioni. VEB ad esempio è una delle banche sanzionate e detiene una partecipazione in Gazprombank, quindi potrebbe attraverso di essa far circolare i capitali.

Cari Stinebower, partner dello studio legale Winston & Strawn a Washington, DC ed ex funzionario dell’Office of Foreign Assets Control del Tesoro, sostiene che il motivo per non colpire alcune banche è solo quello di consentire il flusso di pagamenti del gas, ma così facendo si corre il rischio di dare l’apertura a pagamenti non previsti.

 

Gazprombank: potrebbe essere la prossima sanzionata?

In passato Gazprombank è stata coinvolta in situazioni poco chiare ed è stata anche sottoposta a sanzioni. Come ad esempio nel 2014, quando gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni impedendo ai prestatori USA di estendere alla banca finanziamenti a medio-lungo termine, dopo che la Russia aveva preso il controllo della Crimea. Mentre nel 2018 l’Autorità di regolamentazione svizzera aveva vietato all’unità locale di Gazprombank di acquisire nuovi clienti per aver riscontrato inadeguati controlli sui clienti stessi e sulle transazioni.

Dopo lo scoppio della guerra Russia-Ucraina, gli USA hanno cercato di complicare la vita alla banca, restringendo la finestra di finanziamento consentita a non più di 2 settimane, sebbene l’effetto non sia lo stesso di quello delle sanzioni. Ad ogni modo, il Governo americano ha annunciato che i provvedimenti verso le banche potrebbero essere estese e, visto come si sta evolvendo la situazione sul fronte bellico, la cosa sembra inevitabile. Ovviamente questo avrebbe delle pesanti ripercussioni sulle attività commerciali riguardo il gas russo, con particolari riflessi sull’Europa. Forse in questo caso sarebbe il caso di affrettarsi per trovare soluzioni alternative prima che tali sanzioni arrivino.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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