È stata una corsa contro il tempo, ma alla fine si è giunti all’obiettivo: la Germania ha approvato la modifica costituzionale per dar vita al maxi-piano di spesa da 1.000 miliardi di euro su difesa e infrastrutture. Con il sostegno di oltre due terzi del parlamento tedesco, la riforma portata avanti dal cancelliere entrante Friedrich Merz alla fine è passata. Il lavoro del leader dei cristiano-democratici è stato duro e costruito nell’arco di molte settimane, in cui ha dovuto convincere i Verdi, inizialmente contrari al progetto, e alcuni parlamentari ostici.
È stata una corsa contro il tempo, perché il vecchio Bundestag sta per cedere il posto al nuovo parlamento risultante dalle elezioni del mese scorso. Merz ha quindi dovuto convocare di urgenza la seduta in aula per la votazione in modo da arrivare alla super maggioranza richiesta per la modifica della Costituzione. In caso contrario avrebbe dovuto aspettare l’entrata in carica dei nuovi legislatori e in quel caso difficilmente avrebbe ottenuto i numeri necessari. L’estrema destra di AfD che ha oltre il 20% dei seggi, infatti, probabilmente si sarebbe opposta al piano, così come l’estrema sinistra di Die Linke.
Germania: cosa significa l’approvazione del piano da 1.000 miliardi
Dal 2009 era in vigore in Germania una norma costituzionale, voluta dall’allora cancelliera Angela Merkel, che prevedeva un forte austerità fiscale come modello in Europa per tenere sotto controllo il debito pubblico. La regola limitava il deficit strutturale tedesco allo 0,35% del Pil. La modifica approvata oggi segna un passo epocale e ha una triplice valenza: economica, politica e dei mercati finanziari. Dal punto di vista economico, la Germania tenta la strada per uscire dal tunnel in cui è finita negli ultimi anni, segnati da crescita carente e recessione. Il piano prevede in aggiunta alla spesa per la difesa, la creazione di un veicolo speciale da 500 miliardi di euro in 12 anni per modernizzare le infrastrutture del Paese. Questa fiumana di risorse prevede anche una parte – intorno ai 100 miliardi di dollari – da spendere per l’ambiente. Tale passaggio si è reso necessario per ottenere l’appoggio dei Verdi.
Sotto il profilo politico, quanto accaduto oggi potrebbe avere dei risvolti sia in ambito internazionale che domestico. Gli Stati Uniti si stanno defilando dal garantire un appoggio militare all’Europa, il che rende urgente per il Vecchio continente armarsi al fine di garantire la sicurezza da minacce esterne, in primis da quella russa. Gli economisti hanno stimato che le forze armate tedesche avranno bisogno di oltre 400 miliardi di euro nei prossimi anni. I piani di spesa sono il primo passo anche per un tentativo di mettere d’accordo due forze contrapposte con lo scopo di costruire un governo per una nuova legislatura. Merz sta tenendo colloqui complicati con i socialdemocratici dell’Spd al fine di formare una coalizione ampia. Entro fine aprile vorrebbe formare un nuovo governo, prima di essere eletto cancelliere dal Bundestag.
Dal punto di vista dei mercati finanziari, l’approvazione del piano da 1.000 miliardi ha un impatto non da poco. I titoli di Stato tedeschi a 10 anni si sono avvicinati nelle ultime settimane a un rendimento del 3%, livello che non vedono da ottobre 2023. Gli investitori temono che un allargamento del debito conseguente all’applicazione del programma di spesa metta sotto pressione i Bund e faccia salire i rendimenti. Alcuni osservatori finanziari ritengono che il ritorno dei titoli pubblici decennali possa giungere al 4%, come durante la grande crisi del 2008. Sul fronte azionario, invece, gli indici tedeschi potrebbero trarre vantaggio grazie alle prospettive di rilancio dell’economia. In particolare le azioni della difesa, come ad esempio il leader assoluto Rheinmetall che quest’anno ha finora più che raddoppiato il suo valore di mercato.









