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Gil, Gal e Pal: arrivano i sussidi che sostituiscono il Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza

addio. Dopo un lungo tira e molla, il governo Meloni ha deciso di eliminare il sussidio fortemente voluto e introdotto dal Movimento 5 Stelle e di sostituirlo con una serie di nuovi strumenti di inclusione. Dopo la proposta della Mia, alla misura principale si affiancano Gil, Gal e Pal. Secondo quanto prevede la bozza della riforma al vaglio dell’esecutivo, queste agevolazioni dovrebbero entrare in vigore già nel 2023. Ma in cosa consistono di preciso e chi può fare domanda?

 

Gil, Gal e Pal: come cambia il Reddito di cittadinanza

L’obiettivo del governo è attivare due misure separate (ma non complementari) per promuovere una politica attiva del lavoro e al tempo stesso contrastare il forte rischio di povertà assoluta. L’esecutivo ha ricevuto numerose proposte a riguardo, come quella della Caritas Italiana per l’introduzione dell’Al (l’Assegno sociale per il Lavoro) e del Rep, il Reddito di Protezione. L’impianto scelto dal governo, tuttavia, è molto diverso.

Gil e Gal sono due acronimi: il primo sta per Garanzia per l’inclusione lavorativa, il secondo per Garanzia per l’attivazione lavorativa. Non è previsto il passaggio dalla Gal alla Gil, anche se il percettore della Gal rispetta i parametri economici per la Gil. In aggiunta, chi riceve la Gal non può ricevere la Gil. Vediamo di cosa si tratta nello specifico e quali sono i requisiti.

 

Gil, cos’è la Garanzia per l’inclusione lavorativa

La Gil è il sussidio per le famiglie povere, ovvero quelle in cui c’è almeno un minorenne, un disabile, un invalido civile o un anziano sopra i 60 anni. Nello schema del governo, tutti i componenti del nucleo non anziani o disabili e senza carichi di cura specifici, considerati idonei al lavoro dai servizi sociali comunali, devono essere inviati ai centri per l’impiego e avviati verso percorsi di attivazione professionale. Le uniche deroghe sono per minori, disabili gravi o non autosufficienti.

I parametri economici per la Gil sono molto stringenti:

  • ISEE inferiore a 7.200 euro;
  • reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui;
  • patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa inferiore a 30.000 euro;
  • patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro.

 

La famiglia, inoltre, non deve possedere auto superiori a 1.600 c.c. o moto sopra i 250 c.c., navi e imbarcazioni da diporto. L’assegno vale un massimo di 500 euro al mese (aggiornato alla scala di equivalenza) e arriva fino a 6.000 euro l’anno. I beneficiari della Gil, a differenza di quelli della Gal, possono accedere ad un supplemento per l’affitto fino a 280 euro al mese, per un extra complessivo di 3.360 euro annui. La Gil, secondo le previsioni del governo, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024 e riguarderà 709.000 nuclei familiari.

Quanto alla scala di equivalenza, non può superare 2,2. Per le famiglie che hanno almeno un disabile, un minore o un over 60, vale 1 solo il primo componente con un limite di 500 euro al mese nel caso di redditi nulli. Gli altri componenti adulti che con il Reddito di cittadinanza valgono lo 0,4 aggiuntivo fino a un massimo di 2,1 (2,2 se ci sono disabili), non valgono nulla a meno che non rientrano nelle categorie meritevoli di tutela.

La soglia massima di 2,2 si raggiunge solo se una famiglia è composta da un adulto, un secondo adulto con carico di cura, un disabile o anziano e quattro figli di età inferiore ai 2 anni, oppure due figli sotto i due anni e uno con più di due, oppure un adulto con carico di cura e due anziani o disabili.

I versamenti hanno cadenza mensile e arrivano direttamente sulla Carta di inclusione. Il sostegno ha una durata di 18 mesi: scaduto questo termine, dopo una pausa di un mese, viene rinnovato ogni 12 mesi e a partire dal 2026 parametrato all’inflazione. Se un componente della famiglia trova lavoro da dipendente, l’assegno rimane compatibile fino a un massimo di 3.000 euro di stipendio.

Se la famiglia include persone occupabili di età compresa tra i 18 e 59 anni, è previsto un avviamento a percorsi di inclusione sociale attraverso una piattaforma informatica. L’ente di primo contatto sono i servizi sociali comunali. I componenti del nucleo attivabili al lavoro (salvo alcune eccezioni, come ad esempio la presenza di un figlio con meno di tre anni) sono inviati ai centri per l’impiego. La cosiddetta “offerta congrua” riguarda qualunque tipo di lavoro proveniente da tutto il territorio nazionale, a prescindere dalla tipologia di contratto.

In caso di mancata convocazione senza giustificato motivo, l’assegno viene sospeso. La sospensione è confermata anche se non viene firmato il patto di servizio dopo 60 giorni dall’invio dei componenti attivabili al centro per l’impiego. Decade dal beneficio pure chi non accetta un contratto di lavoro, ma l’impiego proposto deve avere uno stipendio non inferiore al minimo salariale previsto dai CC, una durata superiore a 30 giorni e un orario pari ad almeno il 60% del tempo pieno.

 

Gal, cos’è la Garanzia per l’attivazione lavorativa

La Gal è il sussidio per i nuclei ancora più poveri, quelli composti esclusivamente da adulti con meno di 60 anni senza disabilità o invalidità civile ma in condizione di povertà assoluta. Questa misura è destinata a quelle famiglie che non rispettano i parametri per accedere alla Gil. In questo caso, il requisito è un ISEE inferiore a 6.000 euro.

Diversamente dal RdC, la Gal dura al massimo 12 mesi e il beneficiario non ha la possibilità di presentare nuovamente la domanda, anche se è disponibile al lavoro e ha rispettato tutti gli impegni di attivazione previsti. La riforma considera i beneficiari tenuti ad aderire ad un percorso personalizzato di inserimento lavorativo dopo aver sottoscritto il patto di attivazione digitale e un successivo patto di servizio personalizzato.

L’assegno ha un importo massimo di 350 euro per il primo componente e di 175 euro per il secondo per un totale in caso di assenza di reddito di 525 euro al mese. Oltre alla mancata possibilità di rinnovo, la Gal non include il supplemento per l’affitto. Ma la criticità principale è legata soprattutto ai 12 mesi non rinnovabili, a prescindere dal persistere dello stato di povertà assoluta: il mancato diritto ad un sostegno continuativo contraddirebbe la raccomandazione del Consiglio europeo su un adeguato reddito minimo.

 

Pal, cos’è la prestazione di accompagnamento al lavoro

A Gil e Gal si aggiunge un terzo acronimo: Pal, la prestazione di accompagnamento al lavoro. È l’assegno che viene erogato ai beneficiari del Reddito di cittadinanza che, al momento della scadenza dei 7 mesi di sussidio previsti per il 2023, hanno sottoscritto un patto per il lavoro e sono inseriti in misure di politica attiva.

L’importo è pari a 350 euro al mese e la misura può essere richiesta a partire dal 1° settembre. Il governo stima che questo extra riguarda una platea di 213.000 persone di 154.000 nuclei familiari.

La riforma del Reddito di cittadinanza, infine, riguarda pure gli imprenditori. I datori di lavoro che assumono i percettori di Gil, Gal e Pal hanno sgravi contributivi del 50% per 12 mesi per le assunzioni a termine e del 100% per 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato. L’agevolazione fiscale vale anche per le assunzioni di lavoratori stagionali.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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