Generali: su utili primo semestre pesa la Russia, cosa fare con le azioni?
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Generali: su utili primo semestre pesa la Russia, cosa fare con le azioni?

Generali: su utili primo semestre pesa la Russia, cosa fare con le azioni?

Il gruppo Generali ha chiuso il primo semestre con utile netto di 1,402 miliardi, in calo del 9% rispetto agli 1,540 miliardi dello stesso periodo 2021, ma superiore al consensus degli analisti, pari a 1,32 miliardi. Ha influenzato il risultato l’attività in Russia dove la compagnia ha deciso svalutazioni per 138 milioni, alla partecipazione in Ingostrakh e altri titoli. Senza quelle svalutazioni sugli investimenti russi, l’utile netto sarebbe di 1,541 milioni di euro. Il risultato operativo è comunque in crescita del 4,8% a 3,1 miliardi, con il traino dei settori vita, danni e altre attività. E sono in aumento del 2,4% a 41,9 miliardi di euro i premi lordi, in particolare per lo sviluppo del ramo danni che registra un incremento dell’8,5%, soprattutto nel segmento non legato al settore auto.

Il patrimonio netto di gruppo è sceso del 34,9% a 19 miliardi, principalmente a causa dell’aumento dei tassi di interesse sui titoli obbligazionari governativi e corporate. Ma anche «per effetto degli attuali principi contabili che non valorizzano anche le passività» ha spiegato il cfo Cristiano Borean. Gli asset gestiti totali sono arrivati a 635,4 miliardi di euro, con un calo del 10,5% che «riflette il trend dei mercati».

«I solidi risultati di Generali dimostrano che il nostro impegno nell’implementazione del piano strategico Lifetime Partner 24: Driving Growth è la strada giusta per conseguire una crescita sostenibile e aumentare la profittabilità operativa. Non abbiamo cambiato affatto il piano. Le discussioni tra azionisti non ci hanno fatto cambiare idea sulla validità nostro progetto», ha dichiarato Donnet agli analisti. «Stiamo evolvendo in un mondo che cambia e che è sempre più sfidante», ha continuato l’amministratore delegato. Alcuni azionisti, ha continuato Donnet riferendosi a Francesco Gaetano Caltagirone, «hanno presentato una strategia e un management alternativi. Ma all’assemblea dei soci di aprile gli azionisti hanno fatto una scelta chiara per il piano che abbiamo presentato a dicembre 2021 e che venga attuato da questo management».

Riguardo al cda, in particolare, continuano le schermaglie. Da quanto emerso all’interno della relazione semestrale del gruppo, Caltagirone, attraverso la società VM 2006, ha impugnato davanti al Tribunale di Trieste la delibera dell’assemblea ordinaria del 29 aprile (che aveva attribuito il 55,99% dei diritti di voto alla «lista del cda», con Donnet al suo terzo mandato come ceo) relativa alla nomina del consiglio.

E poi c’è anche un altro capitolo, quello che riguarda i rapporti con la Consob. Ex articolo 114 del Tuf, l’autority avrebbe chiesto alle Generali maggiori informazioni su come il consiglio del gruppo presieduto da Andrea Sironi sia arrivato alla nomina in cda di Marsaglia e perché sia invece stato escluso Luciano Cirinà. Cioè l’ex manager del Leone, in causa con il gruppo, che il consiglio aveva giudicato ineleggibile per il regolamento «Fit and proper», perché mancante dei requisiti richiesti. Generali ha già risposto proprio ieri ribadendo la non idoneità di Cirinà per «gravi misure disciplinari o amministrative» in seguito a «negligenza grave o comportamento doloso».

 

Generali: quotazioni sostenute da trendline ascendente

Quotato a Piazza Affari, il titolo Generali sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+0,85%). Dopo un’apertura in gap up (rimasto aperto nell’intraday a quota 14,715), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 14,955, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 14,740. Solo nel corso del pomeriggio i corsi nuovamente rimbalzati fino a chiudere a 14,800 euro.

Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern di analisi candlestick denominato “Doji”, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori. In realtà, dopo l’importante minimo toccato lo scorso 21 luglio sul livello 13,795, le quotazioni hanno ripreso a salire con decisione (anche se lentamente) sostenute da una trendline ascendente credibile che ha permesso al titolo di superare la propria media mobile a 25, dopo esserci già riuscito con l’indicatore Parabolic Sar. Quindi, probabilmente, la direzione rialzista in corso ha le carte in regole per proseguire anche nelle prossime settimane ponendosi come obiettivo il raggiungimento del target in area 15,200, dove transita l’indicatore Supertrend.

L’impostazione algoritmica, inoltre, rileva come l’indicatore Macd abbia appena incrociato il proprio Signal, mentre l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 48. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 14,955 con target nell’intorno dei 15,200 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 14,735 con obiettivo molto vicino al livello 14,480.

 


L’andamento di breve termine del titolo GENERALI

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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