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Generali: Delfin può salire fino al 20%, possibile una scalata?

Generali: Delfin può salire fino al 20%. Possibile una scalata sul titolo?

Per Piazza Affari l’inizio del mese di luglio è all’insegna del titolo Generali che, con volumi superiori alla media giornaliera mensile, vede le quotazioni portarsi oltre i massimi annuali. A spingere al rialzo i prezzi sono le indicazioni, arrivate poco prima dell’inizio delle contrattazioni da parte dall’Ivass. L’autorità che vigila sul mercato delle assicurazioni ha autorizzato Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, a salire sopra il 10% del capitale di Generali e arrivare fino al 20%.

La richiesta all’Ivass era stata avanzata dalla stessa Delfin lo scorso aprile dopo il superamento della soglia del 10% nel capitale della compagnia assicurativa triestina. Tecnicamente la finanziaria della famiglia Del Vecchio avrebbe potuto vendere azioni e tornare sotto la soglia del 10%, ma non avendolo fatto ha aperto le porte alle speculazioni sulla governance di Generali. Dalla holding Delfin fanno sapere di non avere in corso nessuna particolare strategia nei confronti delle Assicurazioni Generali.

A distanza di un anno, quando nell’assemblea del 2022 Leonardo Del Vecchio insieme alla famiglia Benetton e a Gaetano Caltagirone cercarono di prendere il comando con una loro lista per il Cda in contrapposizione con Mediobanca, i giochi potrebbero riaprirsi. Tuttavia l’eventuale scalata di Delfin sul gruppo assicurativo italiano troverebbe i paletti della Bce, secondo sui una banca potrebbe essere controllata solo da un soggetto vigilato dalla Banca d’Italia.

 

Azioni Assicurazioni Generali: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come sta rispondendo l’azione il via libera dell’Ivass a Delfin. Il titolo Generali, con volumi superiori del 50% rispetto alla media giornaliera mensile, vede i prezzi spingersi oltre i massimi del 2023 situati in area 19,15-19,20 euro. Nel breve periodo una conferma dei corsi oltre questi livelli andrebbe non solo a rafforzare il trend ascendente innescatosi dai minimi di ottobre posti sui 13,65-13,70 euro, ma aprirebbe le porte a ulteriori allunghi in direzione di 19,50 euro e successivamente verso la soglia dei 20 euro. Nel caso in cui anche queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle si aprirebbe per l’azione la possibilità di tornare a rivedere i massimi del 2022, toccati prima dell’assemblea dello scorso anno, situati sui 21,50 euro.

Al contrario, un ritorno delle quotazioni sotto la soglia dei 19 euro spingerebbe velocemente il titolo a chiudere prima il gap-up lasciato aperto in queste ore in area 18,78 euro e a seguire i 18,50 euro. Dal punto di vista operativo la perdita di questi sostegni, dove troviamo l’indicatore daily Supertrend, aprirebbe le porte a prese di beneficio che avrebbero un primo obiettivo sui 18 euro e successivamente i minimi dello scorso mese di maggio in area 17,50 euro. L’eventuale violazione di questi supporti andrebbe a indebolire il quadro grafico dell’azione, con possibili ulteriori correzioni fin verso i minimi del 2023 posti sui 16,65-16,70 euro.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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